L’AIFB è nata un anno fa dalla condivisione di una serie di principi sentiti come fondanti e identitari, e dalla condivisione di un sogno che poi è diventato realtà. Ieri, c’era la speranza che tutti insieme avremmo veramente potuto parlare in maniera diversa di cibo: diversa rispetto a tutto quello che si sta dicendo dentro e fuori la rete. Oggi, a distanza di un anno, c’è la certezza di poter condividere davvero questa visione con i soci, che hanno maturato nel corso di quest’anno la stessa nostra prospettiva: parlare di cibo in termini di cultura, di ingegno, di fatica dell’uomo, crogiuolo di saperi e di sapori.

L’Assemblea è stata anzitutto un confronto e uno scambio, perché ormai siamo tutti in gioco. Abbiamo affrontato il tema della promozione della figura del food blogger attraverso la formazione, resa necessaria da una presenza in rete che copre quasi un decennio e che oggi necessita di essere sostanziata da contenuti certi. Il concetto di cultura alimentare è il grande assente nel calendario degli eventi più comuni: il food blogger deve essere non cronista di cronaca mondana, ma raccontare la storia del cibo, del territorio e dei suoi piccoli e grandi attori: ecco il vero motivo fondante della nostra necessità di crescita.
Dalla crescita individuale del food blogger consegue quella dell’Associazione, nell’apertura ad un futuro che deve tener conto di formazione e preparazione per migliorare in consapevolezza, attraverso lo studio dei temi di cucina, fotografia, comunicazione e uso dei social media.
Ma chi siamo dunque noi food blogger?
Non siamo cuochi, ma cuciniamo; non siamo scrittori, ma pubblichiamo anche dei libri; non siamo fotografi, ma fotografiamo; non siamo giornalisti, ma scriviamo; non siamo critici gastronomici, ma abbiamo competenze e passione sufficienti per poter valutare quello che abbiamo nel piatto. In assenza di un riconoscimento che ancora non c’è, è dunque necessario coltivare una crescita fatta di contenuti e di impegno.
La parola chiave è dunque “competenza“: cucinare, fotografare, scrivere in italiano corretto, conoscere le materie prime, conoscere il territorio sono i focus su cui concentrare la nostra formazione, confrontandoci e relazionandoci sempre con un atteggiamento aperto e umile, e con la pacatezza e l’intelligenza di chi vuole che siano i fatti a parlare.

Il ringraziamento va dunque a tutti i soci che hanno creduto e continuano a credere in questo progetto ancora tutto da sviluppare ma già ben disegnato; all’Associazione Nazionale Città dell’Olio e al Presidente Enrico Lupi che ci hanno ospitati e che, tramite il protocollo d’intensa condiviso, ci hanno dato fiducia sin dall’inizio; al Consorzio Agrario di Siena con tutto il suo staff e alla Confcommercio di Siena nella persona di Luisella Bartali; alla consigliera Patrizia Malomo che si è prodigata per organizzare al meglio ogni dettaglio logistico del raduno; allo chef Filippo Saporito per la sua disponibilità e professionalità durante la serata di Doppio Fuoco; alla scrittrice Stefania Barzini, esempio di cultura, competenza e passione; a Claudio Gagliardini ed i suoi preziosissimi suggerimenti tecnici; alla consigliera Roberta Restelli, architetto, che ha condiviso i suoi studi sull’estetica dell’impiattamento; alla presidente Anna Maria Pellegrino che con la sua saggezza, il suo stile e il suo impegno è una colonna portante di questa associazione. Infine un grazie di cuore a Carlo Cambi, lo “zio putativo” di AIFB, come lui stesso si è definito: se oggi siamo qui è anche grazie alla sua visione rivoluzionaria, creativa e culturalmente profonda dell’amare e comunicare il cibo.
Il Direttivo AIFB
(per le foto dei collage di questo post si ringraziano: Corrado Tumminelli, Stefania Mulè, Ornella Buzzone, Greta De Meo, Fabio d’Amore, Sara Bardelli)