Rolli Experience: ospiti dei Palazzi dei Rolli a Genova

visita immersiva ai rolli di genova

Da oggi è possibile vivere a Genova un’esperienza immersiva, ed essere ospiti nei Palazzi dei Rolli come i nobili del Cinquecento, godendo non solo dello splendore dei quadri e degli affreschi, ma di momenti di musica, di poesia e di buon cibo. Un’esperienza che coinvolge i diversi aspetti della cultura e che corrisponde a quella che doveva essere l’ospitalità nei palazzi nobili di Genova ai tempi della Superba. Ancora oggi risveglia tutti i sensi al gran completo, ed è per questo che viene riproposta.

Parliamo di un fine settimana in cui si potrà dormire in eleganti residenze d’epoca ormai adibite ad hotel e partecipare a una visita guidata con divulgatori scientifici esperti nei più bei palazzi di Genova. Niente di nuovo dunque, se non fosse che, nel frattempo, potremo ascoltare una sonata di Paganini, prendere il tè del pomeriggio ascoltando le poesie di Caproni e cenare come i reali di una volta a Palazzo Imperiale.

Immersi nell’arte a Genova dal Cinquecento ad oggi

A Genova si può godere dei Palazzi dei Rolli in diversi modi. Una visita ai Musei di Strada Nuova, che sono aperti tutto l’anno, permette di visitare alcuni palazzi nobili di via Garibaldi con un unico biglietto e di approfittare delle mostre temporanee che spesso hanno luogo all’interno.

Due volte l’anno però, a maggio e a ottobre, la città apre i suoi palazzi più belli, le chiese e le ville grazie ai Rolli Days, due giorni in cui è possibile visitare gratuitamente siti sempre diversi e, a volte, inediti. Le visite a numero chiuso sono accompagnate da divulgatori scientifici e vanno quindi prenotate. I Rolli Days sono un vanto per noi, fiore all’occhiello della nostra città. Permettono a tutti, e anche a noi genovesi, di entrare in appartamenti privati, ville storiche, chiese e sacrestie barocche che diversamente non avremmo mai visto. Il patrimonio artistico genovese, in particolare quello barocco, è molto vasto, ed è diffuso non solo nel centro storico, ma anche nei quartieri circostanti e nelle delegazioni dove, un tempo, si trovavano le residenze estive delle famiglie nobili. Sulla Superba, la sua storia, i palazzi di Rubens e i Rolli days, ho scritto diffusamente nel mio articolo: Rolli Days ottobre 2022: i palazzi di Genova celebrati da Rubens.

La Rolli Experience però è una bella novità, perché ci traghetta dal Cinquecento ad oggi, trasformando le residenze d’epoca in luoghi in cui l’ospitalità, la musica e la poesia sono ancora possibili e facendone una magnifica esperienza contemporanea.

veduta su genova da spianata castelletto

Veduta su Genova da spianata di Castelletto

 

Vivere i palazzi, la musica, la poesia e il buon cibo

È il Comune di Genova che ha introdotto questa nuova iniziativa, in cui i Palazzi dei Rolli (patrimonio UNESCO) si aprono per dare vita ad un percorso esperienziale attraverso l’accesso esclusivo alle dimore nobiliari e ai palazzi di rappresentanza che, nella seconda metà del Cinquecento, videro la nascita del nostro peculiare sistema di ospitalità.

Tutto avviene in un fine settimana, dal pomeriggio del sabato alla cena della domenica. Io ho avuto la fortuna di partecipare, e ve ne do un assaggio.

Aperitivi a Palazzo

Si parte il sabato ore 18:30 da Palazzo Tobia Pallavicino, via Garibaldi 4, oggi sede della Camera di Commercio. Dopo la narrazione introduttiva a cura di un divulgatore scientifico, ci è stato offerto un aperitivo di benvenuto a cura dei ristoratori Genova Gourmet e di alcune botteghe storiche genovesi. Un primo appuntamento straordinario dal punto di vista artistico e estremamente accogliente grazie, appunto, al bell’aperitivo.

A seguire tempo libero per passeggiare per Genova col naso all’insù.

Domenica mattina tra musica, alcove e giardini

La domenica mattina appuntamento a Palazzo Rosso, in Via Garibaldi 12. Un palazzo nobile che conserva la sua struttura abitativa, ma anche una galleria museale ricca di arredi, affreschi e quadri fiamminghi. La visita comprende il primo piano nobile ed il mezzanino, di recente apertura: un piccolo capolavoro tardo-barocco di gusto squisitamente francese, da non perdere.

