La storia in piazza: i tempi del cibo

Pubblicazione: 9 Aprile 2014

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Dedicare interamente al cibo il più importante appuntamento con la storia in Italia  significa riconoscere e celebrare la centralità di un tema tenuto per secoli ai margini delle ricostruzioni degli eventi: fino a non molti anni fa, infatti, il cibo, lungi dall’essere uno dei principali motori della Storia, era considerato materia minore, una sorta di divertissement per amatori, il cui studio avrebbe contribuito in maniera irrilevante alla conoscenza di quei Fatti tutti maiuscoli che erano i soli per cui valesse la pena di sprecar tempo ed energie.
Il cambiamento di rotta si attesta verso la metà del secolo scorso, con gli imprescindibili contributi di antropologi del calibro di Lèvi-Strauss e di Mary Douglas: da allora, le tematiche legate all’argomento hanno acquistato sempre maggiore spessore,  in un progressivo ed inesorabile riscatto che viene oggi celebrato da un consesso di studiosi e di esperti di fama internazionale che nei prossimi giorni si daranno appuntamento a Genova, per la Quinta Edizione de La Storia in Piazza, intitolata, appunto, I Tempi del Cibo.
In quattro giornate di incontri internazionali, con un susseguirsi fittissimo di incontri, conferenze, mostre, presentazioni di libri ed altri eventi, si cercherà di approfondire la cultura del cibo, inteso sia nella sua valenza propriamente storica, come elemento scatenante di moltissime guerre, sia nella sua sfaccettata funzione comunicativa, come espressione di identità, personale e di popolo: apre la rassegna Philippe Daverio, questa sera, con una lectio magistralis sul gusto cui seguirà una vera e propria parata di stelle, a maggior ragione per chi, come noi ,  della comunicazione sul cibo ha fatto un segno distintivo di professionalità: Massimo Montanari, Claudia Roden, Eva Cantarella, Simonetta Agnello Hornby, Francesco Cavalli Sforza, John Dixie, Sami Zubaida, Luca Molà, Lauro Martines, Cormac O’ Grada, Roel Sterchkx, Geoff Nowell Smith, Andrea Segrè, Maurice Aymard, Mirelle Corbier, Vito Mancuso, Salvatore Natoli, Marc de Ferrière Le Vayer, Sefano Rodotà e, naturalmente, Donald Sassoon, che di questa Storia in Piazza è una delle anime più palpitanti e più intense e che domani nobiliterà il nostro pane quotidiano, all’ombra di quella Cuoca di Bernardo Strozzi, esposta eccezionalmente per l’occasione.
L’AIFB sarà presente a gran parte delle manifestazioni, cercando di alleviare lo sconforto di chi non potrà essere presente testimoniando quello che succederà nei prossimi giorni a Genova: seguiteci sulla nostra pagina FB , sulla pagina ufficiale dell’evento , in streaming su www.palazzoducale.genova.it e , naturalmente, anche da questo blog.
Per chi invece fosse così fortunato da raggiungerci, ecco  qui l’intero programma.
Vi aspettiamo!
La Storia in piazza è un’iniziativa realizzata dalla Fondazione Palazzo Ducale con la collaborazione del Comune di Genova, del Centro Culturale Primo Levi, dell’Università degli studi di Genova, dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, della Fondazione Ansaldo, e di numerosi sponsor pubblici e privati

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