Piacenza tra colli, castelli, borghi e Malvasia

veduta colli piacentini

In un weekend di ottobre tra i vitigni variopinti che ondeggiano sui dolci colli piacentini, quattro food&wine blogger di AIFB hanno preso parte al press tour “Il Mito della Malvasia-Malvasia Myth”, progetto di cooperazione transnazionale che ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Malvasia e le zone in cui viene prodotta.

Gal del Ducato, Emilia Welcome-Parma Point e Castelli del Ducato hanno reso possibile questa preziosa esperienza e attraverso questo racconto vi faremo conoscere una realtà ricca di storia, con un calice di Malvasia Candia Aromatica percorrendo i territori di sua produzione.

 

Piacenza, non solo “Terra di passo”

Chiamata dai Romani “Placentia”, era collegata a Rimini con la via Emilia e dal Medioevo divenne una tappa della via Francigena.

Piacenza da sempre è stata una “Terra di passo”, come fu definita da Leonardo da Vinci, e ciò ha portato ad avere continui contatti non solo con Lombardia, Piemonte e Liguria, ma con l’intero territorio nazionale.

Fu conquistata prima dai Longobardi, poi dai Franchi.

All’età romanica risale la Basilica di San Savino, intitolata al secondo vescovo di Piacenza, inizialmente dedicata ai dodici apostoli.

Basilica di San Savino ph Gabriella Rizzo

Cripta della Basilica di San Savino

La cripta, sorretta da pilastri decorati da preziosi capitelli, conserva uno dei due splendidi mosaici custoditi nella chiesa, in cui sono raffigurati i mesi e i segni zodiacali su uno sfondo a onde marine. Nel presbiterio troviamo un altro mosaico che presenta scene di combattimento, una partita a scacchi e una raffigurazione di Cristo.

A Piacenza, la nobiltà era molto attiva, dinamica e dedita al commercio, tanto che in città ogni anno c’erano ben tre importanti fiere.

Le sette corporazioni della città parteciparono alla costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta e Santa Giustina nel 1122.

Cattedrale di Piacenza ph Gabriella Rizzo

Cattedrale

Infatti, esse sono rappresentate sui pilastri della chiesa attraverso delle formelle dedicatorie.

La facciata presenta un apparato decorativo molto ampio con tratti maestosi, ma semplici.

Imponenti sono anche le dimensioni della cupola, terminata da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Negli anni Ottanta del Novecento gli affreschi della cupola subirono un restauro grazie al prezioso contributo dello stilista Gianfranco Ferré.

Cupola del Guercino ph Gabriella Rizzo

Cupola del Guercino

Una curiosa particolarità della chiesa è rappresentata dalla gabbia metallica che è possibile notare appena sotto la cella del campanile, voluta nel 1495 da Ludovico il Moro, come monito per i bestemmiatori. In realtà, i piacentini decisero di non punire mai tali peccatori in quel macabro modo e optarono per una pena più vantaggiosa per le casse comunali, ossia multandoli.

La città fu coinvolta nella lotta tra i comuni e l’imperatore Federico Barbarossa.

Nella Basilica di Sant’Antonino furono infatti firmati i preliminari della pace di Costanza tra i delegati della Lega Lombarda e quelli imperiali.

Basilica di Sant'Antonino ph Gabriella Rizzo

Basilica di Sant’Antonino

Seguirono anni di continui contrasti tra guelfi e ghibellini, ma alla fine prevalse la famiglia dei Visconti e la città fu assoggettata alla loro signoria.

Dal 1521 passò sotto il controllo dello Stato della Chiesa e nel 1545 divenne la capitale del Ducato di Parma e Piacenza con a capo la famiglia Farnese.

Nella Piazza dei Cavalli trionfano le due statue equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese alle cui spalle domina il Palazzo Comunale, detto il “Gotico” per lo stile architettonico prevalente.

 

Terminiamo la nostra passeggiata a Palazzo Farnese, che comprende il cinquecentesco palazzo ducale, incompiuto, e la cittadella eretta dai Visconti alla fine del Trecento.