Ci siamo poi spostati di fronte, a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova dal 1848: un palazzo nobile altisonante fatto costruire da Nicolò Grimaldi, all’epoca banchiere della corte di Spagna. Oggi Palazzo Tursi è in parte museo e conserva, tra le altre cose, alcune stanze dedicate a Niccolò Paganini e ai suoi violini. Lì, al cospetto appunto del famoso violino detto il Cannone, abbiamo potuto ascoltare diverse sonate di Paganini e di Rossini eseguite da un esperto violinista del Teatro Carlo Felice.

Poi di corsa a Palazzo Lomellini (1560), poco distante in via Garibaldi, per visitare il ninfeo e il giardino nascosto di straordinaria bellezza che, costruito in salita, si arrampica verso il cielo. La famiglia Lomellini, potente e ricchissima, commerciava in corallo e per questo motivo viaggiava lontano. In giardino infatti – oltre al ninfeo, alle fontane e alle grotte barocche – troviamo addirittura la torre di un minareto.

Infine, per guardare dall’alto via Garibaldi, il mare e la città, abbiamo preso l’ascensore storico di Castelletto, il più bello di Genova anche grazie alla sua stazione liberty. Dalla terrazza, che noi genovesi chiamiamo Spianata per motivi storici, si gode di un panorama incantevole.

Il tè del pomeriggio tra musica barocca e poesia

Imperdibile l’appuntamento del pomeriggio, alle 16 a Palazzo Sinibaldo Fieschi, in Via San Lorenzo 17. Il palazzo è del 1610, ed ha un meraviglioso affaccio sulla cattedrale di Genova; fu costruito da un allievo del Palladio. Il palazzo è ancora oggi privato.:Diego Clavarino ci ha accolti nella sua casa al piano nobile come ospiti graditi. Questa è l’esperienza più intima e stupefacente del bel giro tra i palazzi della mia città. I saloni con soffitti decorati da Domenico Piola e da Sebastiano Galeotti mi hanno lasciato a bocca aperta, come pure gli arredi del Seicento e la cattedrale vista dalle finestre al tramonto, attraverso i vetri originali dell’epoca. Mentre insieme bevevamo un tè accompagnato da dolci liguri come i canestrelli, abbiamo potuto ascoltare un breve intermezzo di musica barocca: la melodia del flauto dolce,

A chiudere, prima di salutarci, una struggente lettura delle poesie di Caproni e di un breve scritto di Italo Calvino su Genova.

Cena di gala a Palazzo Imperiale

Appuntamento della sera alle 19.30 a Palazzo Gio Vincenzo Imperiale, Piazza Campetto 8.

Questo è uno dei più prestigiosi edifici della città e tuttora appartiene alla famiglia Imperiale di Sant’Angelo dei Lombardi. Se i Palazzi dei Rolli avessero avuto le stelle come gli hotel di oggi (e in parte le avevano), il Palazzo Imperiale sarebbe stato un extra lusso, grazie alla sua maestosa bellezza e al fatto che, dalla Via di Scurreria, si poteva accedere al palazzo in carrozza. Ospitò quindi imperatori e papi e conserva intatto il suo splendore. Fu edificato intorno al 1560 per volere di Vincenzo Imperiale, su progetto di Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco, che si occupò, oltre che della struttura architettonica, anche dei molti affreschi che ornano le stanze del palazzo insieme a quelli di Luca Cambiaso. All’ingresso ci ha accolti Raoul Bollani, da molti anni direttore di Palazzo imperiale, raccontando brevemente la storia del palazzo e della famiglia e trasportando tutti in un tempo passato. Anche Bollani, come Vincenzo Imperiale, è un imprenditore intraprendente e visionario, e la nostra esperienza a palazzo è stata accompagnata fino in fondo dal suo avvincente racconto storico.

Appena entrati nei saloni delle feste, abbiamo goduto di un aperitivo con vino rinascimentale e musica al clavicembalo. L’atmosfera era magica, la luce soffusa, il buffet ed il servizio perfettamente ambientati nel Cinquecento.

A seguire cena di gala a tema rinascimentale. Che dire: un’esperienza unica!

Genova: emozione tra luci e ombra

L’idea di questa nuova proposta turistica, che si chiama appunto Rolli Experience, nasce dal desiderio della Direzione Turismo del Comune di Genova, un ufficio tutto al femminile, di promuovere il turismo a Genova.

