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Visitare la fortezza del Priamar a Savona

Visitare la fortezza del Priamar a Savona

Il Priamar di Savona è la fortificazione di maggiore importanza di tutta la Liguria di Ponente che si presenta con una forma molto articolata e complessa. Il termine “Priamar” sta a significare “pria a mà”, appunto “pietra sul mare”. Si erge, infatti, in una posizione strategica in grado di dominare una vasta porzione di orizzonte, da ponente a levante.  È a pochi metri dalla zona denominata Vecchia Darsena, zona di movida e cuore pulsante del porto di Savona, dove da un lato una banchina è ancora riservata all’ormeggio delle barche che forniscono ottimo pesce e dall’altro attraccano le enormi navi da crociera e i traghetti per il Mediterraneo. La si può raggiungere in un quarto d’ora dal casello autostradale o in pochi minuti dalla stazione ferroviaria. Per informazioni sugli orari e sulle mostre temporanee conviene consultare il sito dei musei di Savona [email protected]

LA STORIA DELLA FORTEZZA PRIAMAR

Priamar_pianta
Da Società Savonese di Storia Patria

Il colle su cui si erge la fortezza ha ospitato il primo insediamento cui risalgono le origini della città, già dall’età del bronzo medio (2000 – 1550 A.C.). Gli scavi archeologici hanno poi rinvenuto resti di ceramiche del IV e V secolo A.C., di provenienza Etrusca, Provenzale e Greca.

Il primo vero e proprio apparato fortificato viene costruito nel 1213, da Genova, per poter controllare meglio la città, attenzione non per allontanare i nemici che arrivavano dal mare ma per sedare eventuali malcontenti savonesi, e fu chiamato inizialmente Castello di Santa Maria poi, Castello Nuovo. Con la sottomissione definitiva della città da parte di Genova nel 1528, la cattedrale, il convento, il complesso vescovile e le abitazioni private vengono distrutte, anche il porto viene interrato. La nuova struttura militare cinquecentesca ideata dall’architetto Giovanni Maria Olgiati, è da allora  che viene denominata fortezza,  prende  il posto della vecchia città e viene divisa in due blocchi, il maschio – la parte più alta del Priamar e la cittadella la parte ovest della fortezza, più bassa e allungata. Nel corso del ‘700, la fortezza è teatro di aspre battaglie durante la guerra di successione austriaca, tra genovesi e austro piemontesi, conquistata da questi ultimi nel 1746, poi ripresa da Genova nel 1750.  Nel 1815, con l’annessione della Liguria al Piemonte, la fortezza conclude la sua storia militare, diventando poi una prigione.  Nel 1878 la fortezza viene radiata dal novero delle fortificazioni italiane del Regno d’Italia, avviandosi così ad una progressiva riconversione in area industriale o per passeggiate. I lavori di restauro del complesso si avviano dal 1950, riportando il Priamar al suo odierno splendore. Oggi la fortezza del Priamar è un imponente complesso che può essere meta di una gita anche solo per passare un pomeriggio passeggiando, o rilassandosi nelle zone verdi seduti all’ombra di un pino marittimo. Nelle giornate più limpide, se si è particolarmente fortunati, si possono scorgere all’orizzonte persino le coste della Corsica. 

COSA VEDERE A SAVONA

  • Civico Museo Archeologico della Città di Savona a cura dell’Istituto degli studi Liguri è collocato al piano terra e al primo piano del Palazzo della Loggia, e unisce il percorso archeologico con alcune suggestive aree di scavo lasciate in vista che ricordano il passato Etrusco, Provenzale e Greco del sito.
  • Museo Sandro Pertini e Renata Cuneo, raccoglie donazioni d’arte di Sandro Pertini, per espressa volontà della moglie Carla Voltolina; e opere scultoree di Renata Cuneo. Le collezioni sono state riordinate e allestite entrambe al secondo piano del Palazzo della Loggia, in sezioni contigue, ma nettamente distinte, mantengono la loro individualità e i riferimenti alle forti personalità dei donatori.
  • Il Palazzo della Sibilla, dotato di tecnologie d’avanguardia, è diventato un Centro Congressi di rilevanza internazionale.
  • Nell’ampio prato davanti alla fortezza sono spesso posizionate imponenti sculture.

COSA FARE A SAVONA

  • Mangiare la frittura di pesce cotta sui pescherecci nel porto della darsena.
  • Passeggiare sotto i portici di Via Paleocapa.
  • Passare una serata nei locali alla Darsena
  • Visitare la cattedrale di Nostra Signora Assunta del XVI secolo, principale luogo di culto cattolico di Savona, situata nel cuore del centro storico della città; e la Cappella Sistina costruita per volere di Papa Sisto IV tra il 1481 e il 1483 come mausoleo per ospitare le tombe dei suoi genitori, Leonardo della Rovere e Luchina Monteleoni, entrambi di Savona. 
  • Assistere a un’opera lirica al teatro Gabriello Chiabrera, in stile neoclassico, dove nel 1952 debuttò l’allora diciottenne soprano savonese Renata Scotto.
Savona - Fritto sulla barca

COSA MANGIARE A SAVONA

Uscendo dall’autostrada un cartello ci informa che Savona è la città del chinotto. Originario della Cina, dalla quale ha preso il nome, il Chinotto di Savona, presidio Slow Food, fu importato in Italia nel XVI secolo. La sua coltivazione rimase una produzione di nicchia fino al 1800, quando a Savona fu fondata la “Società Cooperativa dei chinotti” che, imitando le Camere Agrumarie del sud Italia, gestiva la coltivazione, la trasformazione e la vendita dei frutti. Nel 1877 fu poi aperto il primo laboratorio di canditura in Liguria, con il trasferimento a Savona dell’azienda francese Silvestre-Allemand.

I liguri  benché siano un popolo che si affaccia sul mare ma non hanno una particolare vocazione marinara nelle loro ricette che compaiono soprattutto nei secondi sotto forma di acciughe e baccalà. Sono insuperabili nelle paste ripiene e negli gnocchi. Da assaggiare le zuppe come lo zemin, il minestrone genovese, la polenta bianca col tartufo, ovviamente ben conditi con olio Arnasco e innaffiati da vini D.O.C.:  Pigato di Ortovero, Vermentino e Rossese di Campodichiesa.  Ottime le torte di verdure e le focacce.  Gli amaretti di Sassello sono una specialità dolce che si scioglie in bocca. 

Tartufi, funghi, castagne, conigli e lumache sono protagonisti di gustose ricette tipiche del savonese.

DOVE MANGIARE A SAVONA

  • Osteria Bacco – Via Quarda Superiore, 17/19/R – Savona 
  • Carletto Home Restaurant – Via Pia 14 Piazzetta della Maddalena – Savona
  • Ristorante A Spurcacciun-a – Via Nizza 41 Inside Hotel Mare – Savona

Fonti:

  • Altervista
  • Il Secolo XIX
  • IVG
  • Storia di Savona (Nello Cerisola)
  • “Miti&Misteri della Liguria” e “Liguria da scoprire” di Dario Rigliaco

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About the Author

Raffaella FenoglioCiao, sono Raffaella Fenoglio, foodblogger e scrittrice ligure con radici piemontesi. Nel 2014 ho aperto il blog Tre Civette sul Comò il primo blog italiano dedicato esclusivamente alla cucina a basso indice glicemico.

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