Visitare Forlì e Cesena

visitare Forli e Cesena

Per visitare Forlì e Cesena ci dobbiamo prendere un pochino di tempo, perché è una zona ricca di storia.

Ci troviamo nella parte centrale della Romagna e la provincia si estende dall’appennino delle foreste casentinesi fino allo sbocco verso il mare con la zona di Cesenatico. Rispetto alle vicine province di Ravenna e Rimini, Forlì non possiede una grande riviera. E’ stata, fin dall’inizio del Regno d’Italia, capoluogo di provincia; dopo il distacco dal comprensorio di Rimini, divenuto provincia autonoma nel 1992, il territorio rimanente ha preso la nuova denominazione di provincia di Forlì-Cesena.
La città, fondata secondo la tradizione nel 188 a.C., nel 2012 ha festeggiato i suoi 22 secoli di vita, anche se alcuni storici retrodatano la sua fondazione al 208 a.C.
Una storia lunga secoli che ha portato la città e il suo patrimonio artistico e culturale fino ai giorni nostri.

Cesena, invece, è stata fondata intorno al V secolo a.C. dagli Umbri, fiorì in epoca romana come centro sulla via Emilia, e di quell’epoca oggi conserva quasi intatta una vasta centuriazione nella pianura circostante. E’ il centro di attività agricole, commerciali e industriali prevalentemente nei campi ortofrutticolo, alimentare e meccanico, dal 1989 è sede distaccata dell’Università di Bologna.

Forlì piazza Saffi-Rocca Malatestiana Cesena

Forlì piazza Saffi credit Mikibronx  e la Rocca Malatestiana di Cesena credit Wikipedia

La storia di Forlì e Cesena

La città di Forlì è stata fondata dai Romani nel II secolo a. C., con il nome di Forum Livii, all’incrocio della via consolare con la strada che portava in Toscana.
Forlì conserva tracce significative sia dell’epoca romanica sia di quella rinascimentale, che ha visto Caterina Sforza signora incontrastata della città. Notevole è anche la presenza di un ricco patrimonio del periodo razionalista degli anni venti e trenta. A Forlì non si può perdere la visita al complesso museale di San Domenico, una struttura del XII secolo completamente ristrutturata in cui vengono ogni anno proposte mostre molto interessanti.

Cesena invece è una delle più importanti mete d’arte della Romagna: le sue origini si perdono nel VI-V secolo a.C., periodo a cui risalgono i primi insediamenti di Umbri ed Etruschi nella zona. Città romana e poi libero Comune nell’Alto Medioevo, alla fine del XIV secolo la città divenne signoria con i Malatesta e raggiunse il suo splendore con l’istituzione della Biblioteca Malatestiana.
Dopo il breve ducato di Cesare Borgia, di cui la città fu capitale, Cesena torna sotto il dominio diretto dello Stato Pontificio e vede ben due papi di origini cesenati.
Assolutamente da non perdere la Biblioteca Malatestiana, la prima Biblioteca Civica d’Italia, fondata nel 1452 per volontà del Signore di Cesena Malatesta Novello, riconosciuta nel 2005 “Memoria del Mondo” dall’Unesco, per il valore della struttura architettonica e per i codici in essa conservati. Caso unico al mondo, è rimasta praticamente inalterata dall’inaugurazione del 1454.

Cosa vedere a Forlì e Cesena

La provincia di Forlì e Cesena è ricca di piccole e medie cittadine che vantano una lunga storia e tradizione. Ognuna di loro meriterebbe una visita e il mio consiglio è quello di prendervi più giorni per poter visitare questa terra meravigliosa. Ma vediamo quali sono i luoghi da visitare.

