I Magnifici 6: il contest dell’anno!

Pubblicazione: 23 Luglio 2014

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Prima che agosto cominci e si vada tutti in meritata vacanza, vogliamo lasciarvi con una splendida sorpresa che ci auguriamo possa essere di stimolo e soddisfazione per tutti voi.
Come anticipato nella nostra periodica Newsletter, l’AIFB ha siglato di recente un importante protocollo di intesa con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Numerosi sono i progetti in divenire, ma il primo segno di questa biunivoca collaborazione è un bellissimo Contest, pensato per celebrare il ventennale di attività delle Città dell’Olio attraverso la celebrazione del loro costante messaggio: proteggiamo e valorizziamo la Dieta Mediterranea e con essa l’Olio Extra vergine d’Oliva
Ecco quindi il contest che viene lanciato oggi in esclusiva per i soci AIFB e che si chiama “I magnifici 6“, come i fondamenti della Dieta Mediterranea italiana. 
Avrete tempo fino al 1 Novembre per cimentarvi in una ricetta per categoria, utilizzando la versione tradizionale o un’interpretazione personale e creativa. Ma quello che vi chiediamo è di NON MANCARE, perché il premio è una cosa di assoluto prestigio e un’occasione più unica che rara.
Ecco di seguito i 6 pilastri della nostra dieta:
 
           PANE
Nella lingua di Omero, mangiar pane è sinonimo di umanità: gli uomini, infatti, sono detti “sitofagoi”, mangiatori di pane, appunto, a conferma di come questo alimento sia stato percepito da subito come essenziale alla vita stessa e alla formazione di una precisa identità culturale, legata alla geniale intuizione che porta alla creazione di qualcosa che in natura non esiste, partendo da una insospettabile spiga. Va precisato, però, che nell’antichità “pane” era un impasto cotto sul fuoco, a partire da qualsiasi farina, non solo da quella ricavata dal grano: per i poveri, erano le castagne a costituire l’ossatura della loro alimentazione e la dieta mediterranea poté contare sin dall’inizio sull’enorme apporto nutritivo offerto dai legumi e dai cosiddetti cereali inferiori che, con le loro “farine”, hanno rappresentato la quotidiana garanzia di sopravvivenza per i poveri nel corso della storia, fotografando un’economia basata sull’autoconsumo. Il grano era riservato alle tavole dei nobili e dei ricchi, mentre il “pane nero” divenne metafora di una lotta per la vita, almeno fino alla metà del secolo scorso: oggi, il paradosso del benessere ci porta alla riscoperta di quelle antiche farine, apprezzate e nobilitate fino all’inversione dei prezzi di mercato e al recupero dei semi più antichi, in un panorama sempre più ampio.
Appartengono alla categoria: tutti i tipi di pane lievitati e non lievitati (lievito madre, lievito di birra, lievito liquido), le focacce, le pizze, le preparazioni a base di farine alternative cotte in forno (castagnaccio, farinata, etc.)
 
         PASTA
Bando alle leggende, che la vogliono importata dalla Cina, da parte di un Marco Polo tanto curioso quanto goloso: la pasta è un’invenzione tutta mediterranea, presente già sulle tavole dei Greci e dei Romani, come làganon o lagana, sottili strisce di pasta liscia, usate anche come sfoglia per i ripieni, lontanissime parenti delle nostre lasagne. Furono gli Arabi, con tutta probabilità, a diffondere l’uso della pasta secca, che approdò in Italia nel Medioevo: il primato in Italia tocca a Genova (la prima menzione risale ad un atto notarile datato 2 agosto 1244) e da qui si diffuse presto in tutta Italia, assieme all’uso della forchetta, che nacque con l’espresso scopo di raccogliere la pasta nel piatto (ad comedendum macherones) e solo successivamente  fu estesa a tutto il resto, diventando da stranezza per pochi a sinonimo di buone maniere per tutti.
Appartengono alla categoria: tutti i tipi di pasta fresca o secca, asciutta o in brodo. Esclusa la pasta ripiena, presente nella categoria n 4.
 