 

Il Palazzo Ducale comprende gli appartamenti del duca e della duchessa; i sotterranei dove si trova la collezione delle carrozze e il museo archeologico con la sezione romana e dove è conservato il Fegato etrusco, modello in bronzo di fegato di pecora, unica testimonianza diretta di pratiche religiose etrusche.

Alla base del monumentale scalone d’onore di Palazzo Farnese troviamo un maestoso cancello in ferro battuto, realizzato alla fine del Seicento, sormontato dallo stemma ducale e decorato da gigli, simbolo della famiglia Farnese.

La mancanza di fondi impedì la completa realizzazione del Palazzo Ducale, infatti la parte effettivamente costruita corrisponde a poco meno della metà dell’edificio ideato dall’architetto Vignola.

Se fosse stato portato a termine, sarebbe stato uno degli edifici pubblici più grandi d’Europa.

 

Al 1751 risale il Collegio Alberoni, un’importante istituzione di Piacenza.

Il Cardinale Giulio Alberoni lo volle per formare sacerdoti della diocesi di Piacenza che non avevano i mezzi necessari per sostenere gli studi.

Egli stesso proveniva da un’umile famiglia: il padre era un giardiniere e la madre una cucitrice.

Divenne primo ministro di Filippo V di Spagna e, in seguito, legato pontificio in Romagna. Nel 1730 fu nominato amministratore e commendatario dell’ospedale di San Lazzaro, che lo trasformò in un seminario per aiutare negli studi settanta ragazzi poveri.

All’interno del Collegio possiamo ammirare diverse opere culturali, scientifiche e artistiche che lo hanno reso famoso, non solo nel mondo religioso, ma in diversi campi della cultura italiana.

Infatti, il cardinale ebbe grande attenzione sia per gli studi umanistici sia per quelli scientifici.

Ne sono testimonianza la Biblioteca, ideata proprio dall’Alberoni, gli strumenti scientifici, le sue collezioni di manufatti e dipinti, preziosi paramenti sacri, fino a giungere alla Galleria Alberoni-Sala Arazzi progettata negli anni ’60 del secolo scorso, con i diciotto arazzi lasciati in eredità dal cardinale.

Biblioteca Collegio Alberoni ph Gabriella Rizzo

Biblioteca del Collegio Alberoni

La Galleria Alberoni è visitabile, per informazioni e prenotazioni  www.collegioalberoni.it, www.galleriaalberoni.it

 

I castelli dei colli piacentini: storie di fantasmi e residenze di charme

I castelli, le rocche e le fortezze che costellano i colli piacentini fanno parte del consorzio Castelli del Ducato, che riunisce numerosi manieri e luoghi storici delle province di Parma, Piacenza, Massa Carrara, Reggio nell’Emilia e Cremona.

Il circuito si pone come obiettivi: la promozione e la valorizzazione del territorio e la messa a disposizione dei soci di assistenza tecnica, amministrativa e burocratica, per garantire una migliore qualità dei loro servizi.

Nelle quattro valli piacentine della Val Trebbia, Val Nure, Val Tidone e Val d’Arda, troviamo:

  • la Rocca e Castello di Agazzano
  • il Castello di Gropparello
  • il Castello di Paderna
  • il Castello di Rivalta
  • il Castello di San Pietro in Cerro
  • il Castello Malaspina dal Verme di Bobbio
  • il Mastio e il Borgo di Vigoleno
  • il Palazzo Farnese – Cittadella Viscontea
  • la Rocca d’Olgisio
  • la Rocca Viscontea di Castell’Arquato

I colli piacentini, tra vigneti di Malvasia Candia Aromatica, di Ortrugo, di Gutturnio, di Barbera e di Bonarda, conservano piccoli e incantevoli paesi, la maggior parte dei quali ha la sua torre e il suo castello.

Il complesso del Castello di Agazzano sorge a pochi chilometri del torrente Luretta, in una zona collinare non molto elevata, motivo per cui sono presenti delle alte mura di difesa.

