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Gran Tour d’Italia, l’Umbria: la fagiolina del Trasimeno

Gran Tour d’Italia, l’Umbria: la fagiolina del Trasimeno

di Tamara Cinciripini del blog Perle e Ciambelle

Ho scoperto la Fagiolina del lago Trasimeno più o meno un anno fa, grazie al contest Il Garda in padella organizzato da Aifb. Prima non sapevo che la Fagiolina, che è un legume della specie Vigna unguicolata – nota anche come fagiolo dall’occhio – originaria dell’Africa, ma presente in Europa fin dall’antichità, fosse un Presidio Slow Food.

La Fagiolina si coltiva solo nelle zone limitrofe al lago Trasimeno, in Umbria, in provincia di Perugia e, appena saputo della sua esistenza grazie a delle ricerche in rete, ho pensato che sarebbe stata un ingrediente perfetto per la ricetta che desideravo presentare al contest. Mi ha aiutato Sara Bardelli, socia umbra di Aifb e cara amica, spedendomene un pacco. La ricetta è stata un successo!
Quindi rendo omaggio a questo fagiolo raccontandone la storia.
La Fagiolina del lago Trasimeno è un legume a seme molto piccolo, di forma allungata, prevalentemente color crema, ma può avere una colorazione varia, anche screziata.
La sua diffusione nei territori d’influenza del lago Trasimeno risale agli Etruschi; i terreni umidi e il clima si sono rivelati condizioni ideali per ottenere un prodotto di eccellente qualità che è rimasto immutato nel tempo.

Gran Tour Umbria Fagiolina 1

Coltivata fino all’ultimo dopoguerra, prevalentemente negli orti, ha rappresentato il principale apporto proteico all’alimentazione delle popolazioni locali. Le analisi effettuate mostrano infatti dei contenuti di proteine superiori a quelli degli altri fagioli: da un 5% fino al 15 % in più. Anche il contenuto di lipidi è significativamente più alto e ciò è molto importante, in quanto è nella (modesta) frazione lipidica dei legumi che si trova la maggior parte delle molecole con attività funzionale. Ne consegue che la Fagiolina del lago Trasimeno ha un grande valore nutritivo.
Con la fine della mezzadria e con il progressivo abbandono delle campagne, la Fagiolina però ha rischiato l’estinzione, perché è molto meno produttiva dei comuni fagioli e necessita di maggiori cure sia durante il periodo vegetativo, sia al momento della raccolta.

Gran Tour Umbria Fagiolina 2

Come dicevo, la Fagiolina, con le sue caratteristiche genetiche specifiche e particolari, nel 2000 è stata inserita tra i Presidi Slow Food. Il Presidio della Fagiolina è una piccola realtà, che riunisce alcune aziende agricole a conduzione familiare nell’area del Lago Trasimeno e il suo scopo è quello da un lato di mantenere viva la tradizione, dall’altro di incrementare, seppur di poco, la produzione così da poter varcare i confini del ristretto mercato locale.
È grazie al paziente e assiduo lavoro di alcuni giovani agricoltori e alla collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi Di Perugia (uno speciale merito va alla professoressa Valeria Negri) che se ne è scongiurata l’estinzione.
Successivamente, nel 2002, si è costituito il Consorzio Fagiolina del Trasimeno, che vigila sulla produzione e sul commercio del prodotto, al fine di garantirne la qualità per il consumatore, nel totale rispetto del Disciplinare di Produzione.
Chi avrà la fortuna di avere tra le mani un sacchetto di Fagiolina del lago Trasimeno potrà sperimentare un gusto molto particolare, che si riconosce per la caratteristica delicatezza, tendente al dolce, con sentori erbacei pronunciati; la buccia è sottile e quasi per nulla coriacea, il che la rende particolarmente piacevole al palato. Le modeste dimensioni rendono semplice e veloce la preparazione. Infatti non è necessario mettere a mollo la Fagiolina prima della cottura, ma basterà sciacquarla e farla bollire in abbondante acqua per circa 45-50 minuti e il risultato sarà un legume morbido, delicato, ma al tempo stesso saporitissimo.

Fonti
www.fagiolina.com
Credits immagini
Piante: https://www.umbrialibera.it/I/la-fagiolina-del-trasimeno-dalle-origini-ai-nostri-tempi-722
Fiori: http://www.madrevite.com/fagiolina-del-trasimeno/

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