Festival Les longues journées: musica e teatro a Ville-sur-Jarnioux

Festival Les longues journées a Ville sur Jarnioux

Nel cuore del Beaujolais, tra colline verdi e vigneti dorati, Ville-sur-Jarnioux si trasforma ogni estate in un palcoscenico a cielo aperto grazie a Les longues journées, un festival unico che unisce Teatro musica e arte.. Un festival del tutto innovativo che si svolge interamente nel giardino di una casa privata al 265 Chemin de tous vents di  Ville sur Jarnioux. Dal vivo e sotto le stelle, artisti locali e internazionali si alternano in tre giorni di spettacoli, emozioni e cultura. Se stai cercando un evento originale per l’estate 2025 in Francia, il festival Les longues journées a Ville-sur-Jarnioux è una tappa imperdibile tra tradizione, creatività e convivialità.

Cos’è Les longues journées?

Come il nome suggerisce, questo festival si svolge in tre lunghe giornate in cui musica e teatro si alternano.  Un evento unico nel suo genere che si svolge il primo fine settimana di luglio. Quest’anno sarà da venerdì 4 a domenica 6 luglio.

Direttore artistico di questo straordinario festival è Édouard Penaud, che ha voluto ambientare questa tre giorni nel giardino della casa di suoi nonni. Anche quest’anno vedremo teatro per bambini ed altri due spettacoli teatrali, di cui uno partecipato attivamente dal pubblico. Ascolteremo inoltre un concerto di musica classica e, la sera, ci sarà la possibilità di tirare tardi, con buvette, restauration e Dj set. Il festival è a offerta libera, il cibo e le bevande invece hanno un listino prezzi contenuto. Nei dintorni di Jarnioux si trovano molte possibilità di alloggio, prenotabili in rete.

Origini e missione culturale

Les longues journées- direttore artistico

Édouard-Penaud

L’ispirazione di Édouard nell’organizzare questo festival è quella di celebrare la sua famiglia e di raccontarne le radici, profondamente legate alla storia e al territorio della grande casa di Jarnioux. Inoltre queste lunghe giornate sono, proprio come lui, un po’ italiane e un po’ francesi, in un amoroso gioco di lingua e cultura. Lo spettacolo si innesta in maniera forte nel territorio del Beaujolais, e in questa casa in particolare, dove abitano anche musica e arte. Il festival di musica e teatro di Édouard è la naturale prosecuzione del concerto di musica classica che suo nonno Jacques organizzava ogni anno a luglio nella piccola chiesa di Ville. Si svolge interamente nella villa di famiglia dove, le scorse edizioni, la compagnia teatrale “Compagnie du Tous vents” ha abitato per diverse settimane, prima per scrivere i testi e poi per allestimenti e prove.

Édouard è nato a Milano e, ancora bambino, si è trasferito a Genova con la famiglia. Dopo il liceo è tornato a Parigi per studiare teatro al Conservatoire National Supérieur d’Art Dramatique. Lavora con successo tra la Francia e l’Italia. Oltre a Les longues Journées ho avuto modo di assistere a due pièce teatrali di grande spessore in cui Èdouard era sia regista che interprete. Nel 2022 “ Una storia italiana“, il racconto crudo e coinvolgente delle Brigate rosse, e nel 2024 “Cercando Pasolini”, intervista a Pasolini con la partecipazione di Lorenzo Lefébvre. Entrambi gli spettacoli facevano parte del festival estivo di Lunaria Teatro ed erano ambientati nel bel chiostro della chiesa di San Matteo a Genova.

Edizione 2024, spettacoli sotto il cielo del Beaujolais

Voglio raccontare la scorsa edizione di Les longues journées nella speranza che il mio entusiasmo sia contagioso e che qualcuno decida di regalarsi un fine settimana di musica e teatro nella quiete delle colline francesi. Gli spettacoli a cui ho assistito sono tre, oltre ad un meraviglioso concerto di pianoforte al tramonto.

Spettacoli teatrali in scena

Terre battue di Louis Berthélémy

Festival Les longues Journées

Terre battue

Conosco i francese abbastanza bene, ma devo confessare che, nonostante io fossi a casa Morel da una settimana, non ho compreso tutte le frasi, i modi di dire e le sfumature di Terre battue. Ciò nonostante l’emozione è stata grande. Un trasporto ed un coinvolgimento totale nella storia partigiana che i giovani attori recitavano verso sera tra nuvole e sole, sulla terra battuta del campo da tennis di villa Morel dove, qualche anno addietro avevo assistito ad una memorabile sfida tra Edouard e suo nonno Jacques. Tutta la settimana avevo visto i ragazzi spostare poltrone, paralumi e tavolini, e indossare i costumi di scena: avrei dovuto essere preparata, ma non lo ero. Sono stata catapultata nell’emozione di una storia ambientata in tempo di guerra, una storia perfetta per quella casa e quel campo da tennis in terra rossa; così tanto da far dimenticare la finzione del teatro, da ammutolire e commuovere gli spettatori. Mi sono alzata, a fine spettacolo, pensando che quella casa, quei luoghi, avevano certamente vissuto una storia simile: Tutto era stato perfetto anche senza le quinte di un teatro, anzi forse proprio per questo.

