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Gran Tour d’Italia, il Piemonte e la Valle d’Aosta: Il palio di Asti e la sagra delle sagre

Gran Tour d’Italia, il Piemonte e la Valle d’Aosta: Il palio di Asti e la sagra delle sagre

Autrice Chiara Lazzarin del blog La pulce tra i fornelli

Il Palio di Asti è una festa tradizionale che risale al Medioevo; culmina in una sfrenata corsa di cavalli e celebra San Secondo, il patrono della città. Nel 1275 gli astigiani corsero un Palio eccezionale il 10 agosto, sotto le mura della città rivale di Alba (Cuneo), sconfitta dopo diversi scontri culminati nella battaglia di Roccavione. Cronista d’eccezione dell’evento fu Guglielmo Ventura, colto e curioso speziale astigiano, che lo descrive nel suo Memoriale de rebus gestis civium astensium et plurium aliorum confermando così che il Palio di Asti si correva già in quei tempi remoti.

il Palio di Asti e la Sagra delle Sagre

Il Palio di Asti ancor oggi si disputa con i cavalli a pelo, ovvero senza sella, tra ventuno contendenti che rappresentano i rioni della città e i borghi limitrofi. Alla corsa, che si svolge nell’arena di Piazza Alfieri, fanno corona gli sbandieratori, il mercatino con i prodotti dell’artigianato locale, le bandiere che in ogni angolo della città indicano i diversi rioni. Prima del Palio si tiene una sfilata di migliaia di figuranti in abiti medievali che ci riporta all’improvviso indietro nel tempo; i “quadri viventi” che vengono rappresentati sono frutto di precise ricerche storiche e narrano fatti realmente avvenuti o momenti di vita quotidiana dell’epoca.

La corsa ha inizio dopo che il Capitano del Palio chiede ufficialmente il permesso di poter correre al sindaco, il quale ne dà licenza pronunciando le antiche parole … andate e che San Secondo vi assista!
Si arriva così alla corsa, organizzata in tre batterie da sette partecipanti ciascuna: i primi tre classificati di ogni batteria accedono alla corsa finale, che deciderà l’assegnazione del Palio. Si tratta di un drappo composto da due elementi essenziali: il labaro (stendardo) dipinto con l’effige del santo patrono e le insegne della città di Asti, e il Palio vero e proprio, ovvero una lunga pezza di velluto cremisi che viene congiunta al labaro.

Anche il cibo entra da protagonista nelle celebrazioni del Palio. In ogni rione o comune partecipante si organizzano, nelle serate precedenti, grandi cene con menù composti dai più classici piatti piemontesi; non possono mancare i tagliolini al ragù, il vitello tonnato, la battuta di Fassone, gli agnolotti, i tomini, il bunet. La cena propiziatoria è un momento di incontro, di assaggi e naturalmente di festa, perché è questo il clima che si respira ad Asti durante i giorni del Palio.

il palio di Asti e la sagra delle sagre (4)

E, a proposito di cibo, durante i giorni del Palio si tiene – per tutto il secondo weekend di settembre – anche il Festival delle Sagre, nato da un’idea della Camera di commercio di Asti nel 1970. Una manifestazione unica nel suo genere, che vede il suo culmine in una sfilata animata da più di tremila figuranti provenienti da diversi comuni astigiani, durante la quale si rappresenta la vita contadina tra Otto e Novecento.
Dopo la sfilata si mangia nelle varie “casette” allestite in Campo del Palio, dove si servono specialità tipiche del territorio come il gran fritto misto, i ravioli del plin, il risotto al Barbera d’Asti, le pesche ripiene… solo per citarne alcune. In pratica Campo del Palio si trasforma in una grande area street-food dove gustare piatti piemontesi di antica tradizione, le cui ricette sono ben custodite e tramandate nel tempo.

Il Palio di Asti e la sagra delle sagre (2)

Per completare la giornata non può mancare una tappa alla Douja d’Or, il concorso enologico promosso dalla Camera di Commercio in collaborazione con l’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino). Le aziende vinicole astigiane, una volta iscritte al concorso, inviano un campione del loro vino più pregiato che è sottoposto al giudizio dei tecnici Onav i quali, dopo una rigorosa valutazione olfattiva, visiva e degustativa, assegnano un punteggio. I vini che raggiungono il punteggio di almeno 87/100 vengono premiati con il bollino Douja d’Or, mentre quelli che superano i 90/100 sono meritevoli di un ulteriore riconoscimento.

Vino, buon cibo, feste e folklore sono gli ingredienti perfetti per rendere ancora più interessante una visita ad Asti e al territorio che la circonda.

Credits foto:
La corsa del Palio 2015, foto di Vittorio Ubertone
Corteo storico, La Stampa
Sfilata sagre, Camera di commercio di Asti
Il bonet, Chiara Lazzarin

Fonti:
http://www.festivaldellesagre.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Ventura
https://it.wikipedia.org/wiki/Palio_di_Asti

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