Fu costruito nel XIII secolo per volere di Giovanni Scotti. Per una serie di vicende, il castello passò prima ai Visconti poi agli Arcelli, per poi ritornare agli Scotti.

Nel Settecento perse lo scopo militare e divenne residenza estiva, impreziosita da interni di pregevole valore e da un elegante giardino al posto del fossato.

Quando nel 1741 morì Ranuccio Scotti, ultimo esponente della famiglia, il castello venne ceduto in eredità alla figlia Margherita, sposata con Girolamo Anguissola, che decise di aggiungere il cognome “Scotti” al proprio, così che il nobile appellativo non andasse perso.

Anche questo ramo della famiglia si estinse e il Castello divenne ufficialmente di proprietà dei Gonzaga, con i quali gli Scotti-Anguissola erano imparentati. Attualmente il proprietario è il principe Corrado Gonzaga del Vodice.

 

Il castello di Agazzano è legato a due personaggi del passato che secondo la leggenda si aggirano ancora in questi luoghi.

Il primo è il fantasma del conte Pier Maria Scotti detto “Il Buso”, per via della sua abilità con la spada con la quale lasciava il “buco” nei nemici; un altro fantasma, quello di Eleonora Rangoni, moglie di Gasparre Scotti, ama, invece, trascorrere il tempo nel loggiato della Rocca.

Castello di Agazzano ph Gabriella Rizzo

Castello di Agazzano

 

Per un’esperienza veramente speciale, segnaliamo la possibilità di pernottare all’interno del castello in una elegantissima suite con camera matrimoniale, bagno e salotto.

Il Castello di Agazzano è aperto con visite guidate per informazioni scrivere a info@castellidelducato.it

Vi suggeriamo la visita anche del Castello di Rivalta, una sontuosa residenza signorile, circondata dal magnifico parco, che sorge vicino alle sponde del Trebbia, a soli 14 km da Piacenza.

Di proprietà dal XIV secolo dai Conti Zanardi Landi, ramo della nobile famiglia Landi.

Sono visitabili il cortile, il salone d’onore, la sala da pranzo, la cucina del rame, le cantine, le prigioni, le camere da letto, la torre, la sala delle armi dedicata alla Battaglia di Lepanto, la galleria, la sala musica dedicata alla mostra “Viaggio in Europa” con 104 Vedute Ottiche, la sala del biliardo, il Museo del Costume Militare, il Museo dell’Arte Sacra dove il pezzo di maggior pregio è un Cristo in croce insolitamente nudo, realizzato da Francesco Mochi, noto scultore, rinomato per i due monumenti equestri dei Farnese di Piazza Cavalli a Piacenza.

Particolarmente interessanti sono le rare testimonianze del passato militare: tre vessilli risalenti alla battaglia di Lepanto (7 Ottobre 1571) che sventolarono sulle galere della famiglia Scotti – avi degli Zanardi Landi – in occasione della vittoriosa battaglia di Lepanto in cui i cristiani sconfissero i turchi, nonostante la prevalenza numerica delle navi di questi ultimi.

Il Castello di Rivalta offre anche 18 stanze di lusso, romantici cottage nel borgo dove pernottare ed è location perfetta per banchetti e cerimonie, matrimoni e meeting.

Anche questo castello è legato a un fantasma: non si tratta di un cavaliere o di una nobildonna, bensì del cuoco Giuseppe, vissuto nel Settecento e ucciso dal maggiordomo di cui aveva insidiato la moglie.

Ulteriori informazioni per la visita, giorni e orari di apertura: info@castellidelducato.it

 

Borghi più belli d’Italia: Castell’Arquato e Vigoleno

Nella Val d’Arda, nella zona a nord-est di Piacenza al confine con i colli di Parma, troviamo due tra i borghi più belli d’Italia e insigniti della bandiera arancione dal Touring Club Italiano: Castell’Arquato e Vigoleno.

Guardando Castell’Arquato dal basso della collina, sembra di rivivere nel Medioevo: le case e i suoi viottoli in sasso, insieme ai maggiori luoghi di interesse dominano il paesaggio.

