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Gran Tour d’Italia, l’Emilia Romagna: il progetto RicibiAMO di Parma e Piacenza

Gran Tour d’Italia, l’Emilia Romagna: il progetto RicibiAMO di Parma e Piacenza

RicibiAMO è un progetto pilota nato sull’onda della legge 166/2016 sullo spreco alimentare e condotto nei territori di Parma e Piacenza.
di Elena Broglia del blog Zibaldone Culinario

Obiettivo principale: sperimentare la possibilità di coinvolgere i ristoratori di entrambe le provincie in un percorso virtuoso con l’obiettivo di donare le eccedenze.

La legge del 19 agosto 2016, n. 166 sullo spreco alimentare, fortemente voluta dall’On. Maria Chiara Gadda che ne è stata relatrice e prima firmataria, punta alla riduzione degli sprechi di ogni tipo, incentivando e promuovendo il più possibile il dono, la trasformazione e la redistribuzione delle eccedenze, non solo alimentari, lungo tutta la filiera. Le norme facilitano la donazione evitando evasione o mercato nero.
La legge accorpa e semplifica le varie normative, sia quelle fiscali, sia quelle sulla sicurezza alimentare.
Non prevede controlli e sanzioni per chi non dona, ma agevolazioni per chi dona, oltre a semplificare gli aspetti burocratici, mantenendo comunque sempre la tracciabilità dei prodotti.
Tra gli aspetti più importanti su cui si basa questa legge, vi è la definizione della differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione.

Il Termine minimo di conservazione è riconducibile alla dicitura “Da consumare preferibilmente entro” ed è la data fino alla quale un prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche, in adeguate condizioni di conservazione. Gli alimenti che hanno superato tale termine possono comunque essere ceduti, mantenendo però l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione, entro un massimo di 30 giorni da tale data; si tratta in generale di prodotti secchi (pasta, riso, ecc.), in polvere, in lattina.
La data di scadenza invece, sostituisce il termine minimo di conservazione nel caso di alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, oltre la quale sono considerati a rischio e non possono essere trasferiti né consumati.
Prodotti con errori di etichettatura, difetti nell’imballaggio o con imperfezioni estetiche, ma che risultino comunque ben conservati e adatti al consumo umano, possono anch’essi essere donati a titolo gratuito agli enti caritatevoli.
Gli enti pubblici possono essere destinatari del dono di eccedenze alimentari da redistribuire ai cittadini in stato di necessità.
Con questa nuova legge anche il pane invenduto può essere donato ovunque entro le 24 ore successive. Possono essere recuperati i residui di campo, tutti i prodotti che rimangono a terra dopo la raccolta o i prodotti non raccolti, ovviamente previo accordo con l’imprenditore agricolo. Il cibo confiscato, ad esempio da attività criminali o frutto di pesca e caccia illegali, può essere donato invece di essere distrutto.
La legge porterà le attività commerciali e produttive a beneficiare di uno sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato, secondo quanto disposto dai vari Comuni.
Si prevedono inoltre misure e incentivi per promuovere nei ristoranti, l’uso delle cosiddette “family bag” (ma anche le “doggy bag” già diffuse all’estero) ovvero contenitori per portarsi a casa quanto non consumato nel locale.

Il progetto RicibiAMO è stato presentato dall’Associazione “Piace Cibo Sano“, quindi approvato e finanziato dal Comitato Territoriale Iren di Parma e Piacenza.

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Il programma verrà illustrato lunedì 13 febbraio a Castelnuovo Fogliani (Alseno- Piacenza), presso l’Istituto Toniolo; progetto, pilota nel suo genere, prevede il coinvolgimento iniziale di 60 ristoratori, 30 del territorio di Piacenza e 30 per il territorio di Parma.
I ristoranti interessati e che aderiranno all’iniziativa, avranno la possibilità di fruire di:

  1. piano di comunicazione dedicato ai ristoratori virtuosi aderenti;
  2. partecipare a momenti di formazione e informazione per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sul tema dello spreco;
  3. ridurre lo spreco in cucina e in sala attraverso misure pratiche ed efficaci;
  4. condividere con gli altri ristoratori del territorio esperienze virtuose;
  5. accogliere e collaborare a formare gli studenti tirocinanti della scuola alberghiera sul tema della misura dello spreco in sala e in cucina;
  6. fare rete e coinvolgere i clienti in percorsi di sostenibilità, condividendo intenti e strumenti, fra cui la family box RicibiAMO;
  7. misurare lo spreco del cibo e in futuro, a seguito di precisi provvedimenti da parte dei Comuni, riuscire ad ottenere sconti sulla tassa dei rifiuti.

Perché chi ama il cibo non lo spreca!

Bibliografia
http://www.varesenews.it/2016/09/entra-in-vigore-la-legge-gadda-da-oggi-donare-cibo-e-piu-facile/550536/
http://www.piacecibosano.com/
https://www.facebook.com/RicibiAMO/?fref=ts
https://www.wired.it/lifestyle/food/2017/02/03/evitare-spreco-alimentare-conviene-a-tutti/

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