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Il calendario di Natale con Aifb

Il calendario di Natale con Aifb

Il calendario di Natale con Aifb è un ponte tra le persone e i ricordi e il legame tra queste due cose è senza ombra di dubbio il cibo.

Il Natale è un periodo magico nel quale i profumi delle nostre case riportano alla luce ricordi di momenti passati insieme ai nostri cari.

Questo evento, per molti di noi, è come una carezza al cuore… Mangiando quel biscotto o riproponendo quel piatto insegnato da piccoli ti sembra di ritornare indietro con una macchina del tempo dei ricordi.

Aifb ha deciso di condividere con voi un Calendario dell’Avvento dei ricordi dei nostri soci, nel quale vi racconteremo il piatto e le emozioni suscitate nel riproporlo, appunto nei giorni delle festa.

Un progetto che abbiamo deciso di far partire con la prima domenica dell’Avvento, il 28 novembre, quando si accende la prima candela della Corona dell’Avvento.

La tradizione delle 4 candele e il suo significato

La tradizione della Corona dell’Avvento fu introdotta dal pastore protestante Johann Hinrich Wichern presso l’orfanotrofio di Berlino, composta da una candela per ogni giorno dell’Avvento a sostituzione dell’Albero di Natale.

Nei primi anni la corona si diffuse prevalentemente nelle città protestanti della Germania del Nord. In un secondo momento l’usanza si diffuse nelle scuole, i ritrovi ecclesiali e negli orfanotrofi.

Dato che iniziarono a diffondersi anche nelle case private crearono una versione più piccola della corona, perfetta per addobbare le case con quattro candele da accendere nelle quattro domeniche dell’Avvento.

La diffusione della corona d’Avvento continuò negli anni ad aumentare, soprattutto agli inizi del 1900 e in poco tempo raggiunse anche il sud della Germania, ma è dopo la seconda guerra mondiale che questa usanza si consolida definitivamente in tutte le case tedesche.

Il calendario di Natale con Aifb

Il significato delle Candele

Le quattro candele che si accendono nelle quattro domeniche di Avvento, tre di colore viola e una di colore rosa, riflettono i colori liturgici del periodo natalizio.

Di seguito il significato di ogni candela:

  • La prima candela simboleggia la Speranza dei cristiani, è detta anche “del Profeta“, dato che ricorda il profeta Michea, che aveva predetto che il Messia sarebbe nato a Betlemme.
  • La seconda candela simboleggia la chiamata universale alla Salvezza, denominata anche “di Betlemme“, per ricordare la città nel quale è venuto al mondo il Messia.
  • La terza candela simboleggia la gioia, conosciuta anche come “dei pastori“, i primi che videro il Messia.
  • La quarta candela simboleggia l’Amore nota anche “degli Angeli“, che furono i primi ad annunciare al mondo la nascita del Messia.

L’accensione di ogni candela indica la progressiva vittoria della Luce sulle tenebre dovuta alla sempre più prossima venuta del Messia.

Calendario di Natale con Aifb

Ogni giorno ci sarà una “casellina dei ricordi” che vi porterà a scoprire tradizioni familiari dei nostri soci.

Scopriremo come un piatto possa riportare alla memoria dolci ricordi, ma anche come molti di noi continuino ogni anno a riproporlo per condividere le tradizioni di famiglia alle nuove generazioni.

Questa festa ha la magia di riportarti precisamente al momento in cui hai assaggiato per la prima volta quella ricetta e subito torni bambino.

Il Natale è una carezza al nostro cuore …

Sapete quale è il significato del Natale? Vi lasciamo ad una interessante lettura presente all’interno del Calendario del cibo italiano di Aifb.

I ricordi di un Natale dei soci

Prima casellina – I tortellini dolci di Natale di Micaela Ferri del blog Le ricette di Michi

Questi tortellini sono sempre stati il regalo che la nonna faceva a tutti noi per Natale. Un vassoietto per ciascun nipote e figlio. Potrebbe sembrare un regalo “da poco”, ma se ci riflettete l’attento rituale della preparazione dei tortellini di Natale è un regalo senza prezzo, estremamente prezioso. La nonna Maria riversava all’interno di questi piccoli dolcetti tutto l’amore per la sua famiglia.

