Popolazioni evolutive e Solibam duro Recchia

Popolazione di Grano duro al Querceto

Il seme è lo strumento della Natura per proteggere e perpetuare l’unicità di ogni singola specie nel vasto mondo vegetale. Il vegetale che nutre e permette la sopravvivenza di ogni animale.

Se c’è un seme di cui noi umani non potremmo fare a meno è quello del grano: aureo pilastro della dieta mediterranea e del nutrimento mondiale.

E’ il motivo fondamentale per cui tutti coloro che hanno a cuore il futuro del pianeta e dell’umanità prestano una cura particolare alla salvaguardia e al recupero di semi di grani autoctoni: proprio come hanno fatto per secoli gli agricoltori, grazie ai quali abbiamo potuto mangiare sano e soprattutto preservare i “nostri grani”. Il grano e il suo seme sono ormai il simbolo di una rinascita culturale e della vita stessa. Grani che sono stati abbandonati perché poco produttivi per il sistema economico attuale diventano la bandiera di chi si oppone a una fabbricazione in massa degli stessi semi, degli stessi gusti, degli stessi cibi.

La biodiversità parte dal seme, si lavora in farine e poi diventa pane, pasta, dolci: ciascuno con fragranze, profumi, aromi diversi perché ciascuno porta con sé la terra in cui si è adattato ed è cresciuto. In questa silenziosa “rivoluzione degli autoctoni nuovi semi” donne e uomini lavorano tra le radici della terra per recuperare storie dimenticate o per “mischiarle” e farne nascere di nuove per dar vita a “popolazioni evolutive”. Tutto senza interferire con i cicli, i ritmi e le regole di Madre Natura.

Tazio Recchia e “Il Querceto” di Marsicovetere

Anche la Basilicata contribuisce a riscoprire e riscrivere la lunga storia dei semi. E, come ogni storia infinita, la Storia è fatta di storie, ovvero di persone e luoghi.

Questa storia lucana racconta di un uomo a cui piace mischiare culture e colture, perché sa bene che il “miscuglio” fortifica e migliora la genetica di piante e uomini. Tazio Recchia è un esperto conoscitore di semi, di piante e di pane. Di origine pugliese, stregato dalla Basilicata e innamorato di una lucana, per diversi anni ha fatto di Marsicovetere e dell’azienda agricola “Il Querceto” il proprio laboratorio di agricoltura e di vita: «Tutto ha inizio nel 2010, quando ricevo 2 buste da 1 kg di semi di grano duro e orzo da un collega dell’AIAB (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) della Puglia, con la raccomandazione di seminarli e riprodurli – ricorda Tazio – Questi semi provenivano dalla Siria in particolare da un centro di ricerca di Aleppo, ICARDA. In quell’anno, grazie al progetto dell’Aiab, arrivano in Italia e sono distribuiti agli agricoltori una popolazione evolutiva di grano tenero (circa 2000 linee genetiche), una di orzo (1600 linee genetiche), una di grano duro (circa 600 linee genetiche).

Spiga orzo distico nero

Spiga orzo distico nero credit Il Querceto

 

Nel piccolo borgo lucano di Marsicovetere, presso “Il Querceto” abbiamo seminato il miscuglio di orzo e di grano duro. I primi anni abbiamo seminato e raccolto manualmente -continua Tazio – poi nel 2015 ho selezionato le spighe per me più interessanti (soprattutto di orzo) e poi abbiamo cominciato a seminare queste spighe separatamente dal miscuglio. Le popolazioni evolutive (PE) e le linee in “purezza” di grano duro e orzo riprodotte in Basilicata continuano a essere seminate tra diversi agricoltori tra Puglia, Basilicata e Campania, grazie alla donazione dei loro semi negli anni. Così nasce – termina fieramente l’uomo del “miscuglio lucano” – quello che alcuni hanno definito “Miscuglio di Aleppo”, nome che vuole indicarne la provenienza originaria».

Il Miscuglio di Aleppo e le popolazioni evolutive

Il “Miscuglio di Aleppo” e le popolazioni evolutive derivate dai nuclei originari della Siria sono diffuse nei campi di diversi agricoltori italiani e le loro farine sono trasformate nel pane e nella pasta di molte tavole consapevoli.