       PESTO
In principio fu l’aggiadda, una salsa agliata in voga nel XIII secolo con il duplice fine di insaporire e di conservare il cibo, oppure addirittura il moretum, un intingolo cremoso a base di formaggio, erbe e frutta secca, che rallegrava i pasti dei Romani quando erano ancora un popolo di pastori, frugali e parchi nel mangiare. Quali che siano i suoi antenati, è certo che il Pesto costituisce la variante più nota delle salse preparate nel mortaio, strumento antichissimo, usato originariamente in area mediterranea per macinare il grano e poi, dopo l’invenzione del mulino, destinato a diventare il fulcro della cucina domestica. E’ al sapiente uso del mortaio che si deve la nascita delle cosiddette  “salse pestate” che troveranno nel Medioevo la loro massima espressione: salse fredde, a base di aglio, erbe, frutta secca e spezie, dosate secondo il palato del cuoco e pestate finissime e poi filtrate, in modo da risultare vellutate e cremose e così buone da essersi protratte, pur con le dovute varianti, fino ai giorni nostri.
Appartengono a questa categoria: il pesto alla genovese, il pesto alla Trapanese, l’agliata, la salsa di noci, la salsa di pinoli, il pistou, il pesto di fave, la rouille, l’anchoïade, l’hummus, etc. Tutte le preparazioni possono essere presentate come singola ricetta o in abbinamento ad altra ricetta.
 
TIMBALLO
Celebrato sulle tavole dei nobili come manifestazione concreta della loro opulenza e del loro potere, il timballo ha un ruolo nella storia dell’alimentazione che travalica il suo valore simbolico per trasformarsi in un trait d’union insospettabile fra la mensa dei ricchi e quella dei poveri: un morbido ripieno racchiuso in un guscio di pasta rappresentava, infatti, l’antesignano del piatto unico nonché l’escamotage più goloso per riciclare avanzi o parti meno nobili, dando l’illusione a chi se ne cibava di nutrirsi da re.
Appartengono alla categoria: tutte le paste fresche ripiene, le torte salate, le preparazioni in crosta e i timballi.
 
SCAPECE
Non un piatto tipico, ma un metodo di conservazione trasversale alla nostra Penisola e così gustoso da dare il suo nome a molte preparazioni prevalentemente a base di pesce e di verdure. Dalle sarde in saor alle boghe all’aggiadda, dalle zucchine alla scapece alla trota in carpione, passando per lo Scabeccio del Piemonte e della Liguria, questa antica forma di preservazione degli alimenti più deperibili dalle origini incerte (per alcuni, deriverebbe dalla cucina romana, per altri da quella araba) è il vero trait d’union che accomuna la manipolazione di ingredienti deperibili e di pronto consumo.
Appartengono a questa categoria tutte le preparazione che prevedono questo trattamento: incluse le conserve salate di ogni genere.  
 
PANI DOLCI
La centralità del pane nella dieta mediterranea è testimoniata anche dalla natura dei dolci più tipici che hanno come elemento di base l’impasto del pane, dolcificato con miele o vino dolce e arricchito con frutta secca e spezie.  Fu l’arrivo degli Arabi a portare la canditura (della frutta, ma anche dei fiori), le acque aromatiche e l’utilizzo delle paste di frutta, di mela, di cotogna, di noce verde e ovviamente di mandorle, oltre ai torroni e ai dolci fritti. I due filoni si intersecarono presto, grazie all’opera delle monache nei conventi, dando vita ad una produzione dolciaria ben connotata, che seppe fondere la robustezza degli ingredienti autoctoni con la raffinatezza di quelli importati, attraverso una rapida padronanza delle tecniche e una sempre più profonda consapevolezza di una propria autonomia.
Appartengono a questa categoria: tutti i pani dolci, i dolci antichi ed i biscotti secchi di tradizione contadina, ricette antiche che prevedano l’utilizzo di pasta di mandorle/pistacchi/noci, o con presenza di fichi secchi, canditure e cotognate. Lievitati e non.
 