Qui possiamo visitare la Chiesa di S. Maria Assunta, la Rocca Viscontea e il Palazzo del Podestà.
Il mastio della Rocca Viscontea appare come la sentinella dell’intera vallata e al suo interno è possibile visitare il museo multimediale della vita medioevale.

Ulteriori informazioni per la visita, giorni e orari di apertura: info@castellidelducato.it

Cattedrale di Castell Arquato ph Gabriella Rizzo

Cattedrale di Castell’Arquato

Vigoleno è una frazione del comune di Vernasca ed è situato sul crinale di un rilievo da cui si possono ammirare le colline circostanti.

Il borgo è circondato dalle imponenti mura merlate, percorse in parte da un panoramico camminamento di ronda.

Risalta la grandezza del mastio, di forma quadrangolare a quattro piani, con feritoie, beccatelli e merli ghibellini, mentre nella piazza principale fa bella mostra la fontana cinquecentesca.

Seguendo la stradina verso est, possiamo raggiungere la chiesa romanica di S. Giorgio, della seconda metà del XII secolo.

Ulteriori informazioni per la visita, giorni e orari di apertura: info@castellidelducato.it

 

Questi luoghi così particolari, magici e senza tempo regalano un’esperienza unica, e Silvia Tavella ce lo racconta nel suo articolo, molto emozionante.

Dove mangiare e bere nei colli piacentini

Percorrendo la Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, abbiamo l’opportunità di scoprire un patrimonio ricco di storia, architettura, arte, ma anche di buon cibo e ottimo vino.

Tra la visita di un borgo medievale e l’altro, è d’obbligo fermarsi per gustare i numerosi piatti della tradizione gastronomica piacentina: i salumi (salame, coppa e pancetta) e formaggi (Provolone Valpadana e Grana Padano) DOP serviti con lo gnocco fritto, gli anvèin (anolini ripieni di stracotto di manzo, serviti in brodo), i pisarèi e fasó (gnocchetti di pane e farina, conditi con sugo di fagioli), i tortelli con la coda (ripieni di ricotta ed erbe, modellati a forma di treccia con coda finale, conditi con burro fuso), lo stracotto di manzo e le buslanein, delle piccole ciambelline di pasta frolla all’aroma di limone.

 

Per apprezzare la cucina piacentina vi segnaliamo:

  • il Bistrot Caffè di Rivalta, Località Borgo di Rivalta, 29010 Rivalta Trebbia (PC);
  • l’Agriturismo La Tosa, Località La Tosa – 29020 Vigolzone (PC);
  • il ristorante Bollicine & Tortafritta, P.zza IV Novembre, Vigoleno (PC)

I colli di Piacenza rappresentano un’area vitivinicola di grande importanza, che comprende un’estensione di 6.800 ettari di terreno quasi totalmente collinare. I vini qui prodotti sono tutelati e promossi dal Consorzio Tutela Vini D.O.C. Colli Piacentini, fondato nel 1986, e festeggiati durante il Monterosso Val d’Arda Festival (in primavera) e il Valtidone Wine Fest (in autunno).

Tra i vini Colli Piacentini DOP più famosi ci sono il Gutturnio e il Malvasia, senza dimenticare l’Ortrugo-Colli Piacentini DOP.

In questo percorso non possono mancare le visite alle cantine di pregio del piacentino:

  • Azienda Agricola Torre Fornello di Enrico Sgorbati, Località Fornello – 29010 Ziano Piacentino (PC);
  • Cantina Luretta, Località Castello di Momeliano, 29010 Gazzola (PC);
  • Cantine La Tosa,  Località La Tosa – 29020 Vigolzone (PC);
  • Cantina Visconti di Vigoleno, Loc. Pollorsi, 1, 29010 – Vernasca (PC)

L’articolo di Alessandra Pocaterra esaudirà tutte le curiosità in modo dettagliato sui vini, la struttura i caratteri e le aziende.

 

3 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Italiana Food Blogger

Studiare, degustare, cucinare, scrivere, fotografare, condividere idee e conoscenze per raccontare ciò che altri non raccontano!

Associati