Seconda casellina – L’albero di Natale della mia mamma di Daniela Boscariolo del blog Timo e lenticchie

Mia madre era bravissima in cucina, con i primi, gli arrosti, le zuppe, i contorni, tutto il salato era perfetto.
Di dolce, ricordo che ogni tanto durante le feste preparava una specie di strudel di frolla al burro, ripieno di mele, crema e cannella che a noi ragazzine piaceva moltissimo.
La torta della mamma è stata trasformata in un dolce albero di Natale che racchiude tutto l’amore che lei ci ha donato.

Terza casellina – Pane cacao e arancia di Elisabetta Riva del blog Viva il pane

Sulla tavola della prima colazione nella mia pensione preferita in Alto Adige, una mattina di molti anni fa, ho trovato questo bellissimo pane, un pane cacao e arancia, la mia curiosità mi dice di assaggiarlo, ne taglio una fetta e lo porto alla mia tavola. Una ricetta della mia tradizione famigliare, a grande richiesta lo preparo, anzi ne preparo più di uno, perché alla vigilia è diventata tradizione regalarne ai parenti che lo metteranno in tavola il giorno di Natale.

Quarta casellina – Nocchiata artenese di Sabrina Pignataro del blog Delizie e Confidenze

Ci sono ricette che fanno parte della propria tradizione familiare, che racchiudono ricordi e sanno evocare emozioni al solo morso o anche al solo profumo. Tra queste ricette, c’è sicuramente la nocchiata per me, un dolce immancabile nel periodo natalizio nella mia famiglia.

Quinta casellina – Cioccolatini alla menta di Silvia Tavella del blog La regina del focolare

“Infatti ogni anno, a Natale, preparo i cioccolatini alla menta con il fondant. Vorrei far felici tutti e, negli anni, ho perfezionato la tecnica; ne faccio tanti, sempre di più.

Ottengo due effetti. Il primo: Vieni quest’anno a Natale? Dipende, hai fatto i cioccolatini alla menta?

Sesta casellina – Il Buccellato di Sabina Martorana del blog SabinaMartorana.com

“Per me che sono amante della cucina i ricordi più belli sono quelli vissuti con mamma e nonna alle prese con i preparativi, i loro preziosi segreti e la gioia di conservare il piacere dei piatti tipici. Ecco perché sono particolarmente contenta di presentarvi questo dolce tradizionale annoverato tra le eccellenze siciliane: il buccellato!”

Settima casellina – Il tarallo dell’Immacolata di Lucia Antenori del blog Quella lucina nella cucina

“Quando scopro nuove ricette della mia Basilicata sono felice come una bambina che riceve un dono inaspettato e con questo articolo voglio condividere con voi questa nuova ricetta: il tarallo dell’Immacolata conosciuto come U f’cc’latid. Un prodotto che appartiene alla tradizione della provincia di Matera. È interessante scoprire come nasce. Viene ancora oggi preparato il sette dicembre, la vigilia di una data particolarmente importante perché apre il periodo delle feste natalizie. In passato il 7 dicembre le famiglie più devote, a pranzo osservavano il digiuno per poi mangiare a cena solo il f’cc’latidd accompagnato da un buon bicchiere di vino.

Ottava casellina – Il tronchetto di Natale di Raffaella Mucci del blog L’angolo di Raf

Per me non è Natale senza il mio adorato Tronchetto! Quando ero piccola ero capace di mangiarmene uno intero, rappresentava un vero e proprio dono, amante della cioccolata quale sono. Ormai è diventata un’usanza: me lo compravano nella pasticceria vicino casa, a Padova; ricordo che aveva un ripieno panna e cacao. I miei genitori lo incartavano perché fosse una sorpresa e solo il 25 potevo scoprire le guarnizioni che ci avevano messo: alberelli, casette, slitte e babbi natale. A mio fratello lasciavo il panettone!”