Forlimpopoli

In città è d’obbligo la visita alla Rocca Albornoziana o Rocca Ordelaffa: una fortezza che si affaccia sulla piazza centrale di Forlimpopoli. Edificata tra il 1360 e il 1365 è sorta sulla base di edifici preesistenti che sono stati inglobati nella fortificazione; al suo interno sono ospitati il Comune di Forlimpopoli e il Museo Civico Archeologico “Tobia Albini”. È una costruzione imponente con 4 torrioni angolari e un’ampia corte interna alla quale si accede dalle 4 arcate della facciata principale oppure dal ponticello di un ingresso laterale.
La Basilica di San Rufillo prende il nome dal patrono della città, primo vescovo di Forlimpopoli nel IV secolo d.C. Defilata rispetto al centro storico, la chiesa presenta un ingresso con colonnato e degli interni in stile Neoclassico; molto apprezzati la cattedra episcopale in marmo, il coro ligneo del XVIII secolo e la grande pala d’altare realizzata da Luca Longhi, noto pittore ravennate del XVI secolo. La navata centrale, invece, è decorata con due tondi che raffigurano San Rufillo.
Casa Artusi è un centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana. Legato alla figura di Pellegrino Artusi, è uno spazio polivalente: un museo, una biblioteca, un ristorante, una bottega e un luogo dove si svolgono lezioni di cucina e si discute di cibo. Casa Artusi si trova nel centro storico di Forlimpopoli, tra le mura di un convento, e propone la cultura della cucina domestica attraverso la valorizzazione degli strumenti di lavoro tradizionali e delle materie prime del territorio. L’ultimo fine settimana di giugno potrete assistere alla festa artusiana.

Bertinoro

Uscendo dalla città e salendo sulla collina alle spalle di Forlimpopoli arriviamo a Bertinoro, chiamata da tutti il “balcone della Romagna”. Dalla sua piazza principale, affacciandosi alla grande terrazza possiamo ammirare tutta la riviera romagnola, da Casal Borsetti fino a Rimini, scorgendo in lontananza il promontorio di Gabicce. Bertinoro è una piccola cittadina circondata da mura medioevali che conserva al suo interno bellissimi monumenti. Una particolarità della città è la colonna dell’ospitalità, anche detta colonna delle anella. Sono appese a questa colonna delle anelle in cui il viandante poteva legare il proprio cavallo ed essere poi ospitato dalla famiglia proprietaria dell’anella. In città si celebra la prima domenica di settembre la festa dell’ospitalità, proprio per ricordare questa usanza.
Interessante in centro, vicino alla colonna dell’ospitalità c’è il piccolo ghetto ebraico.
In alto sul colle di Bertinoro svetta la Rocca, un edificio anteriore al secolo X, dove soggiornò l’imperatore Federico Barbarossa nel 1177 con la sua corte e le sue milizie, poi sede vescovile dal 1584. Oggi la Rocca ospita il Centro Residenziale Universitario dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e il Museo Interreligioso. Istituito recentemente dalla Diocesi di Forlì-Bertinoro, il Museo offre la possibilità di indagare gli aspetti comuni delle tre religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam

Bertinoro

Bertinoro e la Pieve di San Donato in Polenta credit Micaela Ferri

 

A 5 km da Bertinoro si incontra la celebre Pieve di San Donato in Polenta, basilica romanica anteriore al X secolo, cantata da Giosuè Carducci in cui si dice abbia soggiornato Dante Alighieri nel suo cammino verso Ravenna.
A circa 5 km sorge Fratta Terme con il suo stabilimento termale completamente rinnovato, conosciuto già all’epoca dei romani per le antiche fonti terapeutiche.
Scendendo lungo la Via Consolare, dopo circa 3 km, si raggiunge l’antico Santuario della Madonna del Lago che custodisce la miracolosa immagine della Vergine con il Bambino, di scuola greco-bizantina dell’VIII secolo.

