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Gran Tour d’Italia, Piemonte e Valle d’Aosta: Tradizioni e rievocazioni storiche

Gran Tour d’Italia, Piemonte e Valle d’Aosta: Tradizioni e rievocazioni storiche

Autrice Camilla Assandri del blog La cascata dei sapori

Il Piemonte e la Valle d’Aosta; due regioni confinanti con storie e passato in comune, che si differenziano però nei costumi e nelle tradizioni. Principalmente contadini per quanto riguarda il Piemonte; legati alla montagna in Valle d’Aosta.
La cultura popolare di queste due regioni ancora oggi si esprime spesso in rievocazioni storiche e attraverso innumerevoli sagre che celebrano i prodotti tipici. Tra le più sentite, e senz’altro evocative troviamo il Carnevale piemontese.
La più nota maschera del Carnevale in Piemonte è Gianduja. È la maschera ufficiale di Torino, anche se pare abbia origini astigiane, e di certo al suo nome è legato quello dei famosi e deliziosi cioccolatini: i gianduiotti. A questo personaggio diede vita nel 1798 il burattinaio Gian Battista Sales, ispirandosi alla figura di un contadino noto per la sua passione per il vino. Questo contadino era soprannominato Giöan d’la douja perché nelle osterie ordinava sempre una douja, ovvero un boccale di vino: da qui nasce Gian-duja.

Tradizioni e Rievocazioni Storiche Piemonte e Valle d’Aosta
L’abbigliamento di questa maschera è tipicamente contadino, l’ornamento più caratteristico è senz’altro il copricapo a tricorno, ma non sono da dimenticare anche i larghi pantaloni marroni, la giacca con i bordi rossi, che richiamano il colore delle calze, il grande fiocco al collo e l’inseparabile ombrello.
La compagna di Gianduja è Giacometta e indossa abiti dai colori brillanti: un abito rosso, un grembiule bianco, al collo un fazzoletto verde, un cappello giallo legato con un nastro rosso, calze nere e scarpe gialle.
Ancora oggi è possibile vedere, nel periodo di Carnevale, Gianduja e Giacometta in giro su una carrozza, che ha preso il posto del vecchio asinello.
Altra importante e significativa manifestazione è la rievocazione dell’Assedio di Canelli. Da cui ebbe inizio la guerra di successione del Ducato di Monferrato.

Tradizioni e Rievocazioni Storiche Piemonte e Valle d’Aosta 2 Canelli (oggi in provincia di Asti) subí numerosi attacchi, posta com’era sul confine tra Savoia e Monferrato.
È il 1613. Durante un pomeriggio – per la precisione il terzo sabato di giugno – si sentono i primi rumori di guerra: lo scontro è imminente.
I contadini fuggono dalla campagna messi in allarme dalle truppe nemiche e la guerra per la successione del Ducato di Monferrato ha inizio. Il Duca di Nevérs, Carlo Gonzaga, attraversò il fiume Belbo e pose l’assedio alla città.
Le truppe monferrine tentarono di entrare a Canelli, ma i militari della città furono aiutati dalla popolazione e riuscirono a resistere a tutti gli attacchi. I nemici furono costretti a ritirarsi.
È da questo avvenimento che prende ispirazione la Rievocazione Storica dell’Assedio della città astigiana di Canelli. La manifestazione inizia la sera con la ”cena dell’assediato” servita nelle osterie. Il mattino seguente riprendono le “attività militari”. È mezzogiorno quando parte una sfilata rumorosa e allegra per le vie della città, che celebra la vittoria.
Durante i due giorni della manifestazione gli artigiani mostrano i loro lavori, i musicisti fanno spettacolo, gli artisti di strada mostrano le loro doti.

La Valle d’Aosta è la regione più piccola e quella meno popolata d’Italia. Non per questo, però, è meno ricca di storia e tradizioni, spesso celebrate con bellissime manifestazioni popolari.
Il popolo valdostano è conosciuto per la calda cordialità dimostrata verso villeggianti e genti assaggio. La Veillà, antica veglia dei valdostani è una vera e propria tradizione che dura nel tempo e che unisce locali e forestieri. Durante i lunghi e rigidi inverni è da sempre consuetudine ritrovarsi la sera e trascorrere dei bei momenti raccontandosi storie, cantando e ballando tutti insieme. Tutt’oggi è ancora possibile rivivere in queste antiche atmosfere: la Veillà è diventata una festa notturna che molte località hanno modernizzato e adattato per i giorni nostri.

La terza domenica di ottobre, presso l’Arena di Croix Noire, alle porte di Aosta, si celebra un combattimento non cruento che attira ogni anno un folto pubblico, la Battaglia delle Regine.

VALTOURNENCHE-2013

La Battaglia delle Regine è una manifestazione molto particolare, poiché a combattere sono animali: le splendide mucche rodze, la più antica varietà di razza bovina delle Alpi. La lotta consiste nel riuscire a far fuggire l’avversaria dal campo di combattimento spingendola con il solo uso delle corna.
Questo comportamento è del tutto naturale per i bovini per stabilire la gerarchia all’interno della mandria e la Battaglia delle Regine è la finale di una serie di “eliminatorie” che si disputano in alta quota, sull’alpeggio, nel corso dell’estate.
L’occasione è quella giusta anche per grandi mangiate e genuine bevute, che trasformano la giornata in una grande festa popolare.

Tradizioni e Rievocazioni Storiche Piemonte e Valle d’Aosta 3A Verrès (Aosta) il Carnevale di Verrès è associato a un avvenimento storico avvenuto nella metà del ‘400. Il 31 maggio 1450 Caterina di Challant andò in paese accompagnata dal marito, Pierre Sarriod signore d’Introd. Arrivati nella piazza, la nobildonna si mise a ballare con la gioventù del paese.
Dopo oltre 500 anni gli abitanti di Verrès continuano a rievocare la vicenda, durante i festeggiamenti nel periodo del Carnevale. Il sabato grasso appaiono sulla scalinata di Piazza Chanoux Caterina e il suo consorte, vengono acclamati dal popolo con lo stesso grido dell’epoca Vive Introd et Madame de Challant, poi la donna balla con un popolano.
La festa popolare incomincia il martedì grasso, l’ultimo giorno di Carnevale, con la distribuzione di polenta e salsicce. Il vino rallegra gli animi e ripara dal freddo.
Si tiene anche una sfilata dei gruppi folcloristici, di carri allegorici e di bande musicali che intonano le melodie della tradizione. La sera ha inizio il ballo in maschera, facendo così rivivere le antiche atmosfere di un tempo dentro le mura del castello.

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