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Gran Tour d’Italia, la Toscana. I grandi vini toscani

Gran Tour d’Italia, la Toscana. I grandi vini toscani

Autrice Patrizia Laquale del blog Maison Lizia

I grandi vini rispettano sempre il territorio e lo raccontano, soprattutto quando è ricco di arte che incanta, di storia che affascina, di morbide colline che disegnano il paesaggio, di alberi che lo punteggiano e di vitigni che lo caratterizzano praticamente da sempre.

Furono gli Etruschi a diffondere la tecnica di vinificazione in Toscana, tanto che i loro vini erano apprezzati già nel 500 a.C. Nel periodo dell’Impero Romano la produzione del vino fu incrementata, dando una forte spinta economica al territorio. Nel Medioevo, invece, a causa dei numerosi disordini sociali, questa attività fu interrotta, per tornare a fiorire in seguito grazie agli ordini monastici benedettini. Da quel momento in poi la vinificazione fu in crescita costante e progressiva, tanto che oggi la Toscana è forse la regione più rappresentativa nel mondo vitivinicolo non solo italiano, ma internazionale.

I terreni sono calcareo-argillosi sulle colline del Chianti, di Montalcino, di Montepulciano e della Maremma; mentre diventano misti a sabbia sulla costa. Zone collinari e montagnose, splendide vallate e un clima particolarmente favorevole sono gli elementi fondamentali dei grandi vitigni toscani che regalano altrettanti grandi vini capaci di identificarsi con il proprio terroir.

Vitigno sugoso e pienissimo di vino… che non fallisce mai

così Gianvettorino Soderini nel 1590 descrive il vitigno forse più rappresentativo di questa terra: il Sangiovese, che ben si adatta a ogni clima e terreno diventando il protagonista indiscusso di molti grandi vini come l’elegante Brunello di Montalcino, il Nobile di Montepulciano, l’austero Chianti Classico e il potente Morellino di Scansano.

Oltre al Sangiovese, i vitigni a bacca nera che rappresentano il territorio sono il Canaiolo nero, il Mammolo e la Malvasia nera. Vitigni storici e complementari dello stesso Sangiovese, con cui viene mitigato e domato soprattutto in gioventù.

Il vitigno a bacca bianca più rappresentativo è il Trebbiano toscano che, insieme alla Malvasia lunga del Chianti, dà vita al Vin Santo Toscano, un vino che emoziona a ogni sorso, sempre unico perché interpretazione personale di ogni produttore.

Descritto da Dante nella sua Divina Commedia è il vitigno della Vernaccia di San Gimignano. Mentre la costa è ben rappresentata dal Vermentino e dall’Ansonica.

Le Dogc che rappresentano la regione sono: Brunello di Montalcino (riserva), Carmignano (anche in riserva), Chianti, Chianti Classico, Chianti classico colli fiorentini (anche in riserva) Chianti colline pisane (riserva), Chianti riserva e Chianti superiore, Chianti Montalbano (riserva), Elba Aleatico passito, Vernaccia di San Gimignan (riserva), Vino Nobile di Montepulciano (riserva), Montecucco Sangiovese, Suvereto, Morellino di Scansano (riserva), Rosso Val di Cornia.

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Si contano oltre quaranta Doc oltre alla denominazione, tutta Toscana, nata negli anni ’80 del XX secolo: Supertuscan. I Supertuscan sono vini di altissima qualità che volutamente non rispecchiano i disciplinari per ottenere dei prodotti che coniugano la tradizione con l’innovazione. Prodotti di assoluta eccellenza come il Sassicaia o il Tignanello dei Marchesi Antinori, senza dimenticare il capostipite di questi vini: il Vigorello di San Felice che, già nel 1968, si presentava con un blend internazionale composto da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Vini che hanno fatto la storia di una regione e che sono a essa legati; vini che emozionano e che si possono scoprire percorrendo le varie strade del vino toscano, nate sia per la promozione del territorio sia del turismo rurale. Seguendo questi percorsi si possono infatti visitare cantine e conoscere le storie di famiglie e produttori legati alla propria terra; godere del paesaggio e degustare le eccellenze gastronomiche toscane.

Per attraversare le incantevoli colline lucchesi trovate qualche informazione a questa pagina.

Torri, ville cinquecentesche e pievi romaniche caratterizzano la strada del Chianti.

La Strada del vino Monteregio di Massa Marittima è in posizione centrale rispetto ad altre zone a vocazione vitivinicola

Per assaporare il Nobile di Montepulciano.

Per godere di un panorama mozzafiato e per sorseggiare la Vernaccia:

Queste sono solo alcune delle strade consigliate. Percorrendo tutto il territorio di certo il visitatore più attento si imbatterà in piccole cantine e in degustazioni che renderanno unico il suo viaggio.

Sitografia e bibliografia:
www.regione.toscana.it/-/le-strade-del-vino
Il vino in Italia, Edizioni Associazione Italiana Sommelier

Fotografie

Apertura;  seconda immagine

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