Nona casellina – Il tacchino ripieno di Monica Vallan del blog Gourmama

“La storia del mio tacchino ripieno incomincia nel lontano 1993, anno in cui, novella sposa, ho organizzato per la prima volta il pranzo di Natale. Avendo lo “scettro del comando” ho quindi deciso di fare una modifica al nostro classico menù di famiglia  trasformando il cappone in un tacchino e abbandonando la gallina: la scelta ha avuto molto successo, forse nessuno si aspettava tanto da una “cuoca” alle prime armi, ed è così che è iniziata una nuova tradizione famigliare.”

Decima casellina – Le sfinci con lo zucchero di Daniela Pennisi del blog Storie farinose

“Le sfinci con lo zucchero o semplicemente le frittelle di zucchero, come li chiamo io, sono da sempre uno dei piatti che a natale è sempre stato, o quasi, presente sulla nostra tavola. Mia zia Anna era l’incaricata delle “frittelle di zucchero”, senza di lei niente frittelle. Ovviamente si cresce, e come spesso accade, le necessità familiari e la mancanza di alcune persone care, fanno si che quello che sono dei riti annuali alla quale si pensa che non si possa mai mancare, un po’ si disperdono. Quello che mi ha fatto piacere e l’aver ritrovato questa tradizione anche a casa di mia suocera. Anche nel suo tavolo, la vigilia di natale la prima portata, quella che “apre le danze”, sono le sfinci di zucchero.”

Undicesima casellina – Le pastorelle cilentane di Giustina D’Alessandro del blog Ricette di briciole di pane

“Le pastorelle mi riportano alla mente le mie vacanze di Natale da bambina, quando a svegliarmi era il profumo del caffè che si invadeva la casa, unito a quello delle castagne, dell’arancia e della cannella. Un mix di odori e sapori che fanno riaffiorare vecchie emozioni. Le pastorelle sono simbolo di unione nelle famiglie cilentane, tutti aiutano nella realizzazione della ricetta. Ognuno ha il suo compito: chi prepara la farcia e chi l’impasto, chi stende la sfoglia e forma i dischetti, chi farcisce e richiude le pastorelle e chi ,infine, le frigge.”

Dodicesima casellina – ‘mbriachelle di Serena Bringheli del blog Cucina Serena

A questi biscotti sono legati i miei ricordi d’infanzia perché in genere le facevamo con mia madre per i Natale in famiglia. In questa occasione si aprivano le bottiglie di vino di produzione amatoriale degli amici di mio nonno, erano il loro regalo reciproco in occasione delle feste. In tutto questo valzer di assaggi il vino, le ‘mbriachelle giocavano il loro fondamentale ovvero quello di essere pucciate nel vino. La forma del biscotto era elemento da non trascurare, mio nonno infatti le preferiva a bastoncino (come tradizionalmente erano state ideate) perché più facili da inzuppare nel bicchiere di vino rispetto a quelle tonde.”

Tredicesima casellina – Il “ponche navideño” di Maria Martinez Diaz del blog Me Gusta Mi Piace

” In Messico è molto comune preparare il ponche navideño” nel periodo natalizio, durante i nove giorni delle posadas, le feste che precedono il Natale. La ricordo bene la pentola di terracotta che bolliva sul fuoco a casa della nonna, piena di frutta di stagione che riempiva di profumi la stanza … sapeva di natale, sapeva di riunioni in famiglia.”

Quattordicesima casellina – Le pittule salentine di Gabriella Rizzo del blog Homework & Muffin

“Quando arriva il Natale provo sempre un po’ di malinconia perché mi tornano in mente le mie nonne e le immagino nelle loro piccole cucine, intente a preparare ogni specialità dolce e salata per allietare le nostre tavole imbandite a festa. Ricordo i sorrisi, gli abbracci, le risate … Momenti di felicità che hanno reso bellissima la mia infanzia.”

Quindicesima casellina – Le frolle di Santa Lucia di Barbara Boni

“Mia mamma, sebbene fosse un’ottima cuoca, non preparava mai dolci, e anche le Frolle di Santa Lucia le prendeva in pasticceria. Ma da quando sono diventata mamma io, ho sempre voluto prepararle in casa con la ricetta storica che mi ha passato un’amica e che ora racconto a voi.  Frolle che, quando i miei bambini sono diventati grandi, abbiamo iniziato a preparare tutti insieme passando il pomeriggio fra nuvole di farina e burro a ritagliare biscotti di tutte le forme per poi metterli nel piatto di Santa Lucia. Una tradizione che continua tuttora.”

Sedicesima casellina – I biscotti di Natale di Alessia Aloe del blog Diritto in cucina

“Fin da piccola, l’arrivo delle vacanze di Natale, era annunciato dalla frase “andiamo dalla nonna ad impastare i biscotti”! Si, ok, magari non era annunciato solo da questo…per esempio era annunciato anche dall’andare a recuperare in cantina i vari addobbi riposti l’anno prima per iniziare a sistemarli per casa e anche all’esterno! Ma il ricordo più dolce è proprio quello legato ai biscotti della nonna.”

Diciassettesima casellina – La spongata senza glutine di Ilaria Bertinelli del blog Uno chef per Gaia

“Quando ero bambina la preparazione delle spongate era una sorta di rito perché se ne cucinavano in grandi quantità per arricchire i cesti di prodotti gastronomici da regalare a dipendenti, collaboratori, parenti e amici. Mia figlia Gaia mi ha chiesto: “Mamma, ma che sapore ha la spongata?” Sono rimasta senza parole, non perché non sapessi descrivere il sapore di questa sorta di crostata farcita di frutta a guscio e spezie, ma perché non avevo mai pensato di prepararla in una versione gluten free e, soprattutto, a ridotto contenuto di zucchero…probabilmente troppo occupata a cercare di preparare un panettone ed un pandoro degni di questo nome!”

Diciottesima casellina – Il Panpepato di Vittoria Tassoni del blog Vittoria in cucina

“Nei giorni di festa preparare e mangiare il panpepato è come tornare indietro nel tempo e ci consente di passare virtualmente ancora un po’ di tempo con i nostri avi, con la consapevolezza di ripetere lo stesso gesto sacrale del perpetuarsi delle tradizioni.”

Diciannovesima casellina – Il Torciglione o serpentone di Miria Onesta del blog Due amiche in cucina

“Tra le ricette natalizie della mia famiglia, il torciglione o serpentone, fino a 30 anni fa non c’era, poi un giorno lo abbiamo mangiato a casa di un’amica umbra e ce ne siamo innamorati. Ho imparato a fare questo dolce grazie a Giuliana, ogni volta che lo mangiavo a casa sua, mi facevo raccontare come lo preparava. Mi sembrava una cosa difficilissima da fare, così le ho chiesto di prepararlo insieme e da lì in poi tutto è stato facilissimo. Oltre alla dimostrazione pratica della preparazione, mi ha donato anche la ricetta e da allora fa parte del mio ricettario di dolci natalizi e ogni anno lo preparo per parenti e amici.”

Ventesima Casellina – I ravioli delle feste di Alessandra Pocaterra del blog Wine about

“I momenti che ricordo con più allegria erano le giornate che precedevano il Natale: l’atmosfera gioiosa quando con mia sorella, la mamma e la nonna preparavamo i ravioli (ore e ore di intenso lavoro), che facevano la loro bella figura posizionati in bella mostra su tavole in legno che sistemavamo in veranda, migliaia di ravioli pronti a finire nelle pance del parentado.”

Ventunesima casellina – I biscotti tedeschi di Marisa Trionfante del blog Patata e Fantasia

“Fino all’età di 5 anni ho vissuto in Germania, a Colonia, e un dolce che non poteva mancare nelle case tedesche erano i Lebkuchen, biscotti tipici tedeschi. Quando sono tornata a vivere in Italia, lo devo ammettere mi mancavano durante le feste natalizie, poi negli anni si sono iniziati a vendere anche qui fortunatamente e ogni volta che li trovavamo facevamo una scorta per poterceli mangiare o farli provare ad amici che ne avevano solo sentito parlare dai nostri ricordi di Natale.”

Ventiduesima casellina – Lo Stollen di Stefano De Stefano del blog Stedeste in cucina

“Avere una madre interprete di tedesco ed amante delle tradizioni germaniche implica una serie di doveri “puntualità, pulizia, rigore”, ma anche belle emozioni culinarie sassoni. Ricordo in particolare una volta, quando di ritorno da un viaggio a Monaco di Baviera, mi portò questo dolce. Era Sant’Ambrogio e ne approfittammo immediatamente ed insieme a mia sorella, durante una merenda con un po’ di tè provammo la bontà dello Stollen.”

Ventitreesima casellina – Il tronchetto di Natale di Micaela Ferri del blog Le ricette di Michi

“Il tronchetto di Natale è sempre stato presente sulla tavola delle feste.
“Mia zia, la sorella del mio babbo, era solita acquistarlo in pasticceria e noi nipoti lo adoravamo. Era bellissimo, con tante piccole decorazioni di zucchero, le foglioline di ostia verde ad imitare l’agrifoglio e le bacche di ribes rosso. Facevamo a gara a chi si aggiudicava il funghetto rosso a pois bianchi o il Babbo Natale sorridente. L’idea di utilizzare il panettone al posto del biscuit mi è sembrata una “genialata”, così mi sono appuntata la ricetta vista alla Prova del cuoco ripromettendomi di farla per tutti i miei cari. In particolare è piaciuto tanto alla mia mamma, che mi ha fatto tanti complimenti. Sono felice di questa cosa, è un bel ricordo che porto nel cuore, perché dopo pochi mesi la mia mamma se ne è andata, ma le sue parole risuonano ancora nella mia mente…
“Michi è proprio buono questo tronchetto”, prendendo la seconda fettina.”

Ventiquattresima casellina – I cappelletti in brodo di Ilaria Bertinelli del blog Uno chef per Gaia

“Se c’è una ricetta simbolo del nostro Natale, questa è sicuramente la ricetta dei Cappelletti in brodo perché non accompagna solo il giorno di Natale, ma anche il periodo precedente fervente di preparativi ed attesa. La preparazione dei Cappelletti è una questione di famiglia: sì, perché è proprio tutta la famiglia a venire coinvolta in occasione delle feste e ad ognuno viene assegnato un compito in base alle proprie abilità culinarie, un contributo indispensabile per questo rito quasi sacro.”

Venticinquesima casellina – L’insalata russa di Michela Masotto del blog Chef in Black

“L’insalata russa è uno degli antipasti più conosciuti, è un classico piatto delle feste: maionese delicata e cremosa che avvolge dadini di verdura cotta e prosciutto. Questa è la mia versione di casa. Da sempre l’insalata russa “della mamma” accompagna ogni Natale, non sarebbe un vero Natale se non venisse servita in tavola, a noi piace servirla in un una grande terrina e decorarla con uova sode e prezzemolo.”

Ventiseiesima casellina – Il tronchetto di Natale di Ilaria Dal Bianco del blog Cucinotto Veg

Sono particolarmente legata a questo dolce, perché mi riporta a un momento veramente speciale. Vigilia di Natale di 5 anni fa. Si sposa la mia migliore amica, che considero praticamente una sorella. La giornata scorre bellissima e piena di gioia. Ad un certo punto, non mi ricordo come mai, mi ritrovo davanti al tavolo dei dolci a fissare un meraviglioso tronchetto di Natale. Era veramente bellissimo. Un attimo dopo vicino a me arriva la mia Sister. Sento che mi osserva e vedo che anche lei sta guardando quello splendido dolce. Ci siamo prese per mano e siamo rimaste io e lei da sole, con un centinaio di invitati che festeggiavano alle spalle. E’ stato un momento veramente unico. Il tronchetto è diventato il simbolo del nostro Natale e della nostra Amicizia.”

Buone Feste dai soci Aifb

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