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Gran Tour d’Italia, la Toscana. La Lunigiana, tra mare e monti

Gran Tour d’Italia, la Toscana. La Lunigiana, tra mare e monti

Autrice Stefania Pigoni del blog Dolcissima Stefy

La Lunigiana è una regione storica situata tra la Toscana settentrionale e la Liguria di Levante. Anticamente questo territorio corrispondeva all’estensione della Diocesi di Luni (che comprendeva una vasta zona: dalla Val di Magra alla Val di Vara, fino alla Garfagnana e al Golfo di La Spezia); mentre oggi ricalca il bacino fluviale del Fiume Magra ed è compresa tra le province di Massa Carrara e di La Spezia.

Per le sue caratteristiche geografiche e la sua ottima posizione è stata nell’antichità una terra di passaggio e di collegamenti tra l’entroterra e il mare. Nel Medioevo continuò a essere un territorio di frontiera, diviso in diverse realtà comunali sotto il dominio dei Malaspina.

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Nel 1844 esistevano tre Lunigiane: una parmense, con Pontremoli e Bagnone; una modenese, con Fivizzano, Aulla, Licciana e Massa e Carrara; una sarda, con Sarzana, La Spezia e la Val di Vara.

Con l’avvento del Regno d’Italia vennero create sia la provincia di Massa e Carrara, cui fu assegnata la Val di Magra o Alta Lunigiana; sia la provincia di Genova, che comprendeva La Spezia e la Val di Vara: in questo modo la Lunigiana storica venne divisa tra due diverse regioni. Nel 1923 nacque infine la provincia di La Spezia, che continuò a comprendere la Val di Vara o Bassa Lunigiana.

Ma la Lunigiana storica è ancora caratterizzata – malgrado i molti dialetti parlati nelle diverse zone – da una profonda unità culturale, di costumi e di tradizioni, che superano i confini amministrativi. I comuni in Toscana di questo territorio oggi sono: Aulla, Bagnone, Casola in Lunigiana, Comano, Filattiera, Fivizzano, Fosdinovo, Licciana, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana e Zeri, tutti in provincia di Massa Carrara.
Massa e Carrara, due cittadine che spesso vengono confuse tra loro o considerate una sola cosa, in realtà sono due entità ben distinte, anche se hanno una storia comune. Nacquero entrambe nel periodo romano e si svilupparono nel periodo altomedievale. Dalla metà del ‘400 in poi furono sotto il dominio dei Malaspina di Fosdinovo e la loro posizione strategica tra Firenze e Genova permise a questa famiglia nobile di mantenere il potere fino a quando, grazie a nozze combinate, si fusero con la famiglia Cybo, dando inizio alla dinastia dei Cybo Malaspina che durò fino all’arrivo di Napoleone nel 1799.

La città di Massa ha importanti opere d’arte come il Duomo dei Santi Pietro e Francesco, la pieve di San Vitale a Mirteto e di San Gimignano ad Antona. Nel centro della città sorge il Palazzo Ducale e, in posizione di suggestivo dominio, il castello Malaspina risalente all’inizio del secondo millennio.
La città di Carrara è caratterizzata dal suo Duomo, dall’antica pieve di Sant’Andrea e dall’Accademia delle belle Arti. Carrara è anche la città del marmo bianco, che l’ha resa famosa in tutto il mondo ed è possibile conoscerne la storia al Museo civico del marmo, ma soprattutto alla Cava Museo di Walter Danesi a Fantiscritti, situata in uno scenario unico.

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I prodotti tipici della gastronomia della Lunigiana sono molti. Tra i più rinomati c’è la Marocca di Casola (Presidio Slow Food), un pane rotondo dal colore marrone scuro, impastato con farina di castagne e di frumento, patate, latte e lievito. Rigorosamente cotto in un forno a legna, si conserva molto bene anche per molti giorni. È il pane perfetto da abbinare al Lardo di Colonnata Igp, un’altra eccellenza di queste zone.

