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Farina del nostro sacco: La tavola delle Stelle

Farina del nostro sacco: La tavola delle Stelle

La tavola delle feste

Sedersi a tavola è un rito, un evento intimo da condividere con la propria famiglia, e anche un momento d’incontro, l’espressione più antica dello stare insieme e partecipare alla gioia delle feste.

Rispettare le tradizioni è il regalo più bello che possiamo fare alla nostra famiglia, decorando casa, cucinando biscotti, scrivendo biglietti di auguri, lasciando in tutti coloro che lo vivono con noi, ricordi indelebili da tramandare.

La tavola di Natale

La “preparazione della tavola” ha vissuto nella storia periodi di grande ostentazione, altri di maggior ricercatezza in termini di atmosfera ed eleganza e pian piano anche la perdita di certi formalismi a favore del gusto di stare semplicemente insieme godendo della buona cucina.

Questo però non significa che apparecchiare la tavola abbia perso la sua importanza, tutt’altro. Hanno sempre un certo fascino le tavole romantiche, le tavole nostalgiche legate a quell’idea di Natale che farina con tradizione di sapori e decori di famiglia, ma anche le tavole preparate per esprimere la propria personalità ed ecletticità.

Piatti dorati, cristalli e argenti scintillanti, o tartan e agrifogli, candele e stelline accese faranno faville sulla tavola, per l’occasione più bella dell’anno!

Consigli per una tavola perfetta

La tovaglia è il primo elemento da individuare per la vostra tavola delle feste: privilegiate abbinamenti che mettano in evidenza la tradizione del Natale. Sempre perfetta è la tovaglia in lino bianco, anche con sfumature dorate, oppure anche con colori che si accompagnano al rosso e oro, o al verde e oro: sono gli accostamenti migliori. Per la misura, considerate sempre almeno 30/35 centimetri di caduta laterale, ma a Natale è concessa anche la tovaglia fino a terra, che vi aiuterà a creare un’atmosfera calda e festosa.

I tovaglioli vanno posizionati a sinistra del posto tavola, ripiegati a metà o a triangolo. Non appoggiateli sul piatto e cercate di non mettervi le posate sopra, se avete lo spazio necessario: ma il bello del Natale è condividere la festa, quindi si accettano anche le tavole “affollate”!!

I sottopiatti sono elementi importanti in una tavola di festeggiamenti, danno ricercatezza: potranno essere d’argento, ma anche inelegante ceramica, purché sempre in armonia con i piatti.

Sicuramente avrete incluso un antipasto nel vostro menù natalizio, quindi la mise en place prevederà, sopra al sottopiatto, il piatto piano e poi il piattino da antipasto.

Ricordate che il piatto fondo si utilizza solo per minestre e primi in brodo: i primi asciutti -pasta e risotto- vanno serviti su piatti piani.

Una tavola elegante contempla anche i piattini per il pane, a sinistra del piatto.

Le posate si dispongono seguendo quest’ordine: le forchette a sinistra, mettendo più esterne quelle che utilizzerete per prime, ovvero quelle da antipasto; a destra, invece, i coltelli, da carne, da pesce (se lo prevede il menù) e, più esterno, il cucchiaio per la minestra.

Le posate da dolce si possono mettere in tavola fin da subito, posizionate in orizzontale in alto rispetto ai piatti, ma la tendenza di oggi è di portarle a tavola insieme ai piattini da dessert, a fine pasto.

Ricordate che i sottopiatti vanno tolti dalla tavola prima di servire il dolce.

I bicchieri saranno di cristallo trasparente e con lo stelo, posizionati in alto a destra rispetto ai piatti, in ordine decrescente rispetto la loro misura: dal più grande al più piccolo, per evitare che i bicchieri grandi intralcino la presa di bicchieri più piccoli. Non mettete mai più diquattro bicchieri a tavola.

Se pensate di mettere anche la flûte a tavola, allora andrà posizionata dietro ai tre bicchieri.

La tendenza di oggi è quella di disporre un bicchieredell’acqua diverso dal servizio degli altri bicchieri, e molto spesso anchesenza stelo, un tumbler ad esempio. In questo caso, va posizionatodavanti, essendo il bicchiere più basso.

