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Gran Tour d’Italia, la Lombardia: micro ortaggi

Gran Tour d’Italia, la Lombardia: micro ortaggi

Micro ortaggi, l’agricoltura tra passato e futuro
di Silvia Vuono del blog Golosani.

La Lombardia sorprende sempre. Terra di tradizioni, con uno sguardo sempre rivolto al resto del mondo, pronto a cogliere nuove vie e intraprendere nuovi percorsi. È proprio in questo delicato equilibrio che troviamo i micro ortaggi, termine che indica le tenere parti edibili delle piantine, raccolte nello stato iniziale della germogliazione, ovvero da pochi giorni fino a una o due settimane, a seconda della varietà.

Nati negli Stati Uniti circa dieci anni fa, si sono poi diffusi in Asia e nel Nord Europa, per via del loro sapore e della loro bellezza, utilizzati sempre più spesso dagli chef per la guarnizione dei piatti e per la capacità di donare un tocco di freschezza.

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In Italia da alcuni anni vengono importati dall’Olanda ma, da poco tempo, due intraprendenti giovani, Marta Crippa e William Thaki, hanno compreso che vi poteva essere la possibilità di produrre anche in luoghi che non hanno le giuste condizioni di coltivazione: recuperando i semi di ortaggi usuali, insieme ad alcuni più selvatici, unendo il tutto con la passione per la sana alimentazione e aggiungendo una manciata di coraggio. Con questa miscela hanno dato vita a Pianta Natura, primo micro lab in Italia di coltivazione di questi piccoli concentrati di sapore e di salute.

Gli attuali e recenti studi, che si stanno conducendo in diverse Università nel mondo, indicano i micro ortaggi come un autentico concentrato di antiossidanti, vitamine e minerali: sono fino a 40 volte più ricchi di nutrienti rispetto agli esemplari adulti.
In Italia gli studi sono condotti dal Dott. Di Gioia e dal Dott. Santamaria, presso l’Università degli Studi di Bari.

Pianta Natura nasce a Mezzago, in Provincia di Monza Brianza, in una ex distilleria, dove i due giovani appassionati di agricoltura si dedicano alla coltivazione di queste bellissime e salutari piantine. A sostegno dell’impresa, la Coop di Mezzago ha loro concesso gli spazi per la coltivazione dei micro ortaggi (esattamente nello stesso luogo in cui vengono coltivati i famosi asparagi rosa).

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Attualmente, in pochi e coloratissimi metri quadri, vengono coltivati differenti tipi di micro ortaggi tra i quali senape bianca, senape rossa, bietola fucsia, piselli, borragine, crescione, ravanello, rucola, cipolla, lino, coriandolo. Le piantine nascono al buio e vengono poi appoggiate su alcuni banconi, appositamente disposti in una piccola stanza ed esposte alla luce di led. Lo spettro di luce, a cui vengono esposte le piantine, è determinante per la loro crescita e perla stimolazione della clorofilla, che migliora la colorazione delle foglioline.

Ma come usare questi preziosi alimenti? Non è frequente trovare i micro ortaggi presso le usuali reti di vendita, anche se qualcosa lentamente sta cambiando. Poiché i micro ortaggi sono così delicati, non è indicato cuocerli: devono essere mangiati crudi, dopo un veloce lavaggio. Hanno una durata approssimativa da due a cinque giorni. A dispetto del grande valore nutritivo attribuibile ai micro ortaggi è sconsigliato usarne in grandi quantità. Il loro gusto, infatti, pur essendo piacevole, se mangiati “in purezza”, è considerato adatto alla valorizzazione complessiva del piatto. Daranno, infatti, il meglio di sé, in aggiunta a un’insalata, a un sandwich o su una zuppa, regalando una nota di freschezza e croccantezza.

La Lombardia, quindi, con la sua storia e la grande tradizione nelle coltivazioni, diviene oggi anche luogo d’innovazione. Con nuove modalità di concepire l’agricoltura, porta in tavola più salute, un maggiore rispetto dell’ambiente e della qualità e di quanto scegliamo per la nostra alimentazione.

Fonti:
Pianta Natura
MicrogreensFonti:
Microortaggi

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2 Comments

  1. elena
    elena4 months ago

    ma che bello questo articolo, di queste meraviglie non ne sapevo proprio niente… grazie!

  2. Daniela
    Daniela4 months ago

    Grazie, che bell’articolo!!! Lo condivido subito!

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