Déjà vu di Alessandro Businaro

Festival Les longues journées

Déjà-vu

Partner di Édouard in questa avventura il suo amico e collega Alessandro Businaro che ha scritto per il festival uno spettacolo straordinario: Déjà vu. Alessandro divide la sua vita tra Padova, dove è nato, Roma e Parigi, è attore, regista, fotografo, docente e chissà quante altre cose ancora. L’amore per il teatro, l’Italia e la Francia lo legano ad Édouard a doppio filo e forse per questo hanno organizzato insieme le Longues Journées e molti altri lavori.. Déjà vu ha come attore principale un piatto di famiglia. Una portata storica, di cucina regionale che sia per tutti, appunto, un déjà vu. Qualcosa che hai visto cucinare alla mamma e alla nonna, e che ora cucini anche tu, secondo la tua ricetta di famiglia. Come te anche gli altri che partecipano allo spettacolo, hanno la loro ricetta che non sarà mai come la tua. Questo genera una esilarante schermaglia tra attori e pubblico che, in Déjà vu, si siede a tavola e partecipa attivamente alla preparazione del piatto. Lo spettacolo del luglio scorso, prevedeva Saucisson Lyonnais et pommes de terre, cotti ovviamente nel vino rosso locale. Attori principali Édouard Penaud e l’adorabile Juliette Malfray oltre ad una tavolata di persone che sono state coinvolte ed interpellate più volte in italiano e in francese e che, infine, hanno assaggiato quel déjà vu, che  aveva cotto in un grande tegame. Lo spettacolo sarebbe andato il mese successivo, in montagna a Rocca di Mezzo per il festival Teatro in Quota a raccontare l’identità del territorio attraverso un piatto tipico Abruzzese. Il maggio scorso Déjà vu è andato in scena a Parma, con i tortelli della nonna Gianna, e forse Alessandro verrà a Genova il prossimo autunno. Mentre aspetto penso a cosa cucinare. 

Le vignofone di Juliette Malfray

Les longues Journées festival di musica e teatro

Le Vignofone

Un delizioso spettacolo per famiglie è Le vignofone, con cui Juliette Malfray, ha intrattenuto e conquistato grandi e piccini. Alle spalle di Juliette le piante di vite ed un marchingegno sonoro, con cui lei sosteneva di poter comuicare con la natura circostante. E quindi tutti, grandi e bambini, erano invitati a concentrarsi e ad ascoltare i suoni della natura, delle piante e degli animali. Particolarmente delle viti che si trovavano alle sue spalle. In un alternarsi giocoso di suoni buffi e pozioni magiche Juliette ha affrontato con leggerezza un tema importantissimo: l’ascolto della natura. Io ho partecipato solo alla prova generale, ma il vignofone di Juliette mi è rimasto nel cuore. Molti ricorderanno L’allegro chirurgo, che suonava in modo bizzarro e a cui si accendeva il naso ogni volta che sbagliavamo un intervento: il vignofone di Juliette era una cosa del genere ma molto più affascinante e divertente, non lo dimenticherò tanto presto.

Eventi musicali imperdibili

Festival les longues Journées

Jerome Morel

Il pianoforte, che Édouard ama, ha aperto il festival in una tiepida serata estiva. Temevamo la pioggia, e invece abbiamo avuto un tramonto straordinariamente dolce. La musica non può mancare in questo festival tutto ambientato in casa Morel, perché da sempre qui si è suonato molto e bene. Abbiamo ascoltato la talentuosa Elsa Guerci che si è esibita in una sequenza interamente dedicata ad Erik Satie. A seguire un musicista di famiglia, Jerome Morel, accompagnato da sua figlia Madeleine che, seduta vicino a lui, sfogliava lo spartito. Jerome ci ha regalato la  composizione per pianoforte “Pavane pour une infante défunte” di Maurice Ravel, una vera poesia di suoni. Tra campi di grano e pietre dorate la musica ha risuonato fino in fondo al cuore, preparando l’anima e la mente ad accogliere il teatro, di cui avremmo goduto il giorno seguente.

  Buvette e DJ set

La sera cosa si fa a Ville sur Jarnioux dopo una lunga giornata? Si mangia, si beve, si balla. Un bar autogestito ma efficientissimo serve generi di conforto a piccoli prezzi: patatine fritte, assiettes di formaggi francesi, panini e birra. E molto altro. Il giardino prende vita e si trasforma in un bistrot, dove passare allegramente la serata, mangiando qualcosa ed ascoltando buona musica. Questa è l’unica parte di festival con un prezzo chiaro e stabilito, perché per il resto la partecipazione agli spettacoli è a offerta libera, ma  graditissima perché la cultura si sa, va sostenuta. Il gesto di non definire un prezzo, ma di invitare le persone al Festival di Édouard ha due significati: portare avanti una tradizione di famiglia, e ricordare a tutti che sono ospiti graditi.