REGOLAMENTO:

· Il contest comincia oggi e termina alla mezzanotte del 1 Novembre 2014.
· Ogni partecipante potrà pubblicare al massimo 1 ricetta inedita (cioè realizzata esclusivamente per questo contest e non pubblicata in precedenza) per ognuno dei 6 temi proposti, quindi un massimo di 6 ricette.
· Le ricette presentate potranno partecipare esclusivamente a questo contest.
· La ricetta potrà essere indifferentemente fedele alla tradizione o realizzata con interpretazione creativa e personale sempre rispettando il tema proposto.
· Nella selezione dei finalisti, verrà tenuto conto del livello di approfondimento nell’uso degli ingredienti e nel loro corretto utilizzo in base ai dettami della Dieta Mediterranea ed anche della storia che ognuno vorrà raccontare circa il piatto proposto.
· Le ricette dovranno essere pubblicate sul proprio blog e linkate a questo post, inserendo il banner al termine del post.
· Nella sidebar dovrà essere pubblicato il banner del Contest linkato a questo post.
· Verranno selezionati 6 vincitori, uno per ogni categoria. La giuria sceglierà il vincitore assoluto nella rosa dei 6.
· Il vincitore assoluto sarà ospitato alla premiazione che avverrà a Siena il 28/29 Novembre 2014 in occasione della tappa finale di Girolio e riceverà come premio la partecipazione ad un corso di cucina presso la scuola di Alfonso Iaccarino a Sant’Agata sui Due Golfi.
 
LA GIURIA: 
Uno splendido parterre di giurati espertissimi, a partire da Alfonso ed Ernesto Iaccarino, chef del ristorante Don Alfonso 1890 a Sant’Agata dei Due Golfi, Carlo Cambi, giornalista eno-gastronomico, Enrico Lupi, Presidente Associazione Nazionale Città dell’Olio, Anna Maria Pellegrino, Presidente AIFB. 
 
 
Vi aspettiamo tutti. Partecipate con entusiasmo al Contest più bello dell’anno! 
AGGIORNAMENTO: contest CHIUSO! Grazie a tutti per la grande partecipazione.

AGGIORNAMENTO 2: tutte le RICETTE in gara 

AGGIORNAMENTO 3: la ricetta VINCITRICE

226 commenti

  1. Ma wow! Non smettete mai di stupirci! E con che ritmo!!! Noi parteciperemo di sicuro, vogliamo approfondire la vera dieta mediterranea da tantissimo tempo, anzi, se avete qualche pubblicazione da consigliarci ne saremmo felici!! Grazie ancora per le belle sorprese che ci state riservando!!

  2. Io avevo già un po’ di tempo fa realizzato un pane che mi sta veramente a cuore ma non ero riuscita a completare come volevo il post di accompagnamento mi serviva una spinta, un’occasione e quindi penso proprio di essere la prima partecipante a questo magnifico contest.
    Ecco il link http://ingredienteperduto.blogspot.it/2014/07/pane-marchigiano-con-grano-spezzato-e.html
    e grazie mille per tutto il lavoro svolto da questa splendida associazione.

    1. Antonella, le ricette della tradizione milanese e mantovana, magari non sono ricette della Dieta Mediterranea….pensaci! Il tema del Contest è un altro. Un bacione.

