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Raduno 2015: intervista a Danilo Gasparini

Raduno 2015: intervista a Danilo Gasparini

A pochi giorni dal Raduno proseguiamo con la presentazione dei relatori: ecco l’intervisa a Danilo Gasparini. Ricordiamo gli articoli su Carlo Cambi, Alessandra Guigoni, Sergio Rossi e Pasquale Di Lena.

Raduno_Gasparini

Foto presa dal web

 

D A N I L O   G A S P A R I N I

 

l suo curriculum in 10 righe

Laureato in lettere in indirizzo storico a Ca’ Foscari di Venezia con i maestri Marino Berengo e Gaetano Cozzi, Danilo Gasparini lavora nel campo della ricerca storica da decenni occupandosi di storia economica in età moderna, in particolare di storia dell’agricoltura e dell’alimentazione . Ha coordinato importanti progetti di ricerca per conto di Università e Fondazioni, Fondazione Cassamarca e Fondazione Villa Emo: con la Fondazione Benetton Studi e Ricerche ha diretto una decennale ricerca sulla storia delle campagne in età moderna. Costante la sua partecipazione a seminari e convegni sia in Italia che in Francia.

Attualmente, oltre ad insegnare presso un Istituto superiore, ha in corso docenze con l’Università di Padova, con Ca’ Foscari, con Fondazione Campus di Lucca in master e corsi di laurea occupandosi di storia dell’alimentazione. Da quattro anni collabora con la Rai come ospite fisso nella trasmissione Geo&Geo condotta da Sveva Sagramola. Corposa e varia la sua bibliografia che si sostanzia di saggi e volumi dedicati ai temi della sua ricerca.

Qual è stato il momento più significativo della sua carriera?

Aver lavorato fino a 20 anni con mio padre, contadino, nei campi, giorno e notte.

Qual è il suo primo ricordo legato al cibo e da dove è nata la sua passione per tutto ciò che lo riguarda?

Molti i ricordi: la patata americana che mia madre mi metteva nella “sacheta” prima di andare a scuola, il latte bevuto appena munto dal secchio, la crema Alba… La passione? Nasce dalla terra, dalle stagioni che ho vissuto, dai profumi della stalla che mi svegliavano al mattino…poi è stato tutto naturale: non mi potevo che occupare di campi e di cibo, segnato come si suol dire… un giro largo, passato anche nei cantieri a fare il muratore o in fabbrica come tessitore. Alla fine qualche volta so di cosa parlo.

Se dovesse scegliere un argomento per parlare di cibo ai food blogger, nel 2015, quale sceglierebbe e perché?

Come disintossicarsi dalla prosopopea e dalla retorica dei discorsi sul cibo: silenzio, si mangia!

La comunicazione del cibo fra passato e presente: che cosa si salva e che cosa si butta

Domanda pericolosa per uno storico: non si butta via niente, si studia, si ragiona, si smonta e rimonta, sapendo che quando si parla di cibo si parla di un linguaggio e quindi usano i nuovi codici linguistici per parlare di un linguaggio antico: basta avere in mente la grammatica e la sintassi, poi si sta meglio.

Cibo da guardare, cibo da mangiare, cibo da cucinare, cibo di cui parlare: di queste quattro strade, quale imboccherebbe a colpo sicuro?

Mi date una quinta possibilità: cibo da pensare

A quasi 15 anni dalla loro prima comparsa, i food blogger sono oggi una realtà riconosciuta e affermata, nel mondo della comunicazione: quali i suoi consigli, per poter andare avanti sulla strada della credibilità e della serietà professionale?

Avere la consapevolezza del proprio ruolo sociale e politico, della complessità del codice linguistico usato, delle relazioni complesse che si instaurano con i “lettori”, una sorta di contratto tacito, e che “dire” il cibo è difficile perché molto resta implicito: restano implicite le passioni, gli affetti che si tenta di regolare nel mentre si suggeriscono procedure. A far da mangiare si è sempre in tanti…

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