Decoriamo la tavola

La tavola di Natale dev’essere ben addobbata e la stagione invernale si presta a tante interpretazioni.

Il centrotavola sarà coordinato con l’ambiente e con l’atmosfera che vorrete dare, e coordinato con la forma e la dimensione del tavolo sul quale andrà posizionato: dai rami di abete e agrifoglio alle composizioni di fiori invernali, come l’elleboro, o bacche rosse di hypericum o di ilex, le possibili scelte sono tante, per uno stile tradizionale ma assolutamente allegro.

Evitate composizioni troppo alte, che potrebbero ostacolare la conversazione e la visuale tra i commensali.

Nei centrotavola di Natale non potranno mancare le candele, ma fate attenzione a sceglierle profumate, poiché potrebbero dare fastidio durante il pranzo.

Il menù di Natale

Scegliete il vostro menù con accuratezza e per tempo, ricercando tra i ricordi della famiglia e tra le tipicità della vostra regione d’origine, lasciandovi poi trascinare da novità, contaminazioni, anche di altre culture, e dalla voglia di sperimentare: il bello del Natale è soprattutto nella possibilità di portare avanti le tradizioni di famiglia, che trovano nel cibo le emozioni più profonde e le atmosfere più sentite.

Create un menù equilibrato, che sia ricco e allo stesso tempo raffinato. Scegliete sempre ingredienti freschissimi, anche semplici, ma che possano essere esaltati dalla vostra creatività in cucina.

Servite sempre un aperitivo ai vostri ospiti, nell’attesa che tutti arrivino: aiuterà a entrare subito nel clima della festa.

Offrite un paio di antipasti, che potranno esser serviti in porzioni singole, facendo attenzione alla presentazione del piatto, per rendere il tutto ancora più d’impatto.

A Natale, il primo piatto che rispecchia la tradizione italiana è quello dei tortellini in brodo di cappone, anche per il significato simbolico, che li lega al regalo: la sorpresa del ripieno racchiuso dentro lo scrigno di pasta.

Generalmente il secondo piatto del pranzo di Natale è di carme, possono esser volatili o animali da cortile con carni banche, come cappone, oca, tacchino, presenti nei grandi pranzi fin dal medioevo.

Il secondo di pesce è meno comune, ma potete comunque proporlo anche prima del piatto di carne, se il vostro pranzo vorrà essere sontuoso e importante.

Per chiudere non potranno mancare i grandi dolci della tradizione,ma prima potreste servire un dessert: un dolce al cucchiaio o un semifreddo, maanche un trionfo di frutta fresca o frutta brinata.

Autrice Elisa di Rienzo del blog Il Fior di Cappero

Hanno contribuito con le loro ricette a questo speciale post natalizio:

Pastorelle Cilentane di Giustina d’Alessandro del blog Briciole di Pane

Linzer Torte di Sara Grissino del blog Ortaggi che passione 

Albero di Natale dolce della mia mamma di Daniela Boscariolo del blog Timo e Lenticchie 

Celli pieni abruzzesi di Betty Vallereggio del blog Il mondo di Betty

Gubana friulana di Montersino di Giulia Moscardo del blog Il Pomodorino Confit 

Gli sgaiozzi: dolcetti di Natale, ma non solo…di Niva Florio del blog
Abruzzo Nibbles

Pinza Tarcentina di Solema Cereser del blog La cucina di Nonna Sole


Spongata senza glutine e “sugar light” di Ilaria Bertinelli del Blog Uno Chef per Gaia


La pinza, il dolce veneto dell’Epifania di Elisa di Rienzo del Blog Il fior di cappero

Bonello Marianna
www.saporiedissaporifood.it

Daniela Pennisi
www.laboulangeriepatisserie.it

Donatella Bartolomei
www.ingredienteperduto.blogspot.it

Tiziana Bontempi
www.profumodibroccoli.com 

Barbara Rangoni
https://www.paneerose.it/

Natascia Murra (alias Natalie Moore)
RobadaNat…Ti!


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