Uomini come Tazio, consigliere della Rete dei Semi Rurali e socio della cooperativa Monte Frumentario-Terra di Resilienza, seguono la ricerca sul miglioramento genetico che l’agronomo americano Coit Sunesun portò avanti nel 1956.

Agli italiani prof. Ceccarelli Salvatore e Stefania Grando l’orgoglio di mettere in pratica il nuovo pensiero che arrivava da oltreoceano e sviluppare il progetto sui semi siriani, dando il via alle sperimentazioni dell’AIAB e dell’ICARDA.  «L’idea di coltivare miscugli (popolazioni) – spiega il prof. Ceccarelli – era già stata teorizzata quando fu dimostrato che una popolazione, proprio perché costituita da piante tutte diverse (a differenza delle varietà moderne le cui piante sono tutte geneticamente uguali), desse produzioni più stabili nel tempo e fosse capace di resistere meglio di una varietà uniforme ai parassiti sia animali sia vegetali».

E la storia continua… Nel 2016 proprio il prof. Ceccarelli fa visita a Il Querceto, mentre gira l’Italia per incontrare agricoltori e popolazioni evolutive. All’improvviso, il fazzoletto di terra lucana gli sembra la Siria, ormai lontana a causa della guerra, le sue spighe e i suoi orzi. L’occasione della visita di Ceccarelli è diventata anche motivo di incontro con tutti coloro che nel sud Italia si interessano di popolazioni evolutive, i compagni di viaggio del nostro Tazio: i soci della Cooperativa di Caselle in Pittari, Ivan Di Palma ad Atena Lucana, il Mulino di Comunità in Puglia la cooperativa URUPIA a Manduria.

Preparazione particelle sperimentali

Preparazione particelle sperimentali credit Il Querceto

Il Solibam duro Recchia nel registro delle sementi ministeriale

E’ il 2017 l’anno della grande svolta. Succede una cosa mai accaduta prima: la registrazione di due varietà di popolazioni nel registro ministeriali delle sementi. Un qualcosa impossibile da ottenere prima d’ora, in quanto le popolazioni sono così eterogenee che non rispondono alle caratteristiche indicate dal ministero per la registrazione varietale in termini di DUS (Distinguibili, Uniformi e Stabili).

Grazie a una sperimentazione tra il Ministero dell’Agricoltura e la Rete Semi Rurali, le popolazioni registrate sono due teneri : Solibam tenero Floriddia (Toscana), Solibam Tenero Li Rosi (Sicilia), Solibam duro Recchia (Basilicata), Solibam duro (Petacciato).

Oggi, le popolazioni evolutive sono contemplate nell’ambito legislativo e una direttiva europea sancisce e auspica l’utilizzo nel biologico di materiale eterogeneo (cioè con alta variabilità genetica), consentendo la certificazione come semente, ovvero la possibilità dell’agricoltore di vendere questa tipologia di semente.

«Attualmente la mia attività di appassionato alle popolazioni continua – conclude il padre del Solibam duro Recchia – seguendo le diverse realtà locali, insegno le modalità per arrivare a produrre un seme pulito e senza contaminazioni, sebbene non disponga più di un’azienda dove operare in proprio, lancio sempre un seme a chi voglia raccoglierlo».

 

 

3 commenti

  1. prof. Ceccarelli (o chi per/con esso sodale) sono un appassionato di agricoltura e grazie a qualche amico che mi ha aperto il cancello della sua cascina ho potuto finalmente sporcare le scarpe e le mani nella nuda terra. Da questa primavera ho fatto la conoscenza di una biologa titolare di un’azienda Agricola biologica a sud di Milano ch’è diventata u’amicizia che si sta consolidando e dalla quale è nato un primo progetto (uno zafferaneto di alta qualità); la dove sono già in atto alcune colture di nicchia (mix di grani antichi teneri, mirtilli, arachidi, frutteti ecc) su una piccola estensione di circa 10 ettari che attendono solo di essere arricchiti per diventare grogiuolo e una fucina di ulteriori progetti di biodiversità, custodi e riproduttori di semi varietali, culturali e spirituali per una culla di promozione e formazione di una nuova ma antica cultura del cibo e della sua corretta coltivazione ed essere un’antica finestra su un mondo moderno.
    Le sarei grato se volesse attenzionarci del suo sapere e dei suoi esperimenti e affidarci la riproduzione di qualche varietà. GRAZIE
    Il mio indirizzo Emal é pinogep.pro@hotmail.it

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