Ubi Major Zafferano: immortali come lo zafferano

Ubi Major zafferano

Qualche anno fa, tornavo verso quella che io considero casa, Amatrice, e come colonna sonora avevo gli Immortali, di Lorenzo Jovanotti Cherubini.

Svettava solitaria la torre civica, ed ho pensato che la canzone era veramente adatta agli abitanti del centro d’Italia. La loro tenacia, la loro forza di combattere e la loro resistenza, era encomiabile di fronte al nulla che i miei occhi vedevano, come la storia di Julia, Azzurra e Fiamma e del loro oro rosso.

Oro rosso: Ubi Major

Siamo a Roccasalli, una frazione di Accumoli, anche lei epicentro del tragico terremoto dell’agosto 2016: qui ci sono tre sorelle e un sogno, che nemmeno il sisma può fermare.
Già da tempo pensano di realizzare un’azienda nella loro terra, e dopo il tragico evento, ne sono ancora più convinte, e partono. Cominciano con la ricerca di terreni coltivabili, i primi li prendono in affitto con patto di riacquisto, li bonificano e li sistemano.

In un luogo tanto disagiato com’è diventato il centro d’Italia però, ci sono mille difficoltà, non ci sono strutture agibili, quindi devono pensare anche a soluzioni alternative per la creazione di un proprio laboratorio dove poter trasformare le materie prime provenienti dalle loro coltivazioni.

Non demordono, prendono un modulo container e lo trasformano nel laboratorio, chiedono tutti i permessi necessari e iniziano.
Nell’agosto del 2017 seminano per la prima volta lo zafferano, ne ricaveranno solo 40 g, ma il risultato le sprona ad andare avanti, sempre nel rispetto della natura.

La storia di Ubi Major

Siamo nei primi giorni di febbraio del 2025 e ci siamo date appuntamento ad Amatrice per parlare della loro meravigliosa storia.
Rivedo con piacere Julia che per prima cosa, mi dice che avrebbe voluto invitarci nel proprio laboratorio, ma che siccome al momento ci sono dei lavori in corso, quando arriverà il bel tempo, faremo una gita a Roccasalli e passeggeremo nelle loro terre. Poi comincia a raccontare la loro storia dall’inizio.

“Il nome Ubi Maior è venuto da nostro padre, che ci ha trasmesso l’amore per questa terra, noi siamo nate e cresciute a Roma, ma venivamo spesso a Roccasalli, il borgo di nostro padre, che grazie al suo amorevole legame verso questa terra, ci ha spinto a diventare tutte e tre perito agrari.

Abbiamo cominciato a lavorare nel settore a Roma, fino a quando ci è venuta l’idea di creare qualcosa di nostro, nel paese tanto, da noi, amato. Questa idea ci è venuta poco prima del terremoto. Avevamo già intenzione di comprare dei terreni ma chiaramente, l’evento accaduto il 24 agosto 2016 ci ha rallentato. C’è stato un momento di tentennamento ma poi abbiamo deciso comunque di provare.

È stata la nostra salvezza, con la desolazione e il nulla che ci circondava, avere un obiettivo ci ha aiutato a non mollare.È stato il motivo per restare, quando era più semplice scappare.

Nel 2017 abbiamo preso prima in affitto, e poi acquistato, le prime terre, e le abbiamo pulite, perché erano da anni incolte.
Infine abbiamo iniziato a coltivare i primi terreni vicino al paese e successivamente, gli altri poco più distanti.
Abbiamo iniziato con lo zafferano in quanto è una coltura che prevede tutte operazioni manuali e non avendo necessità di macchine agricole è stato per noi più semplice. Altro vantaggio lo ha rappresentato il fatto che lo zafferano non necessita di irrigazione.
Poi, vista la posizione del nostro territorio, era una coltivazione adatta considerando che alle nostre spalle c’è l’Umbria con Cascia, Norcia e, di fronte, l’Aquila. Siamo dunque nel mezzo del territorio dell’oro rosso.

Per circa un anno abbiamo fatto un’esperienza presso una famiglia di Navelli (L’Aquila), seguendo tutte le fasi della lavorazione di questa preziosa spezia, al termine della quale abbiamo ricevuto come segno di riconoscenza 25 kg di bulbi di zafferano con l’augurio di poter iniziare anche noi questa coltivazione. Da quei bulbi siamo arrivati a oltre 3 quintali di zafferano, e abbiamo dovuto impegnare altri terreni per la loro coltivazione.

La produzione inizialmente è stata minima considerando che i pistilli in essiccazione perdono l’80% di umidità, fattore che determina e giustifica il costo elevato dello zafferano.

Dopo quasi due anni, quando abbiamo prodotto quantità sufficienti, abbiamo proposto il nostro prodotto ad attività commerciali locali. Ci siamo avvalse dei piani di sviluppo regionali per le zone rurali, come l’insediamento giovani, e grazie a questo abbiamo realizzato anche il laboratorio.

Le difficoltà ci sono state, ma sono state a livello burocratico, soprattutto per la realizzazione del laboratorio, a livello dei permessi, lungaggini che molto spesso rischiamo di far perdere anche l’entusiasmo. Il forte desiderio di vivere Roccasalli ci ha dato la forza di proseguire, nonostante tutto, anche se i momenti di sconforto ci sono stati, ma non abbiamo mai pensato di mollare.”