Il Pane di Vinca ha un aspetto scuro dato dalla presenza di crusca nell’impasto. Ha una consistenza e un aroma molto particolari dovuti anche alla lunga lievitazione. Viene prodotto solo con farine locali, macinate in un solo mulino della zona con procedure tramandate nel tempo.

Gli sgabei (o panzanelle) sono diffusi in tutta la Lunigiana e sono fatti con la pasta della pizza lievitata, tagliata a striscioline e fritta. La ricetta ha origine nella Val di Magra, dove le donne friggevano la pasta avanzata dalla produzione del pane in modo da sfamare i mariti che si recavano nei campi a lavorare. Posso essere mangiati soli o farciti con formaggi o affettati locali.

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I Testaroli di Pontremoli (Presidio Slow Food) hanno una storia che risale all’antica Roma; vengono ritagliati da una sorta di sottile pane azzimo rotondo, di circa 40 centimetri di diametro. Gli ingredienti sono farina di grano, acqua tiepida e sale, amalgamati in una pastella fluida e omogenea che viene cotta nei tradizionali testi di ghisa (un tempo di terracotta): ovvero dei piccoli forni composti da due parti, quella inferiore chiamata sottano, dove viene posto il cibo e quella superiore, il soprano, che fa da coperchio. I dischi di pasta vengono poi tagliati a quadretti e cotti di nuovo per pochissimi minuti in acqua bollente. Si condiscono solitamente con il pesto alla ligure, oppure con olio e formaggio, o sugo di funghi.

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I panigacci di Podenzana sono simili ai testaroli e si gustano con salumi e formaggi. Si mescolano gli ingredienti – solo farina, acqua e sale – per ottenere una pastella che viene cotta in testi di terracotta precedentemente lasciati arroventare sul fuoco. Viene fatta una pila di testi in modo tale che la pastella si cuocia sopra e sotto.

La Torta d’Erbi, diffusa in tutta la Lunigiana, ma in particolare a Pontremoli, è una torta salata a base di erbe selvatiche e verdure di stagione. Si prepara soprattutto da marzo a maggio e da settembre a dicembre proprio perché in questi mesi si trovano le erbe spontanee adatte alla ricetta.

Gli Amor di Pontremoli sono dei dolcetti formati da due cialde croccanti che racchiudono una crema dal sapore molto particolare e gustoso. La vera ricetta è un segreto che viene tramandato di generazione in generazione in un’unica pasticceria di Pontremoli: l’Antica Pasticceria Degli Svizzeri.

La Lunigiana da sempre è anche terra di funghi porcini, che sono ingrediente di molte ricette tipiche locali. La zona di Pontremoli è famosa come area di raccolta del pregiato Fungo di Borgotaro Igp, tutelato dall’apposito Consorzio.

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Altre eccellenze della Lunigiana sono la Farina di Castagne della Lunigiana Dop; il Miele della Lunigiana Dop, tutelato dal Consorzio e il famoso Agnello di Zeri (Presidio Slow Food), una razza ovina autoctona, la Zerasca, rustica, dal manto bianco e di taglia medio/grande che è riuscita a mantenere intatte le sue caratteristiche da secoli.

La Lunigiana è anche terra di ottimi vini tra cui cito: il Candia dei Colli Apuani Doc, tipico della zona di Massa Carrara e Montignoso, e il Colli di Luni Doc, prodotto nella zona di Fosdinovo, Podenzana e Caprigliola. Sono entrambi vini bianchi. Esiste poi la Igt Val di Magra, che riunisce vini bianchi, rossi e rosati. La Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana è un’associazione che ha lo scopo di valorizzare e tutelare la produzione vinicola dei comuni della provincia di Massa Carrara e di promuovere storia, natura e cucina locale.

Sitografia:

https://www.visitlunigiana.it/ – foto d’apertura: Rotary Lunigiana
http://www.turismoinlunigiana.it/default.asp
http://www.lunigiana.com/
http://portale.provincia.ms.it/
http://cavamuseo.com/
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/testarolo-artigianale-pontremolese/ https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/agnello-di-zeri/
http://www.stradadelvinoms.it/

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