TEDx 2025: Connessioni Interrotte e Futuri Possibili

Viviamo in un tempo in cui la velocità è diventata la misura di tutte le cose: corriamo tra una call e l’altra, ci parliamo attraverso schermi, condividiamo emozioni in pochi secondi di video e ci sentiamo smarriti senza lo smartphone in mano, ancor più se privo di connessione.
In questo contesto di iperconnessione e ritmi frenetici, il TEDx 2025 ha rappresentato un momento prezioso di pausa e riflessione. L’evento ha messo al centro la necessità di rallentare, di disconnettersi dal “virtuale” per riconnettersi alle relazioni autentiche, quelle che danno valore alle esperienze umane in ogni ambito della vita: personale, professionale, sociale.

L’evento del TEDx dal titolo “Connessioni interrotte – Disconnettersi per riconnettersi con ciò che conta davvero” si è svolto lo scorso 19 luglio 2025 presso il Centro Culturale “A. Mantegna” di Piazzola sul Brenta.

Il contesto dell’evento

L’appuntamento TEDx di quest’anno è stato dedicato al valore e al significato delle “connessioni interrotte”: una provocazione che invita a guardare con occhi nuovi l’urgenza di fermarsi e di ripensare la qualità delle nostre relazioni personali e sociali, spesso sacrificate sull’altare della velocità e della tecnologia.

In un’epoca in cui la connessione digitale sembra onnipresente ma le relazioni autentiche risultano sempre più rarefatte, TEDx ha voluto offrire spunti e domande su come sia possibile “disconnettersi per riconnettersi con ciò che conta davvero”.

Nel cuore dell’evento sono emerse riflessioni su:

  • L’importanza dell’empatia e delle relazioni autentiche come risposta alle disconnessioni del presente.
  • Il valore evocativo del cibo, la forza delle storie personali, il ruolo sociale della tecnologia e le nuove sfide dell’intelligenza artificiale.
  • Come la memoria del passato possa diventare risorsa per immaginare e costruire futuri sostenibili e inclusivi.

Tra i diversi interventi che hanno arricchito questa edizione, ha catturato una particolare attenzione e ha lasciato un segno profondo tra gli spettatori e gli addetti ai lavori il contributo di Anna Maria Pellegrino, capace di intrecciare passione, professione e cultura con uno sguardo etico e autentico sul presente e di portare una prospettiva originale e profondamente ispirante.

Anna Maria Pellegrino: la riscoperta della lentezza

In questo quadro, l’intervento di Anna Maria Pellegrino si è distinto per profondità e concretezza. Fondatrice e presidente dell’AIFB (Associazione Italiana Food Blogger), accademica della cucina italiana, food writer, docente di Gastrosofia e di storia e cultura del cibo, e voce autorevole della cultura gastronomica nazionale, Pellegrino ha scelto di raccontare il cibo come linguaggio universale e come strumento privilegiato per ricostruire relazioni e liberarci dalla superficialità della vita ipertecnologica.

Nel suo talk, “Il cibo come linguaggio, identità e connessione”, la relatrice, con discorso che coniuga passione, conoscenza scientifica e narrazione, ha guidato il pubblico in un viaggio multisensoriale mostrando come il cibo sia atto culturale, linguaggio universale che ci riconnette a ricordi, emozioni e relazioni. Significativo è stato questo passaggio del suo speech:

“Noi siamo l’unica specie che trasforma il proprio cibo per nutrirsene. […] Gli antropologi hanno sempre sottolineato che le persone non hanno bisogno di cuocere il cibo, lo fanno per ragioni simboliche, per dimostrare che sono degli uomini e non delle bestie. I sapiens poi hanno inventato il buono e il cattivo, che è completamente diverso da dire è commestibile, non è commestibile. E infine hanno inventato anche il gusto e il disgusto. E il gusto per consentirci una vera connessione con il cibo, ha bisogno di essere allenato attraverso i sensi come il bimbo.” 