Cesenatico

Cesenatico è una cittadina dal forte impatto marinaresco. E’ famosa per il suo porto canale costruito su un progetto di Leonardo Da Vinci in cui, nella parte iniziale troviamo il Museo della Marineria. Da non perdere la visita alla Piazza delle Conserve si trova proprio nel centro storico di Cesenatico, vicino al Porto Leonardesco. È una piazza caratterizzata dalla presenza delle Conserve, ossia pozzi molto ampi (diametro di 8 m, profondità 6 m) dove venivano conservate le derrate alimentari, prevalentemente pesce. Questi pozzi, costruiti nel ‘500, sono circondati da mura di pietra e venivano riempiti di ghiaccio oppure neve.

porto canale Cesenatico

Porto canale Cesenatico credit Micaela Ferri

Castrocaro Terme e Terra del Sole

Questo comune fa parte della Romagna Toscana della provincia di Forlì, trovandosi vicino alla zona collinare. E’ famosa per gli stabilimenti termali già conosciuti in epoca romana. A Castrocaro troviamo anche la Fortezza di Castrocaro risalente al periodo medioevale. Ospita il museo storico della Fortezza.
Terra del Sole è una piccola frazione il cui centro storico di origine rinascimentale è il modello della città perfetta. Una città fortezza cinta da alte mura ancora perfettamente conservata.

terra del sole cartina antica

Terra del Sole cartina antica credit Emilia Romagna Turismo

Bagno di Romagna

Bagno di Romagna è un comune della Romagna Toscana situato sull’Appennino Tosco-Romagnolo con parte del territorio compreso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. La località è nota soprattutto per la presenza di sorgenti termali con acqua che sgorga a 47°C: le proprietà curative erano apprezzate già ai tempi dell’antica Roma da cui il nome Balneum (Bagno).
E’ un ottimo punto di partenza per visitare il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi grazie ai numerosi sentieri naturalistici che partono proprio da qui, come il Sentiero degli Gnomi dedicato ai più piccoli.

Gatteo

Anche Gatteo vanta origini romane anche se molte tracce sono andate perdute. Sicuramente non si può perdere la visita al Castello Malatestiano, il suo centro storico dal classico aspetto rinascimentale, l’oratorio di San Rocco con i suoi affreschi affascinanti e la torre dell’orologio. A Gatteo vi è anche un’ Oasi Marina Costiera in cui si trovano più di 1500 piante della macchia mediterranea e una torre di avvistamento situata sulla foce del fiume Marecchia particolarmente amata dagli appassionati di birdwatching.

Longiano

Longiano si trova su un colle della Valle del Rubicone, al centro di quella che fu la Linea Gotica durante la Seconda Guerra Mondiale, tra Cesena e Rimini. Il paese è molto bello con alcune testimonianze malatestiane, come il castello e numerosi musei. Da non perdere il Teatro Pretella, un piccolo gioiello della fine del XIX secolo che vanta un cartellone prestigioso.

Meldola

Meldola si trova all’imbocco della valle del Bidente e possiede una Rocca splendida che, al contrario di quelle che si possono trovare in zona, non è stata costruita dai Signori del Medioevo ma dagli Arcivescovi di Ravenna con l’intento di contrastare il potere locale già nell’anno 1000.
Il territorio circostante è un paradiso per gli amanti della natura che nelle vicinanze possono trovare le Foreste Casentinesi, la Diga di Ridracoli e la Riserva Naturale Orientata Bosco di Scardavilla.

Premilcuore

Premilcuore si trova sul versante occidentale del monte Arsiccio, nell’Appennino Tosco-Romagnolo. Il borgo di origine medievale è circondato da boschi lussureggianti e dai corsi d’acqua della valle del fiume Rabbi.
Questo posto tranquillo e immerso nella natura è particolarmente amato dagli escursionisti per la vicinanza alle Foreste Casentinesi. Da non perdere la visita alla Grotta Urlante.