Le erbe officinali e le creme spalmabili

Abbiamo iniziato anche la coltivazione delle erbe officinali: camomilla, calendula, malva, menta e melissa.
Subito dopo la raccolta le erbe vengono lavate, fatte appassire all’aria per pochissime ore e messe in essiccatore. Le nostre coltivazioni aderiscono a un metodo di certificazione biologica certificata.
Dopo le erbe officinali, siamo passate alle creme spalmabili, la nostra crema di punta è quella al cioccolato bianco e zafferano.

Abbiamo conosciuto un cioccolatiere di Rieti, Giacomo Bellantoni, che oltre a realizzare per noi le cioccolate spalmabili, con la nostra camomilla ha realizzato un dragées pinolo e camomilla pluri premiato alla famosa competizione mondiale International Chocolate Awards.

Oltre alla crema spalmabile cioccolato e zafferano, dopo varie prove abbiamo realizzato anche delle cioccolate spalmabili con le erbe officinali. E da qui è nata una linea di creme spalmabili.

Julia ci ha parlato anche come la sua vita è cambiata con l’arrivo della sua bambina. Ha sempre lavorato a Roma per molti anni viaggiato, nonostante c’era già l’azienda, ma l’arrivo di Andrea ha portato con sé delle scelte, non delle rinunce, come vuole specificare lei.

Ha scelto di vivere definitivamente in questo territorio, crescere la sua bambina in questa terra e dedicare più tempo all’attività agricola. La sua è stata una scelta di cuore, per un attaccamento al posto che ama, grazie ai suoi genitori, con la speranza di riuscire a tramandare questo stesso sentimento a sua figlia, proprio come ha fatto suo padre con lei. 

Grazie a questa scelta ha potuto dedicarsi di più alla sua attività e non rimpiange niente della sua vita precedente, perché, come vuole precisare, è stata una sua scelta.

Il passato, il presente e il futuro

I loro genitori sono sempre state figure importanti, come logico, nella loro vita, ma anche nella loro azienda.

Il papà, oltre a trasmettergli l’amore per questa terra, è stato sempre quello più trainante e coinvolgente, mamma, una grande donna, perché lo ha sempre supportato e anche frenato, quando c’era bisogno.

“Abbiamo perso nostro padre solo pochi mesi fa ma fino all’ultimo è stato la forza trainante del nostro entusiasmo e nonostante la forte mancanza fisica ha “seminato” così bene che ci sembra essere più presente che mai.”

Il padre era, è, e rimarrà il fulcro delle loro vite.

Julia ci racconta che la persona a cui piace rischiare di più è lei, che ha sempre bisogno di trovare nuovi stimoli e obiettivi.

Uno dei loro progetti è quello di ristrutturare il casale paterno per trasformarlo magari un giorno in una struttura ricettiva, diversa da tutte le altre.

“È’ di sicuro un progetto a lungo termine, ma è importante iniziare a parlarne subito affinché un giorno si concretizzi.” Ci sono tante attività connesse che si possono creare intorno all’azienda. Fiamma e Azzurra, le sue sorelle, servono a volte a frenare il suo entusiasmo ma sono indispensabili affinché tutto funzioni.

Dalla scorsa estate in azienda ci sono due alveari, uno, dedicato al padre e l’altro alla figlia, e stanno a rappresentare la persona più grande e la più piccola della loro famiglia. Questo è un nuovo obiettivo, quest’anno verrà ampliato con altre arnie.

“Ho iniziato con due per capire come funzionava, una non mi ha prodotto e l’altra sì. Capendo come funziona, adesso lo possiamo ampliare e quest’anno sono stati prodotti poco più di 10 kg di miele millefiori ma chissà che un giorno non si arrivi a produrre anche mieli monoflora.

“L’idea era la mia, le mie sorelle, all’inizio mi hanno detto di pensarci da sola, ma al momento della produzione, sono rimaste entusiaste quanto me. Naturalmente prima di iniziare ho fatto un corso.”

Ogni anno deve esserci un tassello in più per crescere, sempre di più. Julia è la creativa, le sue sorelle sono quelle che si dedicano al marketing e ai social.

“Ogni anno facciamo il punto della situazione, e decidiamo i nostri obiettivi annuali.” Le tre sorelle sono uno stimolo una per l’altra, per non mollare neanche un secondo.

Questa azienda è una vera e propria azienda familiare, dove ognuno dà il suo contributo: oltre alle sorelle, ci sono le loro famiglie,  i genitori,  gli zii e i cugini. Non si sono mai trovate sole ed hanno trovato sempre un supporto familiare pronto a darle una mano o una spinta a non mollare.

Quale parola vi rappresenta di più?

Con questa domanda ci siamo salutate, e Julia ha scelto la parola TENACE

Le dà il senso di unione, quel senso di rialzarsi sempre anche di fronte alle difficoltà che la vita ci può presentare. Aggiungo la tenacia che le ha contraddistinte nel voler a tutti costi creare qualcosa di “magico” in questo territorio ferito, e non mollare alle prime difficoltà.

Come ha precisato Julia, in tutto questo bellissimo incontro, Ubi Maior non sarebbe mai nata da nessun’altra parte d’Italia, perché l’attaccamento alla terra, tramandato dal padre, ha dato loro la forza di crederci e di iniziare, nel 2017. E forse, aver iniziato dopo il terremoto, è stato un bene, perché si doveva costruire qualcosa per dare speranza anche a chi questo territorio lo ama, o lo amava come loro padre.

Dopo aver parlato con Julia, mi ritorna in mente la canzone Immortali, perché noi siamo immortali…

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