La cucina come strumento di riconnessione

Attraverso storie e aneddoti, Anna Maria Pellegrino, ha mostrato come gesti semplici, azioni quotidiane, spesso date per scontate, possono aiutare a ridefinire il nostro rapporto col tempo e con la comunità: fare la spesa in modo consapevole, informarsi sulla provenienza dei prodotti, scegliere modalità di preparazione e strumenti tradizionali, riappropriarsi del tempo necessario per cucinare e gustare il cibo. Sono dei potenti antidoti contro la disconnessione interiore e sociale.

Anna Maria Pellegrino ha sottolineato che “il cibo è sempre un atto culturale” e che la tavola, in tutte le sue espressioni, è da sempre un luogo di incontro e condivisione autentica. Secondo la relatrice, prendersi il tempo per preparare anche un pasto semplice solo per noi stessi non è un gesto banale: è un modo per attribuire valore e significato a ciò che facciamo, distinguendo tra il prezzo delle cose e il loro autentico valore umano e culturale.

Citazione chiave dell’intervento

Emblematica, in tal senso, la citazione centrale del suo discorso, che ben sintetizza la filosofia proposta da Anna Maria Pellegrino:

“E per farlo potrebbe essere interessante disconnetterci dallo smartphone e da tutti gli schermi metaforici della nostra vita, prendendoci il tempo per quelle azioni che davvero ci danno nutrimento, davvero ci connettono e danno conoscenza. Quali? Per esempio, il tempo per fare la spesa, il tempo per scegliere gli ingredienti, per leggere le etichette, il tempo per individuare lo strumento di cottura più adatto per quel piatto, il tempo per cucinare e il tempo per mangiare, anche se lo facciamo solo per noi, perché è una questione di valore e non di prezzo”.

Dall’individuo alla collettività: il valore sociale del gesto

Il discorso si è poi allargato al tema dell’empatia e dell’agire collettivo. Anna Maria Pellegrino ha ricordato che la cucina, oltre a nutrire, è un atto sociale che pone al centro l’ascolto delle differenze e la condivisione delle identità, diventando così ponte tra generazioni, culture e territori. Con il suo approccio appassionato e inclusivo, ha offerto spunti per trasformare la quotidianità in un’occasione di rinascita personale e sociale.

La ricaduta sull’evento

Il talk di Anna Maria Pellegrino ha riscosso grande attenzione sui media e tra i partecipanti, confermando il ruolo trainante dell’incontro TEDx come laboratorio di idee innovative e luogo di confronto sul senso profondo delle nostre scelte. La sua testimonianza ha reso evidente come la disconnessione dai ritmi frenetici della tecnologia possa portare a una riconnessione autentica con la natura, con le tradizioni e con le persone che ci circondano.

L’edizione 2025 di TEDx Piazzola sul Brenta si è così confermata come un’occasione unica per riflettere sul valore del tempo e della relazione, grazie anche all’intervento di relatori come Anna Maria Pellegrino, capaci di intrecciare competenza professionale, passione per la cultura e sensibilità verso i grandi temi del nostro tempo. La sua presenza ha arricchito un evento già ricco di spunti, invitando tutti ad abbracciare la lentezza come opportunità di crescita ed evoluzione personale e collettiva.

Un laboratorio di futuro

Se la sfida dell’edizione 2025 è stata quella di andare oltre gli schermi, abbandonando superfici lisce e relazioni virtuali per ricostruire legami reali e consapevoli, il TEDx Piazzola sul Brenta ha dimostrato come esperienze condivise, voce, ascolto e pratica creativa siano ancora oggi la chiave per un nuovo umanesimo della connessione. Un laboratorio di futuro, dove ognuno è chiamato a riconoscere la ricchezza delle differenze, delle storie e dei percorsi, affinando al tempo stesso la propria capacità di nutrirsi – e nutrire il mondo – di senso autentico.

Potete guardare lo speech di Anna Maria Pellegrino e altri contenuti sull’evento a questi link:

 

 

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