San Mauro Pascoli

San Mauro Pascoli è il paese natale di Giovanni Pascoli. In origine il Comune si chiamava San Mauro; nel 1932 venne aggiunto “Pascoli” in onore del poeta la cui figura caratterizza l’offerta culturale della piccola cittadina, che ospita sia la casa natale sia il mausoleo familiare.
In città è possibile visitare anche le fornaci romane, emerse da alcuni scavi vicini a Villa Torlonia, la residenza amministrata dal padre di Giovanni Pascoli.

Savignano sul Rubicone

Savignano sul Rubicone si trova a metà strada tra l’entroterra e il mare. Questa piccola località è passata alla storia perché qui – nel 49 a.C. – Giulio Cesare ha passato il Rubicone e recitato la celebre frase “Il dado è tratto”. Il ponte romano è una delle principali attrazioni del paese, insieme al centro storico, al Museo Archeologico e all’Abbazia di San Giovanni in Compito.

Sogliano al Rubicone

Sogliano al Rubicone

Sogliano al Rubicone e il formaggio di fossa credit Micaela Ferri 

 

Sogliano è una piccola località nota per la produzione del Formaggio di Fossa, un tipico formaggio messo a stagionare dentro fosse che nel Medioevo venivano usate dai Malatesta per conservare i cereali.
Nel comune di Sogliano si contano molti edifici religiosi, quasi una trentina, tra oratori, chiese, monasteri e pievi; e musei molto particolari come quello dedicato al disco d’epoca e un altro dedicato al rapporto tra Leonardo Da Vinci e la Romagna.
Da non perdere assolutamente nel mese di novembre la festa del Formaggio di Fossa, che anima le vie del centro storico per ben tre fine settimana, in cui è possibile degustare il fiore all’occhiello di questa terra che vanta la D.O.P. dal 2009.

Cosa mangiare a Forlì e Cesena

La Romagna è senza ombra di dubbio terra di “mangiare e bere bene”, rinomata in tutto il mondo e che vanta piatti squisiti di cui c’è solo l’imbarazzo della scelta quando si viene a visitare questa terra magnifica.
La tradizione gastronomica spazia dai piatti di mare tipici della fascia costiera ai cibi più legati alla tradizione contadina dell’entroterra.
Regina indiscussa della tradizione gastronomica della provincia di Forlì e Cesena è senza ombra di dubbio la piada, più spessa e morbida rispetto alla sorella riminese, da gustare con formaggio squacquerone e rucola o chiuso a cassone con erbette di campo ripassate in padella.
Cappelletti, tagliatelle al ragù romagnolo, sfoja lorda, passatelli, strozzapreti sono solo alcune delle minestre che si possono gustare nelle tante trattorie o ristoranti della zona. Buonissimi sono anche i secondi piatti a base di carne, in cui spicca il castrato reminiscenza della cultura della “pecora” lasciata dalla dominazione pontificia.

Tagliatelle al ragù

Tagliatelle al ragù credit Micaela Ferri

 

Chiudiamo la carrellata dei piatti che potrete assaggiare durante la vostra visita con i dolci. Come non citare la zuppa inglese, tipica di tutta la regione, il Bustreng, una torta dalla ricetta quasi misteriosa il cui nome sembra di origine barbarica, il Brazadel, ciambella con il buco per infilarlo nella mano dei bambini per farlo benedire in chiesa ed infine molto particolare è il Migliaccio di Romagna che viene prodotto in famiglia durante il periodo della macellazione dei suini ad uso familiare (novembre – febbraio). La sua produzione è ancora oggi legata all’antica tradizione che prevede l’utilizzo di tutti i sottoprodotti della macellazione. Infatti uno degli ingredienti principali è il sangue di maiale, che va aggiunto a latte, saba oppure miele, pangrattato, burro, spezie, cioccolata, canditi misti, fichi secchi e mandorle. La ricetta del Migliaccio si trova nel libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi dove l’autore descrive anche il contesto in cui il Migliaccio viene tradizionalmente prodotto.

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