Home » Calendario del Cibo » La Pizza di Pasqua
La Pizza di Pasqua

La Pizza di Pasqua

Giornata Nazionale della Pizza di Pasqua

Ambasciatrice Donatella Bartolomei per il Calendario del Cibo Italiano – Italian Food Calendar

 

La Pasqua rappresenta in sé tutto il mistero cristiano: il Cristo che si sacrifica per liberare l’uomo dal Peccato Originale, la sua Resurrezione per ritornare alla vera vita.

I suoi simboli, l’agnello, le uova e le preparazioni dolci e salate, nel tempo sono stati “stravolti” dal consumismo, ma nonostante ciò la Pasqua resta una di quelle feste religiose che trova un forte riscontro nelle tradizioni gastronomiche della nostra bell’Italia.

Questa giornata del Calendario del Cibo Italiano è dedicata in particolare a tutte quelle preparazioni dolci e salate, alcune un po’ dimenticate, che generalmente vengono chiamate “pizze”: possono assumere forme e nomi diversi nelle varie regioni d’Italia, ma scorrendo la lista degli ingredienti ci si rende conto che alla fine le materie prime sono sempre le stesse.

Partiamo per un viaggio ideale e iniziamo con l’Emila Romagna dove troviamo la pagnotta dolce di Sarsina, un pane dolce dalle notevoli dimensioni (in passato poteva arrivare anche a pesare 3-4 chili): è protagonista della colazione di Pasqua con salame, uova sode e un bel bicchiere di Sangiovese.

In Abruzzo troviamo la pupa e il cavallo, dolci colorati e allegri preparati da mani sapienti come regalo per i bambini.

Con la pizza dolce della Tuscia andiamo nel Lazio: il semplice impasto del pane si arricchisce di zucchero e uova per diventare protagonista della colazione di Pasqua.

Passiamo poi in Umbria dove si sforna la pizza  di Pasqua o pizza ricresciuta (in versione dolce) e la pizza ternana (in versione salata) al formaggio.

In Toscana è famosa la schiacciata dolce, che in alcuni casi si profuma con semi di anice.

Arriviamo in Liguria, nota per la sua Torta Pasqualina, ma ancor più particolari sono i cavagnetti, cestini a base di frolla decorati con le uova e preparati come regalo per le giovani coppie.

A Trieste troviamo la pinza dolce, che ricorda la spugna imbevuta di aceto data a Gesù dai soldati, e le titole, la cui forma richiama quella dei chiodi usati nella crocifissione, mentre le uova tinte di rosso ricordano i sassi del Calvario, macchiati dal sangue del Cristo.

Scendiamo in Puglia con la famosa scarcella, semplice nella composizione ma ricca nelle forme e nelle decorazioni.

Raggiungiamo la vicina Calabria con la sguta, anch’essa un semplice impasto di pane dolce con uova, ma prodotto in forme diverse.

In Sicilia possiamo assaggiare la cuddurauna preparazione particolarmente asciutta, sempre decorata con uova e confettini colorati e poi i palummeddi, piccole colombe decorate, probabilmente gli antenati dell’attuale colomba.

Con le casadinas atterriamo in Sardegna, piccoli scrigni farciti di formaggio fresco e ricotta.

E non dimentichiamoci il casatiello napoletano, un tripudio di sapori: formaggio, uova, sugna e salumi diversi.

Terminiamo il viaggio nelle Marche: sulla tavola imbandita per la colazione pasquale troviamo la pizza dolce e la crescia di formaggio.

Tutti gli ingredienti che ritroviamo nelle varie preparazioni sono un trionfo di sapori che compensano le privazioni della Quaresima.

Le uova sono protagoniste pressoché costanti: quelle benedette, simbolo della rinascita, possono trovarsi sia nell’impasto sia sode, utilizzate come decorazione.

Evidente è la similitudine tra il guscio e il sepolcro: l’involucro calcareo che racchiude una vita che nasce aprendosi all’esterno, esattamente come Cristo che rompe la barriera della pietra tombale, e pertanto il senso della nascita di una nuova vita dietro la resurrezione. (Tommaso Lucchetti da ”La mensa di Pasqua nelle Marche”)

Nelle preparazioni salate troviamo anche l’aggiunta di formaggio e di salumi: il primo testimonia il ritorno alla pratica casearia, conseguente al risveglio dei pascoli; i secondi rappresentano invece l’abbandono della dieta di magro, con il ritorno al consumo di carne.

Le Pizze di Pasqua sono una preparazione che rimanda anche alle attività domestiche connesse alla Settimana Santa, in un interessante parallelismo fra il calendario liturgico e l’organizzazione della casa: le pulizie di Pasqua coincidono con la Lavanda dei Piedi del Giovedì Santo, e la frenetica attività culinaria di questa giornata rimanda ai preparativi dell’Ultima Cena.

La preparazione delle Cresce di formaggio e pizze dolci veniva invece riservata al Venerdì Santo, giorno di strettissimo magro: mia nonna si riuniva con le altre compaesane e insieme iniziavano gli impasti  che sarebbero poi finiti sul tavolo della colazione di Pasqua.

A questo proposito, Nicla Mazzara Morresi, esperta in tradizioni gastronomiche marchigiane, sottolinea il ritorno del numero simbolico della Quaresima in questa preparazione: 40 sono le uova, 40 sono i minuti in cui non si deve aprire il forno durante la cottura.

La colazione di Pasqua era un vero e proprio rito nelle Marche come in altre regioni, l’occasione che spezzava festosamente il lungo digiuno iniziato con la Quaresima. Per questo motivo, tutto concorreva alla sua sontuosità: la tovaglia più bella, quella gelosamente custodita nel cassettone della nonna, un bel cestino con tante uova sode colorate dai bambini, la crescia di formaggio, la pizza dolce con la “fiocca” (glassa di albume e zucchero) e i confettini colorati, il salame, quello lardellato, cioè il primo salume che si affetta e che permette di verificare se la lavorazione e stagionatura dei salumi è stata perfetta, e ancora uova, nella frittata al “mentastro” (menta selvatica) o “coi viticchi”( germogli della vitalba).

Per la ricetta della crescia di formaggio e tutti i suoi approfondimenti vi rimandiamo qui.

Bibliografia

Tommaso Lucchetti “La mensa di Pasqua nelle Marche”

Tommaso Lucchetti “La cucina delle monache”

Tommaso Lucchetti “La cucina dello spirito”

L.Bartolotti,Rimini,Panozzo “Il codice di cucina”

Nicla Mazzara Morresi “ La cucina marchigiana”

Il fatto quotidiano “Pasqua a tavola le tradizioni italiane”

L.Bruni “Ricette raccontate”

“Antologia della cucina popolare”

Partecipano come contributors:

Sara Sguerri, Pizza di Pasqua al Formaggio

Maria Di Palma, Pizza di formaggio marchigiana integrale con pasta madre

Laura Gioia, Pizza di Pasqua abruzzese

Cecilia Mazzei, Schiacciata di Pasqua o Sportina

Nieri Sonia, Schiacciata dolce di Pasqua

Paola Sabino, Pizza Chiena Napoletana

Share this:

Rispondi

Copyright Associazione Italiana Food Blogger 2015-2017 - Riproduzione riservata | C.F.: 97774480582
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: