Il microbirrificio La Mia Birra di Valsassina

Pubblicazione: 02/07/2015

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Incontrare Bruno Moneta, il mastro birraio, è come essere catapultati in un mondo di alchimie a base di malti, luppolo e lievito. La sua passione per la birra e l’esplorazione di questo mondo l’hanno condotto a trasformare un passatempo in un’attività da vero professionista.

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Ha iniziato quasi per gioco, ma come per tutte le passioni, la preparazione della birra e i vari esperimenti hanno avuto il sopravvento.
Dalle scorribande giovanili, dove partecipava con il suo gruppo rock ai festival europei, la birra è passata dall’essere un piacevole connubio con la musica ad una genuina ossessione: come mai la birra d’oltralpe non “andava alla testa”, evitando quei fastidiosi postumi di pesantezza, successivi alle grandi bevute serali?, continuava a chiedersi Bruno: da qui ai primi esperimenti rudimentali e casalinghi il passo è stato breve, tanto che, messa da parte la chitarra, sono stati gli studi sempre più approfonditi sulla birra ad occupare il suo tempo libero, con una passione che aveva anche i contorni della sfida, vista la scarsità della letteratura sul tema, all’epoca, oltre che la difficoltà a reperire le materie prime. In un caso, Bruno giunse anche a coltivare l’orzo nel giardino di casa, per produrre il malto: ma dopo averlo raccolto, essiccato e sgranato personalmente, dovette riconoscere con un po’ di delusione che il prodotto finale non era all’altezza né della fatica profusa, né delle sue aspettative. Lungi dal gettare la spugna, continuò negli esperimenti, rivolgendosi anche ad altri prodotti: fu quando iniziò a raccogliere il luppolo selvatico che cominciarono le prime soddisfazioni, in questo modo così affascinante e romantico che fa di Bruno l’esempio di produttore legato al suo territorio e innamorato di quello che produce.

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Le prime vendite furono destinate alla cerchia degli amici, poi estesa a quella dei conoscenti e il ricavato veniva immediatamente impiegato per l’acquisto delle materie prime, per i corsi di specializzazione e, successivamente, per dotare il laboratorio di macchinari più complessi: poco alla volta, la sua passione prendeva la forma di una vera e propria attività che oggi è dotata di un laboratorio attrezzato con macchine alla cui manutenzione Bruno provvede personalmente, e che gli consentono di produrre 5 tipi diversi di birra, a seconda delle differenti temperature a cui vengono sottoposte le materie prime, a cui si affiancano “le speciali”, preparate saltuariamente.
Per ciascun prodotto viene seguita una ricetta collaudata e codificata: tuttavia, Bruno sorveglia ogni produzione come se fosse la prima volta, annotando con scrupolo tutti i passaggi, per poterli confrontare e, nel caso, migliorare, fornendo una birra ogni volta unica e irripetibile.

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In una giornata, nel birrificio vengono prodotti circa 450 litri di birra. Si inizia al mulino con la macinatura del malto in chicchi, unito ad  altri tipi di malto, a seconda della ricetta.

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Successivamente la produzione, che avviene nelle successive 8 – 13 ore, è un continuo passaggio dalla caldaia alla centrifuga e nuovamente alla caldaia, dove la birra riposa ed infine fermenta per almeno una settimana. Per ottenere il prodotto finale sono necessarie, in totale, circa due settimane di lavorazione.
Attualmente la produzione è di circa 15.000 litri all’anno, tutti certificati per la vendita al pubblico. Il sapore della birra è pieno e armonico. La chiara, quella più richiesta, è limpida e molto fresca, abbinabile a qualsiasi portata. La predominanza è data dall’aroma del malto, con un leggero retrogusto di luppolo. Ha una schiuma cremosa e un colore dorato e come dice Bruno non vi resta che assaporarla.
Microbirrificio La Mia Birra

di Marzia Riva

Un commento

  1. Felice di conoscere Bruno Moneta, il suo birrificio e la sua storia.
    Bel racconto 🙂
    Ciao
    Tiziana

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