Nasce Lomellina Terra di Riso: il marchio collettivo che tutela e promuove i risi della Lomellina

Cosa unisce una lettera ducale del 1475, il volo degli aironi tra le risaie e un moderno packaging? L’amore per la Lomellina: prezioso microcosmo agricolo lombardo racchiuso tra i fiumi Po, Ticino e Sesia, dove la coltura del riso è più viva che mai.

Ed è proprio in questa terra che è nato il marchio collettivo Lomellina Terra di Riso, a opera dell’omonima associazione, per costruire un’identità forte e riconoscibile, espressione del territorio e di una cultura centenaria.

L’Associazione, nata originariamente con scopi prettamente divulgativi e culturali, ha avviato questa nuova fase progettuale grazie al co-finanziamento di Regione Lombardia attraverso i fondi europei FEASR del Piano Strategico della PAC 2023-2027, segno di quanto le istituzioni riconoscano il valore economico e sociale della narrazione territoriale tracciabile.

Un’alleanza a sette voci per un brand di territorio

Confezione riso Lomellina Terra di Riso

credit photo Lomellina Terra di Riso

 

Il cuore del progetto batte grazie a sette produttori locali: Cascina Alberona, Cascina Mora Bassa, Cascina Bosco Fornasara, Marta Sempio Riso, Azienda Agricola Zerbi, Azienda Agricola Massino e Azienda Agricola Santa Maria che si sono uniti per valorizzare non solo il riso lomellino ma anche il territorio e la tradizione gastronomica di cui fa parte.

Non si tratta di una semplice operazione di marketing commerciale, bensì di un patto etico e identitario che ha dato origine al marchio collettivoLomellina Terra di Riso”.

Esso è costituito dal logo originario dell’Associazione accompagnato dal pay off “Fatto con passione in Lomellina”: cinque parole che esprimono il credo di questi produttori: il lavoro, la passione per il riso e l’amore per il territorio.

Anche la scelta del packaging comune mette in evidenza la cultura locale: le confezioni dei risi dei produttori aderenti sono riconoscibili grazie a grafiche ispirate ai castelli storici della Lomellina.

Un packaging che unisce cultura, tradizione e territorio per contenere un prodotto celebre in tutto il mondo.

Ultimo, ma non per importanza, il disciplinare comune di produzione.

Il disciplinare tra biodiversità e filiera controllata

Per noi di AIFB, che da sempre promuoviamo il cibo come fenomeno antropologico e sociale, l’aspetto più virtuoso di questo nuovo corso è l’impianto del suo disciplinare di produzione.

Questo testo non si limita a fissare freddi parametri tecnici, ma tutela attivamente il paesaggio e il lavoro dell’uomo.
La Lomellina  è infatti un’area ad altissimo valore ambientale, protetta dalla presenza della ZPS (Zona di Protezione Speciale) “Risaie della Lomellina”.

Il disciplinare interviene su tre ambiti fondamentali:

  • scala colturale: attraverso pratiche agricole virtuose orientate alla rotazione delle colture e alla rigenerazione del suolo;
  • scala ambientale: con azioni che sostengono e proteggono la ricca biodiversità della ZPS;
  • scala sociale: ponendo una forte attenzione alla qualità del lavoro e alla diffusione della cultura risicola nella comunità locale.

Il rigore prosegue anche nella fase post-raccolta. Per garantire uno standard d’eccellenza, tutto il risone viene conferito a un unico impianto di lavorazione centralizzato. Qui, attraverso accurate selezioni ottiche e di pulizia, si ottiene un riso d’élite con una percentuale di chicchi rotti inferiore all’1%, confezionato sottovuoto per preservarne la purezza originaria.

Ogni produttore conferirà nella linea comune una diversa varietà di riso e presto, grazie a una piattaforma e-commerce collettiva, saranno tutte disponibili su scala nazionale.

Cinque secoli fa il Duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, firmava una storica lettera per permettere il libero passaggio dei sacchi di riso lomellino fuori dai confini del suo dominio.

Oggi, quel viaggio prosegue con gli stessi valori di allora e con la forza di una filiera unita che, orgogliosamente, guarda al futuro.

 

Associazione Italiana Food Blogger

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