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Gran Tour d’Italia, la Sardegna: un continente nel mediterraneo

Gran Tour d’Italia, la Sardegna: un continente nel mediterraneo

La Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo; circa ventiquattromila chilometri quadrati in poco più di duecentocinquanta di lunghezza e poco meno di centocinquanta di larghezza. Quattro città principali: Sassari, Nuoro, Oristano, Cagliari – l’unica affacciata sul mare – e una galassia di cittadine, paesi e borghi a volte piccolissimi. Per il mondo è un’isoletta in mezzo al mare, per la maggior parte degli italiani è una buona meta per le vacanze, per noi che ci viviamo è un continente.

esempio di grande artigianato locale, i tappeti di Nule

I tappeti in lana di Nule, Sassari

La storia millenaria di un’isola

Continuiamo il gioco: siamo un continente piccolo, d’accordo, ma non ci manca nulla. Oltre alle coste spettacolari, sabbiose o rocciose; morbide o a strapiombo su mari dall’aspetto mutevole, abbiamo montagne – la più alta, Punta Lamarmora, supera i milleottocento metri – colline, pianure, laghi, stagni, torrenti, foreste, lagune, grotte e inghiottitoi, vulcani spenti, giacimenti di minerali preziosi e persino un piccolo deserto di dune sabbiose.

Stintino, Sassari, località turistica notissima

Spiaggia La Pelosa, Stintino, in gennaio

E abbiamo una storia millenaria assai più complessa e varia di quanto si creda. Pensiamo solo ai nuraghi: settemila edifici ciclopici (censiti, ma ne esistono certamente di più) sparsi in tutta l’isola, testimoni di un passato lontano ma vivace, di una civiltà complessa e capace di lasciare testimonianze di lunghissima durata. E pensiamo al relativamente recente ritrovamento nei pressi di Cabras (Oristano) delle stupefacenti statue dette i Giganti di Monte Prama; alle vestigia puniche, fenicie e romane – molti sbarcano a Porto Torres (Sassari) o a Olbia senza sapere che sono vere e proprie città romane – o pensiamo agli splendidi monumenti romanici, rimasti per lo più intatti grazie al nostro isolamento. Abbiamo avuto una grande legislatrice, Eleonora; uomini di cultura, politici, grandi artisti, un premio Nobel, guarda caso donna: Grazia Deledda.

Il nuraghe, costruzione tipica nel paesaggio sardo

Il nuraghe trilobato Orolo di Bortigali, Nuoro

La forza della biodiversità e del cibo identitario in Sardegna

Ma quello sui cui vogliamo focalizzare l’attenzione in questi due mesi di Gran Tour della Sardegna è il cibo. Che nasce dalla cultura varia, stratificata, gelosa dei suoi segreti, ma allo stesso tempo famosa per la capacità di accogliere e di ospitare.

Pecore, caratteristiche della pastorizia sarda

Pecore sarde al mare presso L’Argentiera, Sassari

La Sardegna è un continente anche in fatto di cibo: frutta, verdura ed erbe selvatiche nelle infinite sfumature di una biodiversità vitale e spesso endemica; riso, legumi, cereali. E poi olio, pane, pasta, dolci. E carni, pesci, formaggio, miele. In tutto centonovantotto prodotti riuniti sotto la definizione di Pat (Prodotto Agroalimentare Tradizionale); due prodotti con il marchio Igp; sei con il marchio Dop. Che si aggiungono alle denominazioni riservate ai vini: quindici Igt, diciassette Doc e una Docg.

affresco nel castello di Bosa a Oristano

Affresco dell’ultima cena conservato nel castello di Bosa, Oristano

E molti prodotti di nicchia, pochissimo conosciuti, che escono spesso dalle mani abili e instancabili delle anziane signore dei paesi in mille varietà, in mille versioni, tutte diverse, tutte di altissima qualità. Perché molte lavorazioni, come per esempio quella di certi formaggi, sono esclusivo appannaggio delle donne sarde, che con il loro lavoro non solo sostengono la propria famiglia e, spesso, la comunità, ma trasmettono coraggio, amore e sapere; in una parola: cultura.

Maschera dei Boes di Ottana

Particolare della maschera tradizionale dei Boes di Ottana, Nuoro

Invito al viaggio e all’assaggio

Il nostro Gran Tour toccherà questi argomenti, cercando di dare loro una collocazione geografica e una lettura storica; di invogliare all’assaggio e al viaggio edonistico di pura scoperta dei sapori; ma anche a una visita guidata dalla consapevolezza che un viaggio in Sardegna significa un viaggio in un continente piccolissimo, ma generoso e pieno di tesori.

Le aree umide in Sardegna sono un habitat ideale per i fenicotteri

Fenicotteri al tramonto nello stagno di Cabras, Oristano

Autrice Cristiana Grassi del blog L’orata spensierata

Bibliografia e sitografia:

Viaggio in Sardegna, Valery, Ilisso, Nuoro

Viaggio in Sardegna, Michela Murgia, Einaudi, Torino 2008

Formaggio e pastoralismo in Sardegna. Storia, cultura, tradizione e innovazione, Ilisso, Nuoro 2015

Il vino in Sardegna. Tremila anni di storia, cultura, tradizione e innovazione, Ilisso, Nuoro 2010

I dolci in Sardegna. Storia e tradizione, Ilisso, Nuoro 2011

Piante medicinali in Sardegna, Enrica Campanini, Ilisso, Nuoro 2009

L’olio in Sardegna. Storia, tradizione e innovazione, Ilisso, Nuoro, 2013

La sacralità del pane in Sardegna. Riti, credenze, miti e simboli della panificazione tradizionale, Marisa Iamundo de Cumis, Carlo Delfino Editore, Sassari 2015

Sardegna TurismoSardegna Digital LibrarySardegna Cultura.

 

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