    2. uhm….HAI RAGIONE!!!! ho letto TRADIZIONE e mi è scattato il pulsante TRADIZIONE=FAMIGLIA…… (che è di queste parti…..)….che stordita!!!!! Sorry e ci penso….. :-/

  3. Chi mi conosce sa che le mie ricette sono espressione di tutto fuorche’ della tradizione. Percio’……
    Domanda 1 – Vorrei partecipare con un timballo, ma non racchiuso in un guscio di pasta, ma di patate. Decisamente non tradizionale, anzi piuttosto innovativo. Posso partecipare? Posso presentare nella categoria timballo? O cerco un’altra categoria?
    Domanda 2 – Noto che non sono previste le preparazioni di carni, o, in genere, di secondi. Posso chiedere come mai?

    1. Caro Corrado ti rispondo qui così possono leggere tutti in caso abbiano i tuoi stessi dubbi. Rispetto alla tua domanda nr 1, puoi sicuramente creare il timballo come preferisci perché l’interpretazione creativa di una ricetta tradizionale è prevista e caldeggiata nel Contest. 2) Non sono previste preparazioni di carne, perché nei precetti della dieta Mediterranea, ed in particolare nella Dieta Mediterranea del nostro paese, la carne era presente pochissimo. Sostituita da legumi, da proteine diverse tipo uova o pesce, e spesso solamente usata per arricchire condimenti perché costava troppo. I secondi invece sono presenti perché se tu pensi alla categoria “scapece”, puoi sicuramente trovare delle declinazioni di questo tipo. In ogni caso, devi sempre tenere presente la piramide alimentare della Dieta Mediterranea, che è quella su cui è stato costruito questo contest. I magnifici 6 della nostra dieta, dove la carne non è così fortemente rappresentativa (lo so che sei Toscano e senza ciccia non ragiona qui da noi, ma la nostra non è propriamente “dieta mediterranea”). Lascio la parola ad Alessandra che può motivarlo meglio di me. Un abbraccio.

    2. Se la motivazione e’ solo questa, OK.
      Solo che nei timballi di pasta del nostro Sud la carne c’e’, eccome.
      Per quanto riguarda la mia ricetta questa e’ tutta vegetariana e il suo uso e’ multiplo: antipasto, timballo, secondo. Solo che nelle categorie indicate la piu’ adatta mi sembrava il timballo.
      Comunque nessun problema. La ricetta in se’ e’ una (lussuriosa) insalata contenuta in un timballo di patate, spacciabile in piu’ occasioni. E di grande effetto in tavola. No uso di forno.

    3. Faccio una breve nota sull’utilizzo delle patate. Da un punto di vista rigorosamente cronologico, se la dieta mediterranea è quella in uso fra le civiltà che si svilupparono attorno al Mare Nostrum, la patata non era presente sulla tavola dei progenitori più antichi. tuttavia, passata l’iniziale reticenza nei confronti di questo tubero (che durò qualcosa come circa 200 anni, per dire) essa entrò prepotentemente nei consumi alimentari di questi popoli, radicandosi in alcune cucine regionali, esattamente come capitò al pomodoro. Quindi, entrambi i prodotti sono considerati parte integrante di questa dieta, anche se furono importati dalle Americhe in Età moderna.
      La scelta di non inserire un piatto di carne nell’elenco di questi piatti è stata dettata dalle priorità: dovendo scegliere solo 6 piatti tipici, si è dovuto di necessità privilegiare quelli che, in un modo o nell’altro, rappresentassero meglio questa dieta. Abbiamo voluto dare importanza anche agli strumenti e ale tecniche, senza i quali non avremmo mai avuto certe preparazioni: penso al mortaio, per le salse pestate (e ovviamente, ab origine, anche per il grano) o allo scapece, che ha permesso di conservare tutti gli alimenti deperibili (anche la carne). questo non significa che la carne non venisse consumata nell’antichità, tutt’altro: ma ovendo scegliere un numero ristretto di “piatti simbolo”, che ben si accordassero con le modaità di questo contest, abbiamo preferito privilegiare altre preparazioni.

