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Gran Tour d’Italia, la Lombardia: lo spumante Franciacorta

Gran Tour d’Italia, la Lombardia: lo spumante Franciacorta

Lo spumante Franciacorta
di Pamela Mussio del blog La bisaccia.

La Franciacorta è un’area geografica collinare compresa nella provincia di Brescia. A nord è delimitata dal Lago di Iseo, a est dai territori comunali di Gussago e Cellatica, a sud di quelli di Rovato, a ovest da quelli di Adro e Capriolo. L’area racchiude un piccolo gioiello naturalistico: le Torbiere del Sebino, una riserva naturale di notevole importanza ecologica con canneti, specchi di acqua e campi coltivati. Queste colline, in epoca preistorica coperte di boschi, sono state caratterizzate dalla presenza di vigneti fin dai tempi dei Galli Cenomani, dei Romani e dei Longobardi, come testimoniano diversi ritrovamenti.

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La moderna viticoltura nacque tuttavia intorno al 1960, con le prime cantine organizzate, e fu notevolmente incrementata nel decennio successivo grazie agli investimenti di imprenditori di tutta la provincia di Brescia, ancora oggi presenti sul territorio. Negli anni il marchio Franciacorta ha acquistato sempre più importanza fino a ottenere il riconoscimento Docg per lo spumante e Doc per il Curtefranca (in origine denominato Terre di Franciacorta). Oggi la superficie della Franciacorta coltivata a vigna è di circa duemila ettari, tutelati dal Consorzio Franciacorta, che conta circa 200 soci tra viticoltori, vinificatori, imbottigliatori e punta a salvaguardare le specificità del prodotto e del territorio tramite un apposito disciplinare.

Con la Denominazione Franciacorta si indicano diversi vini: il Franciacorta classico prodotto con uvaggio Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco fino al 50%, con minimo18 mesi di affinamento e minimo 25 mesi di maturazione dalla vendemmia; il Satèn a prevalenza Chardonnay con presenza di Pinot Bianco fino al 50% e prodotto solo nella tipologia Brut; il Rosè dalla classica tonalità rosata data dalla presenza delle bucce di Pinot Nero durante la fermentazione, con aggiunta di Chardonnay e Pinot Bianco; il Millesimato caratterizzato da uvaggi provenienti per almeno l’85% da una unica annata; e il Riserva, immesso al consumo dopo almeno 67 mesi dalla vendemmia. La caratteristica fondamentale del Franciacorta è che l’unico metodo ammesso per la presa di spuma è quello tradizionale, detto metodo classico, che prevede la rifermentazione in bottiglia, la stessa che da secoli è in uso anche per lo Champagne.

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La raccolta delle uve avviene rigorosamente a mano, come previsto dal disciplinare, tra la seconda decade di agosto e la prima di settembre. Dopo una leggera pressatura dei grappoli interi, avviene la prima fermentazione dalla quale si ottiene il mosto fiore, e da cui poi si creano i cuvée, cioè gli assemblaggi di varietà, annate e uvaggi. Il mosto così ottenuto viene imbottigliato, addizionato a zuccheri e lieviti, chiuso con tappo a corona e posizionato orizzontalmente su apposite spalliere per un tempo variabile in base al prodotto. Durante questo periodo avviene la seconda fermentazione: la pressione aumenta a causa dello sviluppo di gas e può variare dalle massimo 5 atmosfere del Satèn fino alle 6,5 del Brut.

L’affinamento va da 18 mesi minimo per il Franciacorta classico, a 60 mesi minimo del Franciacorta Riserva, del Rosè Riserva e del Satèn Riserva.
L’omogeneità e la corretta distribuzione degli zuccheri sono date dalla scuotitura. La fase successiva è la sboccatura, grazie alla quale il sedimento di lieviti viene espulso. Questa fase particolare avviene con la refrigerazione di un tratto del collo della bottiglia nel quale sono contenuti i materiali da espellere e il successivo rabbocco prima della chiusura del prodotto con tappo a fungo e gabbietta metallica.

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Ogni tipologia di vino è caratterizzata da un dosaggio peculiare di vino + quantità di zucchero, espressa in g/l. Si va dal Non dosato all’Extra Brut, dall’Extra Dry al Dry fino al Demi-sec che presenta una quantità di zuccheri elevata ed è quindi il più indicato per l’abbinamento con i dolci.
Per trasparenza e a tutela dei consumatori, ogni bottiglia di Franciacorta è riconoscibile grazie all’etichetta con il marchio DOCG posta sul tappo. E’ presente anche un Qr-code nascosto che permette di identificare le fasi della filiera.

Il Franciacorta è un vino equilibrato e fresco. Vi si riconoscono sentori di crosta di pane e di lievito; note agrumate di mandarino, pompelmo, lime; fruttate di pesca, mela e pera; tostate di frutta secca. Questo suo gusto sfaccettato ma non complesso lo rende particolarmente piacevole e versatile, tanto che, secondo i più moderni modelli di abbinamento cibo-vino, può essere degustato a tutto pasto. Val quindi la pena di assaggiare il Franciacorta pranzando con le proposte dei numerosi e rinomati ristoranti della zona.

Il consiglio migliore è senz’altro quello di partecipare a una della manifestazioni durante le quali si possono visitare le cantine. La frequentatissima Cantine aperte, si terrà quest’anno il 27 e 28 maggio. Nel mese di giugno viene organizzato invece il Festival d’estate in Franciacorta, con un fitto programma di eventi gastronomici, culturali e sportivi.

Fonti:
Il vino ed il territorio
Franciacorta

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