 Residenza d’artista: cucinare per il festival

Blandine Morel, mamma di Édouard, di Charles e di Luise, è una mia cara amica. Ci siamo conosciute perché i nostri figli erano compagni di scuola e grandi amici, e ci siamo conosciute in cucina. Allacciare il grembiule è stata la prima cosa che abbiamo fatto insieme, e non abbiamo mai smesso di farlo. Insieme abbiamo gestito un catering piccolo ma raffinato che, ogni tanto, ci dà ancora da fare. Soprattutto ci vogliamo bene, il nostro è un raro caso di amicizia familiare,  stiamo volentieri tutti insieme ancora oggi, anche se i figli sono adulti e noi siamo nonne. Così, quando Blandine mi ha chiesto di aiutarla a cucinare per la compagnia du Tous Vents durante i giorni delle prove, sono partita subito per il Beaujolais con la mia borsa da Mary Poppins. Mentre fuori in giardino infuriavano le prove e, un giorno dopo l’altro, si definiva la scenografia, i costumi e le luci, dentro in casa, forno e fornelli non avevano pace. Così abbiamo sostenuto gli artisti: le musiche di scena erano la nostra radio e la mia zanzara montalatte era il desiderio  di tutti al momento del caffè. Questo sempre cucinando un menù non casuale, ma pensato con cura perché i pranzi fossero veloci ma sostanziosi e le cene, che i ragazzi gestivano in autonomia, fossero precucinate. Abbiamo pensato portate italiane e francesi, che si sono alternate in perfetta armonia nutrendo l’anima di questo festival. Residenza d’artista mi sembra quindi un modo altisonante per definire due madri al lavoro insieme ai figli. Ma so che abbiamo fatto di più e che quello è proprio il nome giusto da dare a quest’esperienza, una settimana in cui arte e cucina hanno abitato insieme con lo stesso nobile intento: nutrire il corpo e l’anima e ricordare a noi e agli altri che la nostra identità profonda passa attraverso gesti semplici di cura, che sono indispensabili.

 Les longues Journées edizione 2025

Les longues Journées festival di musica e teatro

Non posso dare anticipazioni sulla nuova edizione, non perché non voglia, ma perché so davvero poco. Quando ho chiesto ad Édouard mi ha risposto di scrivere con passione dell’edizione passata, così che le persone desiderassero partecipare. L’ho fatto, o almeno spero di averlo fatto. Però qualcosa ho saputo. Nello spettacolo per famiglie si parla di cavalli e cavalieri, e si preannuncia divertente per grandi e piccoli. So inoltre che quest’anno andremo avanti e indietro per gli anni ‘90 del Beaujolais. Cosa ci sarà in fondo al bicchiere? Una delle due pièce teatrali si intitola Au fond du verre, ed un giallo: ci saranno misteri da svelare. Il teatro di Alessandro Businaro sarà sempre partecipativo? Si, l’ho letto. Il suo spettacolo di quest’anno si intitola 35040, il codice di avviamento postale del suo paese natale, Villa Estense in provincia di Padova. 

So che le date sono il 4,5 e 6 luglio prossimi, sempre a Ville sur Jarnioux e precisamente al 265 Chemin de tous vents a Cosset. Ancora una volta l’ingresso è a offerta libera, ma sulla locandina non leggo buvette ma restauration. Chissà cosa mangeremo in giardino quest’anno…

Les longues journées apre le porte alla sua terza edizione che quest’anno  è dedicata a Jacques Morel scomparso pochi mesi fa. Senza di lui e senza sua moglie Maguy niente di tutto questo sarebbe stato possibile.

Anche io quindi, mi avvicino a questo nuovo festival con curiosità e cerco, dove posso, di spiare dal buco della serratura. Invito tutti a fare una gita appena fuori dei nostri confini e di partecipare a questa bellissima impresa che ho voluto raccontare sulle pagine di Associazione Italiana Food Blogger perché noi siamo autentici appassionati d’arte, di cultura identitaria e di territori, e in questi tre giorni non manca niente di tutto questo, anzi il crogiolo è perfetto.

A questo festival partecipano anche:

Enrico Ginocchio per le locandine

Luca Nasciuti: luci, suoni e scenografia

Tutta la famiglia Penaud e qualcuno dei loro amici.

La pagina Instagram de Les longues journées è veramente bella, non perderla .Les longues Journées programma

 

 

 

Associazione Italiana Food Blogger

Studiare, degustare, cucinare, scrivere, fotografare, condividere idee e conoscenze per raccontare ciò che altri non raccontano!

Associati