    1. OK, il timballo, anzi il timpàno, per usare un termine del Sud, che piu’ mediterraneo non si puo’, e’ in arrivo per Settembre.
      Se vedemu 🙂 🙂

  4. Ciao, solo una domandina per non finire fuori tema.
    Ho comprato una magnifica confezione di farina di farro, macinata un po’ grossa, per “polenta”. Pensavo di mischiarla a farina di castagne e farne una polentina, con condimento vegetale; sempre che la ricetta riesca e sia buona, perché finora è solo studiata “a tavolino”. Volevo sapere se potrebbe essere inserita nella categoria “pasta” di questo contest; in quella categoria sono contemplate diverse possibilità, ma non quella di una crema morbida a base di cereali (potrebbe rientrare nelle paste in brodo?). Insomma… chiedo lumi :)))
    Ciao e grazie :)))

    1. Ciao Fausta, Bella domanda! Ti chiederei la cortesia di chiedere direttamente ad Alessandra Gennaro, magari su facebook: è lei la persona più ferrata in materia 🙂

  5. La ricetta di cui sopra si aggiunge al PESTO DI CASTAGNE gia’ postato piu’ sopra. A dopo per altre ricette e grazie!

    1. Sara, scusa se disturbo, ma ho provato ad inserire il Pane e non lo vedo: il sistema non mi ha chiesto il codice Captcha, quindi qualcosa e’ andato storto.
      A questo punto metterei il link qui insieme a quello delle altre categorie, perche’ non sono certa che mi prenda il commento (visto che 10 minuti fa non sono riuscita).
      Scusami per il disturbo.
      PANE: http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/cake-salato-olive-parmigiano/
      PANI DOLCI: http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/colomba-pasquale-ricetta-maestro-luca-montersino/
      PASTA: http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/penne-bloody-mary-da-una-ricetta-di-gordon-ramsey/
      SCAPECE: http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/castagne-stufate/

      Ecco, ora ci sono tutte e sei le ricette. GRAZIE MILLE!

    2. Eccomi. Adesso ho corretto come mi hai detto, Sara (in precedenza non ricordavo che solo UNA ricetta potesse essere antecedente al 23 settembre 2014!)
      PASTA
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/timballo-di-tagliatelli/
      RICETTA DELL’11 MARZO

      PANI DOLCI
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/sacher-post-torta-nocciole-langa-farcita-marmellata-pesche-cacao-amaretti-dolcetto/
      RICETTA DEL 5 OTTOBRE

      PESTO
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/pesto-di-castagne/
      RICETTA DEL 14 OTTOBRE

      TIMBALLI
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/fried-dumplings-chards/
      RICETTA DEL 18 OTTOBRE IN INGLESE

      PANE
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/pane-farina-bigia-lievito-madre-secco/
      RICETTA DEL 1 OTTOBRE

      SCAPECE
      http://blog.giallozafferano.it/allyoucanbake/castagne-stufate/
      RICETTA DELL’11 OTTOBRE

    1. Ciao Giovanna, ti chiederei la cortesia di domandarlo direttamente ad Alessandra Gennaro: è lei che ha studiato le categorie dal punto di vista storico, quindi ti saprà rispondere 🙂

  6. ciao Sara, una domanda: mi sono accorta di aver scritto alcune imprecisioni nel post della ricetta “polenta alle due farine con verdure” e vorrei rettificare. Voi copiaincollate le ricette da qualche parte, per poterle poi giudicare, oppure prendete nota dei link e quando il contest sarà concluso andrete nuovamente di blog in blog a controllarle? In poche parole, se faccio una rettifica a voi arriva oppure non ne terrete conto?
    Un abbraccio e grazie :)))

    1. Ciao Fausta, no, non copia-incolliamo niente fino alla chiusura dei termini del concorso: puoi rettificare direttamente sul tuo blog senza alcun problema 🙂

    1. Ciao Cristiana, scusami: sei sicura di volerlo inserire nella categoria pasta? perché in effetti è anche un timballo 🙂 te lo chiedo per sicurezza, grazie 🙂

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