Poffabro: un presepe tra i presepi

Poffabro, presepi.
Poffabro, presepi. credit Ilaria Dal Bianco

Poffabro è uno dei borghi più belli d’Italia. Si trova in Friuli e più precisamente nel comune di Frisanco in provincia di Pordenone.

“Poffabro è un museo a cielo aperto nel cuore della Val Colvera” visitabile tutti i giorni dell’anno.

Si potrebbe a buon diritto definire come un’esposizione permanente di magia e storia.

Passeggiando per questo borgo medievale si sentono ancora gli echi di terribili storie lontane. Voci che raccontano di streghe, cerchi magici e Santa Inquisizione. Nei boschi e addirittura nei sassi, si possono scorgere piccoli movimenti. Gnomi? Folletti? Difficile saperlo con certezza, ma qualcosa si percepisce.

A questi incantesimi si aggiungono varie manifestazioni lungo tutto l’arco dell’anno. Quella che ho avuto la fortuna di poter andare a vedere è “Poffabro presepe tra i presepi”, che accoglie in paese migliaia di visitatori per tutta la sua durata fino al 14 gennaio.

Poffabro: presepe tra i presepi

Domenica 3 dicembre 2023 si è inaugurata la 26^ edizione di “Poffabro Presepe tra i presepi”. Questa manifestazione è qualcosa di unico e magico. Il borgo accoglie i visitatori con la splendida piazza principale, dove possiamo trovare mostre e delle casette dove bere un buon Vin Brulè o acquistare prodotti artigianali e confetture. 

Poffabro vallata

La vallata credit Ilaria Dal Bianco

 

Il primo presepe, il più grande, si trova proprio nel piazzale antistante la chiesa, che si apre alla vallata sottostante e alle casette abbarbicate del borgo stesso, mostrandosi in tutto il suo splendore.

Si può camminare tra le stradine ciottolose e perdersi tra le antiche case appoggiate l’una all’altra. Appagare la curiosità di entrare nei giardini e accostarsi alle abitazioni. Scoprire portici e vecchi fienili. Il tutto con una gioia fanciullesca. In tutte le finestre si possono osservare presepi grandi e piccoli. Ogni scorcio è una meraviglia. Angoli più o meno nascosti possono regalare delle vere e proprie opere d’arte che raffigurano la natività.

Poffabro, cortili

credit Ilaria Dal Bianco

 

Un’esposizione realizzata sia da artisti che da semplici appassionati; creata con i più svariati materiali, assemblati con fantasiosa maestria. Ci sono presepi dentro anfratti semi nascosti, sopra a delle vecchie stufe, all’interno di antichi imbuti. Il tutto prende vita in una suggestiva ambientazione, dove decorazioni realizzate con rami di abete, pigne e luci, vengono accompagnate da musiche natalizie.

L’atmosfera diventa ancora più magica al calare della sera, quando tutto il borgo si illumina, mettendo in evidenza l’innegabile bellezza del luogo. Mille calde luci fanno da cornice a questo evento magico. E, come si augurava la persona conosciuta nel mio viaggio, si aspetta con impazienza anche una spolverata di neve, per dare ancora più gusto all’esperienza già di per sé suggestiva.

L’evento andrà avanti fino a metà gennaio e saranno visitabili varie mostre.

Storia di Poffabro

Poffabro è un antico borgo nella Val Colvera tra le Dolomiti friulane e la pianura. In questo luogo sono state trovate tracce di antichi insediamenti preistorici rinvenuti in alcune grotte. Vi passa anche un’antica strada romana, che fu di grande importanza all’epoca.

È nel tardo Medioevo che inizia la costruzione del vero e proprio borgo, con le abitazioni appoggiate le une sulle altre, in lunghe schiere o a formare delle corti chiuse. Possiamo ammirarle tuttora passeggiando per le strette stradine in ciottolato.

Durante la mia visita al borgo ho avuto l’opportunità di parlare con un abitante del luogo, che con calore e passione mi ha raccontato storie e personaggi del paese.

Corte di Poffabro

Poffabro e le sue case credit Ilaria Dal Bianco

 

Ora Poffabro ha circa 180 abitanti, ma un tempo, negli anni 60, era un centro vitale che richiamava molte persone, soprattutto giovani. Negli anni sessanta c’erano due bar, uno dei quali aveva un juke box e dietro il bancone c’era una ragazza bellissima, con una lunga treccia di capelli castani, che agitava i cuori di tantissimi giovani spasimanti. Inoltre, d’estate arrivavano le “francesi” o le “straniere”, figlie e nipoti degli emigrati del paese andati a lavorare in Francia. Queste parlavano friulano con l’accento francese, mandando in visibilio tanti ragazzini del luogo e raccogliendo compagnie anche di altri paesi limitrofi. Sentir parlare con tanta passione dei tempi andati, mi ha fatto vedere con occhi nuovi la piazza che al momento era deserta e silenziosa.

Continuando con gli aneddoti. A Poffabro non esisteva una ricevitoria e quindi tutti quelli che volevano mettere la schedina, andavano dal fratello della ragazza del bar e gli consegnavano i loro pronostici con i relativi soldi. Il sabato pomeriggio, lui andava giù a Maniago e metteva le schedine per tutti. A quei tempi, non c’era ancora 90° minuto e si doveva attendere il giornale del lunedì per avere tutti i risultati.

Presepi alla finestra

credit Ilaria Dal Bianco

 

Uno dei giocatori, però, mettendo insieme le poche informazioni che riuscì a racimolare, si convinse di aver fatto un bel 12 e offrì da bere a tutti gli amici, i familiari e gli avventori del bar. Solo il giorno successivo, scoprì che una delle partite era stata annullata e quindi totalizzò un 11 vincendo la somma di 9.000 lire, avendone però spesi quasi 10.000 per festeggiare.

Il paese cominciò a svuotarsi con l’avvento della zona industriale a Maniago. Molti si fecero ingolosire dal lavoro di fabbrica, ma per essere al lavoro alle 7.00 dovevano partire alle 4.30 di mattina; quindi, in poco tempo, molti degli abitanti si trasferirono. Lasciando numerose case vuote.

Poffabro comunque esiste in tutto il suo splendore e lo dimostra con le varie manifestazioni, lungo tutto il corso dell’anno, con gli eventi artistici e con il suo artigianato.

Tipici del luogo sono gli scarpeti, pantofole di velluto lavorate e decorate a mano da esperti artigiani; inoltre, vengono prodotti anche bellissimi oggetti in legno e varie opere di assoluto valore artistico.

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