Venerdì gnocolar!

Pubblicazione: 4 Marzo 2014

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Nella vita di un veronese c’è una sola certezza: quando arriva il “Venerdì gnocolar” in centro città c’è la sfilata dei carri allegorici e a casa, nelle osterie o in qualsiasi ristorante il piatto del giorno sono gli gnocchi al pomodoro.
Non si scappa!
Di Venerdì gnocolar (che cade sempre l’ultimo venerdì prima della Quaresima), si rende onore e gloria al Papà del Gnoco (con una sola “C” per carità!), la maschera più famosa di Verona (e si dice che sia anche la più antica d’Europa!) nonché la sola e unica autorità che un veronese doc riconosce.

Il Papà del Gnoco è una maschera dedicata a Tommaso da Vico. Fra il 1520 e il 1531 a causa di un’inondazione del fiume Adige nonché delle scorribande dei Lanzichenecchi, Verona soffrì una terribile carestia e venne messa in ginocchio dalle pestilenze.

I fornai avevano accresciuto il loro calmiere per la produzione del pane, vista la scarsa reperibilità di materie prime per farlo, e in seguito, essendoci scarsità di denaro per l’acquisto del pane da parte della popolazione, decisero di bloccarne la vendita, non distribuendo nemmeno quello già pronto.
Il 18 giugno 1531 la popolazione, affamata e disperata per il continuo aumento del prezzo del pane si mise in rivolta e assaltò i forni del quartiere di  S.Zeno per far provviste.
La voce della rivolta arrivò a Venezia, dove si decise di nominare un comitato di persone benestanti al quale venne affidato il compito di provvedere all’acquisto e alla distribuzione di generi alimentari alla popolazione.
Di questa commissione fa parte anche Tommaso da Vico che al tempo era il medico del quartiere di San Zeno.
Egli decise di distribuire alle persone più bisognose pane, vino, burro, farina e formaggio l’ultimo venerdì prima della Quaresima.
Da qui si passa alla leggenda che narra che il signor da Vico, nel suo testamento, avrebbe disposto un lascito a favore del Comune affinché, da lì in avanti, ogni Venerdì prima della Quaresima venissero distribuite ai Sanzenati (gli abitanti del quartiere di San Zeno) grandi quantità di gnocchi e vino.
Ai giorni nostri si mantiene la tradizione (e molto volentieri pure!) eleggendo ogni anno il Papà del Gnoco che, armato del suo scettro che consiste in una forchettona con infilzato uno gnocco, padroneggia il carnevale di Verona. Questa maschera si muove a cavallo di una mula circondata dai suoi servitori, e regala caramelle a tutti i bambini!
Curiosità:
– gli gnocchi che vengono preparati in Piazza San Zeno sono rigorosamente al pomodoro, ma in altre parti della città c’è la buonissima variante allo stracotto d’asino;
– a Verona diamo del “sanzenàto” alle persone agitate e nervose, rifacendoci alla insurrezione cinquecentesca che portò il popolo affamato all’assalto ai forni;
– il vestito del Papà del Gnoco è molto complesso e può arrivare a costare anche 5000€, barba compresa 🙂

 

 
GNOCCHI
Ingredienti:
per gli gnocchi
  • 1kg di patate a pasta gialla, meglio se sono un po’ vecchie
  • 300g di farina (non è detto che serva tutta)
  • 1 uovo
  • Sale
Per il sugo
  • una bottiglia di passata da 700ml
  • olio extravergine d’oliva
  • un pezzetto di burro
  • basilico fresco
  • sale e pepe
Bollite le patate intere con la buccia.
Una volta cotte fatele raffreddare, pelatele e schiacciatele con uno schiacciapatate.
È importante che le patate siano a temperatura ambiente: se fossero ancora calde tenderebbero ad assorbire molta farina e finireste per ottenere gnocchi duri e di sapore farinoso.
Mettete le patate schiacciate sulla spianatoia, fate una fontana al centro, rompetevi l’uovo e mettete anche un po’ di farina.
Impastate mettendo la rimanente farina un po’ alla volta.
Fermatevi quando l’impasto è morbido, maneggiabile ma allo stesso tempo non appiccicoso: potrebbero servirvi tutti i 300 g di farina o anche meno, dipende dalla qualità delle patate.
Un altro passo fondamentale per ottenere dei buoni gnocchi è impastare poco: più si impasta più si crea la maglia glutinica che rischia di rovinare la consistenza del prodotto finale.
di Federica Bertuzzi

9 commenti

  1. Io che conosco Verona come le mie tasche e che l’ho frequentata in tutte le stagioni, non sapevo di questa tradizione che trovo divertente e meravigliosamente ben raccontata. La prossima volta, cercherò di capitarci in questo periodo perché il papa del gnoco mi ispira (soprattutto mi piacerebbe incontrare il su’ figliolo!). Un abbraccio carissima. Pat

    1. Vale la pena di individuare di anno in anno quando “cade” il giorno del venerdì gnocolar perché in città c’è proprio una bella atmosfera!! 🙂
      Ciao Pat!! 🙂

  2. E’ una bellisima storia che sa di San Francesco, no? Vedo che il figliolo del signore in questione è già stato indicato da Patty ma a me non dispiacerebbe entrare in possesso del forchettone che si vede in foto ! Un saluto, Marina.

    1. Una bella storia di solidarietà, hai ragione!
      Il forchettone è sempre molto ambito: chiunque vorrebbe dare un morso a quel super gnocco!! 😀
      Ciao Marina!!

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