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I vitigni autoctoni del Lazio

I vitigni autoctoni del Lazio

Articolo di Elvia Gregorace del blog Il Tritagonista.

Tre Docg e ventisette Doc rappresentano oggi la regione Lazio, ultima nata la Doc Roma il cui nome è stato scelto proprio la popolarità di questo suono conosciuto in tutto il mondo con la speranza che i vini del Lazio siano valorizzati come dovrebbero.

Diversi i vitigni, alcuni dei quali a bacca bianca come la Malvasia di Candia e la Malvasia Puntinata. Il termine deriverebbe da Monemvasia, antica città del Peloponneso in cui si producevano vini dolci prodotti con le uve Monemvasia. I Veneziani ne furono i maggiori amanti e la diffusero in tutto il Paese. Muschio, pesca, albicocca sono i sentori più comuni.

Con il Bellone ci troviamo nella zona di Cori (Latina); gli si attribuisce una certa antichità visto che la sua esistenza era stata attestata da Plinio il Vecchio che lo definiva ricco di sugo e di mosto. Ama i territori vulcanici ed è particolarmente vigoroso.

Tra le uve a bacca rossa sembra che negli ultimi anni le più ricercate siano il Cesanese e il Nero Buono.

Il primo esprime la sua massima fierezza nella denominazione Docg Cesanese del Piglio. Due i comuni che se ne attribuiscono la paternità: Affile (Roma) e Piglio (Frosinone). Entrambi si accusano vicendevolmente di aver rubato le barbatelle e di averle rese proprie. Assieme a Olevano Romano (Roma) sono le zone principali di questo vitigno che, attraverso l’utilizzo del legno e l’affinamento in bottiglia, regala profumi intensi, di classe dei quali tempo addietro non si conosceva l’esistenza.

Torniamo a Cori con il Nero Buono. Prodotto bistrattato e sottovalutato per anni che oggi riempie bottiglie non esclusivamente come vino da taglio, ma in purezza; esempi le cantine Cincinnato, Carpineti e Poggio le Volpi.

Ma chi ha insegnato ai Romani a produrre il vino? La maggior parte crede siano stati gli Etruschi che, attraverso numerose necropoli sul territorio, hanno lasciato testimonianza tangibile del loro amore verso il nettare di Bacco… Ma questa è un’altra storia.

Credits immagini:

immagine di testata: http://www.winetaste.it/la-malvasia-puntinata-del-lazio/

seconda immagine: http://www.officineturistiche.it/lazio-vino/

terza immagine: https://www.guida-vino.com/it/vitigno-bellone-o-uva-pane.html

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