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Visitare Vigevano, Pavia

Visitare Vigevano, Pavia

Lomellina, terra di maghi, streghe e leggende. Qui si tramandano molti racconti di questo tipo. Famosi negli anni più recenti sono i “segnoni” ossia i guaritori. Ognuno di loro con una specializzazione, dal mal di testa, ai dolori muscolari. Ma voglio raccontarvi delle leggende sulle streghe e del luogo che meglio le rappresenta: Vigevano

Siamo in Lombardia, in Provincia di Pavia. Vigevano è una delle maggiori città, nonché capitale mondiale della scarpa. Si trova al confine con la Provincia di Milano e di Novara, abbracciata dal fiume Ticino, ed proprio qui, che è ambientata la prima leggenda, nel così detto Ramo delle Streghe. 

Il Ramo delle Streghe di Vigevano

La Chiesa di San Bernardo

Si narra che in una notte di luna piena, si riunirono molte streghe per purificare una loro “sorella” affetta da una possessione demoniaca.

Nel mezzo della recita di antichi versi celtici, all’improvviso furono accecate da un fuoco scaturito dal terreno ed apparve il diavolo in persona, il quale prontamente trasformò la donna posseduta in un’alga, che prese le altre “sorelle” e le affogò inabissandole con sé.

Come sapete ogni leggenda nasconde un fondo di verità, sta di fatto che in quel punto le acque del Ticino sono molto basse e ci sono lunghi ciuffi di alghe, quasi a rappresentare i capelli delle donne affogate quella notte. 

E sempre sullo stesso tema, ogni anno verso la fine del mese di agosto, davanti alla Chiesa di San Bernardo, viene fatto un rogo per bruciare un fantoccio, che rappresenta il diavolo in persona. 

L’origine di questa tradizione, che perdura tutt’ora, pare risalga ad una leggenda, che narra dello scherzo che il diavolo fece a San Bernardo di Chiaravalle.

Si narra che, mentre il Santo era diretto da Milano verso Vigevano per una predica in favore della seconda crociata, il diavolo decisi di sfilare una ruota del carro su cui viaggiava per impedirgli di giungere a destinazione.

Gli abitanti del rione, avvertiti dell’accaduto, decisero di bruciare il carro con all’interno il maligno. 

Cosa fare a Vigevano

Torre del Bramante
La torre del Bramante

Vigevano fu eletta anche città ideale del Rinascimento, da Ludovico il Moro. Il quale volle vicino a se, artisti come Leonardo, Bramante è molti altri. Ed è un peccato limitarsi (se così si può dire) alla bellezza di Piazza Ducale, che ricordo essere tra le 10 piazze più belle d’Italia.

Ma vale la pena dedicargli una giornata in qualsiasi stagione per perdersi tra le antiche vie del centro, dove si possono ammirare maestose ville Liberty e persino un mulino ad acqua, tutt’ora funzionante.  

Insomma, la Lomellina è un luogo magico, ricco di misteri, di corsi d’acqua, di fontanili, di Castelli, di Abbazie e delle leggende che ogni cosa porta con sé.

Cosa mangiare a Vigevano

La storia gastronomica della Lomellina è legata fortemente alla terra.

Il piatto principe è il risotto e lo si prepara in moltissimi modi utilizzando prevalentemente i prodotti del territorio: la cipolla di Breme, l’asparago bianco di Cilavegna, il borlotto di vigevano, le rane, le lumache, le erbe spontanee.

Gli antipasti sono sempre a base di salumi e non manca mai il famoso salamino della duja ossia sottograsso.

Come secondi si prediligono gli arrosti misti di cortile e attingendo dalla vicina Morata piatti a base d’oca.

Non mancano i dolci come le ofelle di Parona, le ochette di Mortara, i bramantini (i biscotti di Vigevano) e la torta con i borlotti di Gambolò. La più classica che non manca mai in ogni casa o ristorante è la torta di pane, un dolce di recupero ed ogni famiglia ha la sua versione.

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