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Gran Tour d’Italia, il Friuli Venezia-Giulia. La pesca nella Laguna di Marano

Gran Tour d’Italia, il Friuli Venezia-Giulia. La pesca nella Laguna di Marano

Il Friuli Venezia Giulia, per la sua particolare posizione geografica, chiusa tra l’arco alpino orientale e le coste del mare Adriatico, presenta ambienti costieri e alpini nel raggio di pochissimi chilometri.

Proprio del primo di questi ambienti parleremo in questo articolo, nello specifico della Laguna di Marano e Grado, che comprende anche i comuni di Lignano Sabbiadoro, Aquileia, Terzo di Aquileia, San Giorgio di Nogaro, Torviscosa, Carlino, Precenicco, Latisana, Palazzuolo dello Stella, Muzzana del Turgnano. Sono comuni appartenenti alle province di Gorizia e Udine e si estendono per una superficie di 16.364 ha.

Conformazione geologica

Per la sua conformazione geologica la laguna di Marano e tutta la sua area vengono suddivise in tre zone, in funzione dei livelli che comprendono: la prima zona è quella al di sopra del livelli medi delle alte maree, include le isole, le barene, i cordoni litorali e le coste.

vista della zona intermedia

La seconda zona si trova tra i livelli medi dell’alta e della bassa marea, abbraccia tutte le piane di marea, ovvero un sistema di canali secondari, la cui struttura può cambiare se si trovano nelle zone più alte delle piane -dove risultano essere in minore quantità- oppure nelle zone più basse della marea -dove sono più profondi e in maggior numero-.

La terza zona è situata al di sotto del livello medio delle basse maree, comprende i canali principali, le bocche lagunari e le paludi.

La vallicoltura nella Laguna di Marano

La vallicoltura è un particolare metodo di pescicoltura, di tipo estensivo a bassa densità, praticata in bacini d’acqua salmastra, le valli da pesca, appunto. È un’attività che caratterizza tutta la zona della Laguna di Marano.

PEsca in Laguna a Marano

Qui le valli da pesca sono ampie ed estese zone ottenute attraverso la creazione di chiuse, che regolano il flusso d’acqua tra il bacino così creato, e le acque lagunari circostanti. Il termine deriva da vallum, che in latino significava appunto argine, protezione.

Nella vallicoltura è poco richiesta la manutenzione da parte dell’uomo. È sufficiente preparare i bacini con un fondo adeguatamente ripulito. La riproduzione del pesce avviene in maniera naturale, talvolta integrata mediante introduzione di pesci novelli. Durante tutto il loro ciclo vitale basterà gestire in maniera corretta il ricambio d’acqua con le acque lagunari, che assicurano disponibilità costante e naturale di cibo. Solo quando i pesci raggiungeranno dimensioni ottimali si potrà procedere alla pesca, dopo circa due, anche tre anni dalla semina.

Durante la stagione fredda i pesci vengono spinti a svernare in piccoli e profondi bacini, in prossimità di zone riparate dai venti di Bora.

Le specie di pesci allevate

Nelle valli della laguna di Marano, le specie di maggiore interesse commerciale che vi vengono allevate sono il branzino, l’orata e alcuni tipi di Cefalo. È importante procedere con costanza alla ripopolazione di queste specie -che per eccessiva pesca e a causa dell’inquinamento- sono a rischio d’estinzione.

In zone molto circoscritte si allevano ancora le anguille, anche se la richiesta commerciale sui mercati europei è in costante diminuzione.Tra i punti fondamentali previsti nel Piano Regionale di gestione dell’Anguilla, gioca un ruolo chiave la corretta gestione delle specie, a tutela degli esemplari introdotti, perché possano giungere alla maturità sessuale.

La vallicoltura e la crisi economica

La pesca in vallicoltura era senz’altro più importante in passato, grazie forse a tecniche diverse da quelle in uso attualmente. I pescatori, ma talvolta anche l’intera famiglia, restavano lontani da casa per l’intera stagione di pesca (nove mesi circa) e si trasferivano nei casoni, semplici abitazioni con tetto di paglia. Per la pesca quotidiana utilizzavano la batèla, un’imbarcazione tipica, a fondo piatto e manovrata a remi.

Casoni in Laguna a Marano

I Casoni

Oggi gli spostamenti sono più veloci, grazie all’impiego di mezzi motorizzati, e anche le operazioni stesse di pesca sono agevolate dal fatto che in genere le imbarcazioni sono piccole e occupate da non più di due persone, appartenenti spesso allo stesso nucleo familiare.

Purtroppo i costi di gestione e produzione sono tali da rappresentare un’incidenza significativa, e le famiglie hanno ancora poca concorrenza, soprattutto dall’estero, per la gestione del territorio; queste valli sono soggette ad avversità naturali e inquinamento, è per questo che metà della superficie totale valliva è improduttiva.

La crisi degli ultimi anni in questo settore impone scelte a volte coraggiose, scelte rivolte sia all’ottimizzazione dei processi produttivi e sia alla valorizzazione del pesce di valle: infatti a rappresentare una via importante di sostenibilità e di integrazione del reddito è la diversificazione dell’attività di pesca e di vallicoltura; è stato necessario incrementarle con altre opportunità economiche legate alla meravigliosa collocazione ambientale, naturalistica e paesaggistica.

zona lagunare a Marano

Vista della laguna di Marano

Infatti altre attività svolte nella laguna, oltre alla pesca, sono la molluschicoltura e la caccia, che aiutano l’economia della zona.

Eventi

Il 15 Giugno, oppure la domenica successiva, presso la Laguna di Marano avviene la Processione di San Vito, un rito che risale al ‘Trecento e nato per scongiurare i pericoli che insidiano i pescatori e commemorare quelli che hanno perso la vita.

Autrice Maria Rosaria De Luca del blog Cucina Casareccia

Fonti utilizzate:

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Geo & Geo
Nautica Report
Turismo FVG
Foto:

Nautica ReportVera Classe
Turismo FVG
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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