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Pubblicazione: 01/10/2026
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Di norma un naufragio è una notizia: la si dà, la si archivia. A Venezia diventa una linea di politica culturale. Pietro Querini, patrizio, il naufragio lo subì per intero, e alle Lofoten, a Røst per la precisione, si fermò. Nel 1432 rientrò in laguna con gli stoccafissi e con un racconto: l’incontro tra il Mediterraneo e il Grande Nord, riferito da uno che c’era stato e la nave l’aveva persa. Di ricette, in quella stiva, forse non ce n’erano. Di rapporti sì, e a Venezia i rapporti sono sempre stati la merce che rende meglio.
Apro subito una parentesi da tavola, per dirimere una questione su cui a Venezia si litiga: lo stoccafisso è merluzzo essiccato all’aria, senza sale; il baccalà è merluzzo salato.
In laguna i due nomi si scambiano con una serenità che altrove sarebbe motivo di scomunica, e il baccalà mantecato, quello del cicchetto, quello che va sulla polenta bianca, si fa con lo stoccafisso.
Chi parla di tutela deve partire da qui: dai nomi delle cose.
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Credit Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato
La serata è sabato 3 ottobre 2026, dalle 17.30, al Mercato del Pesce di Rialto, e l’ingresso è libero.
In scena c’è il venticinquesimo compleanno della Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, nata nel 2001.
Il comunicato la chiama “Tappa Zero” perché è la prima di un cammino lungo sei anni che porta al 2032: seicento anni dal ritorno di Querini.
Tre date segnano la rotta: 1432, 2001, 2032.
Rialto, scrivono gli organizzatori, non è lo sfondo ma il palcoscenico di una storia che per secoli ha avuto come protagonisti commerci, scambi, incontri e scontri tra Venezia e il resto del mondo.
Dietro l’anniversario c’è una partita più grossa. Dal 2023, infatti, si lavora per portare le tradizioni dello stoccafisso nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, e la Confraternita ha contribuito a creare il contesto che sostiene la candidatura: confraternite, istituzioni, comunità della pesca e le persone che, nei vari Paesi, lo cucinano e se lo passano di mano in mano.
Capofila è la Norvegia, l’Italia sostiene, collaborano Islanda e Nigeria.
Il dossier internazionale è stato consegnato alle autorità culturali norvegesi e nel prossimo anno bisogna raccogliere il consenso delle istituzioni dei Paesi coinvolti e chiudere i passaggi nazionali.
Per l’Italia ce n’è uno importantissimo: l’inventariazione del patrimonio agroalimentare presso il Ministero dell’Agricoltura. Traguardo dichiarato: il Segretariato UNESCO di Parigi, entro il 30 marzo 2027.
Nello stesso solco corre la Via Querinissima, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, che ripercorre il viaggio di Querini e le relazioni nate intorno allo stoccafisso. A tenere insieme i due fili c’è una frase del Doge, Maurizio Scarpa, che a me pare la più onesta dell’intero comunicato: «Una confraternita può custodire un disciplinare, ma il baccalà mantecato lo tengono vivo i locali che ogni giorno lo preparano e lo servono. In venticinque anni abbiamo imparato che il nostro compito non è celebrare una ricetta, ma fare in modo che chi la cucina abbia una ragione per farla bene.»
Si parte alle 17.30 con i saluti istituzionali; alle 18.00 il Bando del Doge; alle 18.10 la lectio brevis «Il pesce che unì l’Europa», sul viaggio di Querini e sullo stoccafisso come bene culturale europeo.
Alle 18.30 si passa al panel «Stoccafisso 2032: il cibo più antico del futuro», moderato da Anna Maria Pellegrino, presidente di AIFB: soci fondatori, nascita del disciplinare, ristoranti riconosciuti, legame con le Lofoten, Via Querinissima, candidatura, e poi sostenibilità, clima, salute.
Alle 19.15 tocca a «Il baccalà del futuro verso il 2032», con ristoratori e protagonisti della cultura gastronomica, e la domanda che sotto sotto interessa a tutti: come far parlare questa tradizione alle nuove generazioni.
Alle 19.35 «Il viaggio dello stoccafisso, The Stockfish Journey»; alle 19.40 investiture, riconoscimenti, Sigilli del Venticinquennale e brindisi con vino della Laguna.
Dalle 20.00 si esce dal mercato e si va a tavola: la «Rotta della degustazione del Mantecato» coinvolge ristoranti e bacari aderenti, in Veneto e fuori, tutti locali che la Confraternita ha riconosciuto perché preparano il mantecato secondo il disciplinare. I discorsi finiscono lì. Il disciplinare può dire come si fa; se viene bene lo decide chi assaggia.
Venticinque anni, dicono gli organizzatori, sono un anniversario ma anche una partenza. Per seguire la rotta aperta da un naufragio trovate informazioni, programma e materiali stampa su baccalamantecato.com.
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