Non turisti qualsiasi però, ma persone che cerchino una buona offerta culturale in modo da poter godere fino in fondo di questa singolare proposta. La scelta del nome Rolli Experience potrebbe sembrare un po’ modaiola, e in effetti queste benedette experience vengono proposte in tutte le salse. Ma questa volta si tratta proprio di questo: un’esperienza immersiva, e non si potrebbe chiamare diversamente.

Fiorella Rottino, responsabile dell’Ufficio Sviluppo e Offerta turistica, ha partecipato con noi alla puntata zero di quest’anno, per sperimentare di persona il pacchetto turistico che diversi tour operators stanno già proponendo. Fiorella non si è stancata di ripetere che Genova va valorizzata e rispettata nella sua unicità. Quella di una città di porto, ricca di storia e di cultura, una città che ancora è Superba, come fu nei secoli passati ma che, nell’intreccio del suo centro storico unico al mondo, conserva luci ed ombre. Un posto insomma in cui il tessuto sociale è variegato, l’immigrazione è tanta e splendore e miseria convivono ancora, come se rinascimento e medioevo non fossero mai scomparsi del tutto. Genova è così, sfacciatamente autentica, anche quando il profumo del mare e l’azzurro del cielo scompaiono improvvisamente inghiottiti dai nostri caruggi stretti.

Venite a Genova!

Vi lascio i link ai portali ufficiali per organizzare e prenotare la visita ai Rolli experience che ci sarà anche a Capodanno.

 

“Litania” di Giorgio Caproni. Il passaggio d’Enea ( 1956)

Genova città intera.
Geranio. Polveriera

Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.

Genova verticale,
vertigine, aria, scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita.

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova di solitudine,
straducole, ebrietudine.

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d’aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Carruggi.
Genova e così sia,
mare in un’osteria.

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d’uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova di banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d’Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale. Sbarbaro.
Genova di casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.

Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Genova di tramontana.
Di tanfo. Di sottana.
Genova d’acquamarina,
aerea, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Triglia.
Genova d’aglio e di rose,
di Prè, di Fontane Marose.

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell’Acquasola,
dolcissima, usignola.

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d’aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.

Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch’è tutto dire,
sospiro da non finire.

Genova quarta corda.
Sirena che non si scorda.
Genova d’ascensore,
patema, stretta al cuore.

Genova mio pettorale.
Mio falsetto. Crinale.
Genova illuminata,
notturna, umida, alzata.

Genova di mio fratello.
Cattedrale. Bordello.
Genova di violino,
di topo, di casino.

Genova di mia sorella.
Sospiro. Maris Stella.
Genova portuale,
cinese, gutturale.

Genova di Sottoripa.
Emporio. Sesso. Stipa.
Genova di Porta Soprana,
d’angelo e di puttana.

Genova di coltello.
Di pesce. Di mantello.
Genova di lampione
a gas, costernazione.

Genova di Raibetta.
Di gatta mora. Infetta.
Genova della strega,
strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d’urti da non scordare.

Genova di “Paolo & Lele”.
Di scogli. Fuoribordo. Vele.
Genova di Villa Quartara,
dove l’amore si impara.

Genova di caserma.
Di latteria. Di sperma.

Genova mia di Sturla,
che ancora nel sangue mi urla.

Genova d’argento e stagno.
Di zanzara. Di scagno.
Genova di magro fieno,
canile, Marassi, Staglieno.

Genova di grigie mura.
Distretto. La paura.
Genova dell’entroterra,
sassi rossi, la guerra.

Genova di cose trite.
La morte. La nefrite.

Genova bianca e a vela,
speranza, tenda, tela.

Genova che si riscatta.
Tettoia. Azzurro. Latta.

Genova sempre umana,
presente, partigiana.

Genova della mia Riina.
Valtrebbia. Aria fina.

Genova paese di foglie
fresche, dove ho preso moglie.

Genova sempre nuova.
Vita che si ritrova.

Genova lunga e lontana,
patria della mia Silvana.

Genova palpitante.
Mio cuore. Mio brillante.

Genova mio domicilio,
dove m’è nato Attilio.

Genova dell’Acquaverde.
Mio padre che vi si perde.

Genova di singhiozzi,
mia madre, via Bernardo Strozzi.

Genova di lamenti.
Enea. Bombardamenti.

Genova disperata,
invano da me implorata.

Genova della Spezia.
Infanzia che si screzia.
Genova di Livorno,
partenza senza ritorno.

Genova di tutta la vita.
Mia litania infinita. Genova di stoccafisso
e di garofano, fisso
bersaglio dove inclina
la rondine: la rima.

 

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