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Gran Tour d’Italia, la Campania. Il Parco del Cilento

Gran Tour d’Italia, la Campania. Il Parco del Cilento

Il Cilento è un’ampia area montuosa situata in Campania, in provincia di Salerno, che dal 1998 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Oggi quindi si parla di questa zona come del Parco del Cilento, l’area protetta più grande d’Italia, con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula. Il Cilento è anche Riserva della biosfera dal 1997 e Geoparco dal 2010: primo in Italia con 2.031 specie classificate di piante diverse, pari a un quarto della biodiversità italiana.

Il Cilento e le sue coltivazioni

Il Cilento è una terra magnifica, dove ancora è possibile trovare una natura incontaminata. Vi si coltivano grandi varietà di verdure e legumi: tra materie prime e prodotti lavorati, troviamo infatti ben tredici prodotti tutelati da presidio Slow Food.

In un contesto come questo, dove tutto concorre alla buona e sana alimentazione, e dove fin dagli anni ’60 del secolo scorso la popolazione aveva raggiunto un’aspettativa di vita media molto più alta che altrove, alcuni paesi del Cilento sono divenuti casi di studio: Paestum, Acciaroli, Pollica, Pioppi, Agnone, San Mauro, Velia e Castellabate, oggi noti come “il triangolo della lunga vita”.

«Sono venuto a Pioppi, nel Cilento, per vivere 20 anni di più.
Qui ho l’orto e gli ulivi fuori della porta di casa, il pane fatto in casa, il pesce fresco ogni mattina.»

Ancel Keys

Ancel e Margaret Keys e il “triangolo della lunga vita”

A coniare questa definizione furono Ancel e Margaret Keys, scienziati americani che, durante un lungo periodo di permanenza nell’Italia del Sud osservarono gli usi e costumi dei contadini e dei pescatori del luogo, notando che forse proprio lo stile di vita e l’alimentazione del popolo del Cilento custodivano il segreto della loro longevità.

La Piramide Alimentare della dieta mediterranea

Cosa studiarono

Lo studio di Keys evidenziò come nel Cilento, rispetto al resto d’Italia si vive di più. E non solo: si vive più in salute. Una caratteristica, questa, che Keys mette in relazione proprio alla Dieta Mediterranea, un patrimonio immateriale fatto di cultura e di saperi, grazie ai quali oggi possiamo parlarne come di uno stile di vita e un modello d’ispirazione per tutti quei paesi affacciati sul mediterraneo.

Vennero osservate e studiate le abitudini alimentari di vari paesi, per verificarne i benefici e i punti critici nel rispondere a problemi cardiovascolari, confrontandone i risultati con quelli di vari altri stati, anche extraeuropei, come Stati Uniti e Giappone, oltre a Finlandia, Grecia, Yugoslavia, Paesi Bassi, naturalmente al resto dell’Italia. Divenne famoso come “lo studio dei sette paesi”.

Risultati dello studio

I risultati furono eclatanti e non lasciavano dubbi: più si rispettava lo stile alimentare mediterraneo, migliore era la performance sull’incidenza di malattie cardiovascolari.

Lo stile alimentare studiato evidenziò che l’alimentazione degli abitanti del parco del Cilento si basava sul consumo di alimenti prevalentemente di origine vegetale, pochi grassi animali, frutta, legumi, verdura e olio extravergine. In questo stile alimentare i latticini, il pesce e la carne venivano consumati occasionalmente. I cereali e loro derivati, come le farine ad esempio, erano consumati per lo più integrali.

Nella dieta era consigliato anche un bicchiere di vino al giorno, o due a seconda del sesso, in quanto il Cilento per tradizione era vocato alle colture dei vigneti.

Questo stile alimentare è utile non solo per prevenire le malattie cardiovascolari, ma anche per prevenire il cancro, contrastare l’obesità e il diabete.

Dal 2010 riconosciuta dall’UNESCO come bene protetto e inserita nell’elenco dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità, la Dieta Mediterranea è legata a doppio filo alla produzione dei territori del Sud dell’Italia, con il Cilento in prima linea.

I prodotti del Cilento

Sono molti i prodotti coltivati nel Parco del Cilento, ben tredici dei quali hanno ottenuto il marchio Dop.

Tra i formaggi ricordiamo il Cacioricotta: ottenuto dalla lavorazione di latte caprino e ovino, che gode di una particolare nota aromatica acquisita dal latte, proprio grazie al fatto che gli animali possano pascolare nel parco. Così anche le mozzarelle di latte di Bufala Campana Dop.

Tra gli insaccati prodotti in Cilento troviamo la soppressata Gioi Cilento, un particolare salume preparato lavorando la carne a coltello e insaccandola insieme con una sottile striscia di lardo.

Impossibile non citare l’Olio d’oliva extravergine del Cilento: marchio Dop dal 1998, la sua caratteristica dolcezza, contenuta entro lo 0,7%, insieme alla grande cura nella preparazione, che segue la tradizionale raccolta a mano col solo ausilio degli scuotitori, ne fanno un prodotto di alto profilo nutritivo.

Il Fico del Cilento Dop

Tra la frutta particolarmente eccellente, troviamo il Fico del Cilendo Dop, fico bianco che si coltiva qui fin da prima del VI secolo a.C. e già noto in epoca romana, è apprezzato per la sua versatilità d’uso e preparazione. Possiede infatti proprietà terapeutiche ed è per questo che viene impiegato nella preparazione di rimedi erboristici. Viene consumato sia sciroppato che essiccato, anche rivestito di cioccolato.

Il Fagiolo di Controne

Tra i legumi cilentani spicca il Fagiolo di Controne Dop, famoso piccolo fagiolo bianchissimo e tondeggiante; se ne distinguono però anche altre varietà, come il minchello, il suscella, il lardariello, tutti di colore terreo-bruno e leggermente picchiettati.

Questi sono solo alcuni dei prodotti eccellenti che si coltivano nel Parco Nazionale del Cilento e che fanno di questo luogo un territorio assolutamente unico.

Articolo di Vittoria Tassoni

Fonti:

Gusta Cilento

Immagini:

La piramide alimentare

Immagine d’apertura

Fagiolo di Controne

Fico del Cilento Dop

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